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Grecia, ultimatum e trattative in stallo L'Ue ribadisce: "Non esiste un piano B"

All'indomani dell'Eurogruppo, le parti restano lontane. Moscovici insiste: "Chiedano l'estensione del programma"

- Il Vecchio Continente resta con il fiato sospeso. La trattativa tra Ue e Grecia appare in stallo dopo l'ultimatum con scadenza a giovedì lanciato dall'Eurogruppo sul rispetto degli impegni e la secca replica di Atene: "Non accettiamo ricatti". "Non c'è un piano B, devono chiedere l'estensione del programma", ha ribadito il commissario agli Affari economici dell'Ue, Pierre Moscovici, nel giorno dell'Ecofin.

Grecia, ultimatum e trattative in stallo
L'Ue ribadisce: "Non esiste un piano B"

Padoan: "Avviato dialogo" - Mostra un cauto ottimismo Pier Carlo Padoan che, lasciando l'Ecofin, conferma però il fallimento dell'incontro di lunedì: "E' stata una riunione poco utile, ma a partire da quello continua il dialogo in modo costruttivo".

No greco alle proposte dell'Eurogruppo - Le proposte dell'Eurogruppo di rispettare gli impegni dell'attuale piano di salvataggio, "sono assurde ed inaccettabili" ha commentato un funzionario del governo greco citato da Bloomberg. E l'Eurogruppo ha risposto con un ultimatum alla Grecia: ha fino a giovedì per decidere se chiedere l'estensione del programma, che per Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, "è l'unica strada".

"Il comunicato proposto dall'Eurogruppo e rigettato da Atene sosteneva che "le autorità greche hanno indicato che intendono concludere con successo il programma, tenendo in considerazione i piani del nuovo governo", pur utilizzando "la massima flessibilità nell'attuale programma". E il no greco ha fatto bruscamente concludere la riunione dell'Eurogruppo, che si riunirà nuovamente venerdì per analizzare la situazione.

E anche se il nuovo premier Alexis Tsipras, dopo una conversazione avuta domenica con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, aveva sottolineato che "ci serve più tempo, non più denaro", già da lunedì mattina la Germania parlava di "accordo difficile". E il ministro delle finanze tedesco Wolfang Schaeuble sottolineava come "quello che ho sentito finora non mi fa essere più ottimista, se la Grecia non vuole un programma non c'è bisogno di pensare ad alternative", aggiungendo che il governo greco si sta comportando "da irresponsabile".

Per il premier italiano Matteo Renzi, invece, "l'assunto da cui Tsipras si è mosso è comprensibile: ha vinto elezioni in base a un programma diverso dal passato, quindi se deve tenere il programma vuol dire che le elezioni non servono, e poi che non strapperà i contratti ma chiede tempo. Serve intelligenza dell'Ue perché si rispettino le regole ma si usi flessibilità".

La Germania, però, spinge sul fronte del mantenimento degli impegni, ed esorta "la Grecia a mettere sul tavolo le sue proposte concrete e dettagliate": alla base dei colloqui, ha detto il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, devono esserci gli impegni presi.

Sulla stessa linea anche il direttore del Fmi Christine Lagarde, che al termine dell'Eurogruppo ha sottolineato come "l'esborso dei fondi può avvenire solo con il completamento positivo della review dell'applicazione del programma da parte delle tre istituzioni" dell'ex Troika per la Grecia, e "se questo non sarà il caso, anche l'esborso da parte nostra non potrà avvenire".

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