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Roma, superpoteri al prefetto Gabrielli per risanamento dopo Mafia Capitale

Il governo nega che sia un commissariamento, ma Marino potrà muoversi solo allʼinterno di paletti ben definiti. Alfano scioglie il Municipio di OstiaLe opposizioni: "Marino è commissariato, deve lasciare"

Roma, superpoteri al prefetto Gabrielli per risanamento dopo Mafia Capitale

Dopo lo scandalo di Mafia Capitale e lo scivolone dei funerali di Vittorio Casamonica, per voltare pagina e affrontare il Giubileo il Consiglio dei ministri ha varato un pacchetto di misure che dovranno essere prese in comune dal prefetto Franco Gabrielli e dal sindaco Ignazio Marino. E anche se la decisione del governo ha tutta l'aria del commissariamento, il ministro Angelino Alfano e il sottosegretario Claudio De Vincenti negano che lo sia.

"Non c'è nessun commissariamento, ma un ruolo di raccordo del prefetto di Roma analogo a quello del prefetto di Milano per Expo", assicura De Vincenti. Nei fattim però, i poteri di indirizzo affidati a Gabrielli sono stati fortemente ampliati e rappresentano i paletti entro i quali l'amministrazione del Campidoglio dovrà muoversi. Roma, ad esempio, dovrà trovare le risorse per i lavori del Giubileo, visto che non sono previsti stanziamenti ad hoc, mentre potranno essere accelerate le procedure di gara, sulle quali supervisionerà l'Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.

Alfano ammette i "gravi vizi procedurali" che hanno caratterizzato la situazione dell'amministrativa capitolina; ma spiega che i presupposti per il commissariamento non ci sono. Solo per il Municipio di Ostia il livello di infiltrazione mafiosa è stato giudicato tale da imporre lo scioglimento e l'affidamento della gestione a una commissione presieduta dal prefetto Domenico Vulpiani. Per far "cambiare rotta" al Comune di Roma, invece, scatta appunto il "supporto da parte del ministero dell'Interno" nella persona di Gabrielli. Commissario al debito, invece, con decreto del presidente del Consiglio è stata nominata Silvia Scozzese, ex assessore al Bilancio della Capitale.

Alfano ha quindi spiegato che "i settori più compromessi" da Mafia Capitale saranno soggetti a un piano di risanamento che prefetto e sindaco dovranno condividere, soprattutto per quanto riguarda verde pubblico e ambiente, emergenza abitativa, immigrati e campi nomadi. Ma saranno passati al setaccio anche i regolamenti comunali sull'affidamento dei lavori, prevedendo la revoca delle commesse senza regolari procedure di gara, un albo delle ditte fiduciarie, il monitoraggio della centrale unica degli acquisti, una verifica e una revisione dei contratti, compresi quelli di servizio con la societù gestione rifiuti Ama Spa. Giro di vite anche sui dirigenti, con l'avvio, dove necessario, dell'iter per la loro rimozione.

Telefonata tra sindaco e prefetto - Il sindaco di Roma Ignazio Marino e il prefetto Franco Gabrielli si sono sentiti al telefono lunedì pomeriggio. La prefettura, è stato riferito, è già al lavoro per organizzare la struttura di supporto al Campidoglio prevista dai provvedimenti adottati dal governo.

Gabrielli: nessuna diarchia - "Non possono esistere situazioni che in qualche modo depotenzino il ruolo e la funzione e le responsabilità che sono in capo al primo cittadino", ha spiegato poi Gabrielli a proposito delle polemiche seguite alle decisioni del governo che lo ha affiancato a Marino per quanto riguarda gli otto ambiti dell'amministrazione capitolina più colpiti dall'infiltrazione di Mafia Capitale.

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