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14/9/2005

Tre donne abusano di tassista russo

Il codice penale non prevede il reato

Un tassista è stato violentato da tre donne sulla quarantina che, dopo averlo immobilizzato e legato, hanno abusato di lui a turno. E' accaduto a Nizhni Novgorod, un grosso centro nella Russia centrale. Il malcapitato vorrebbe sporgere denuncia ma il codice penale russo contempla solo il reato di violenza carnale ai danni delle donne ma non degli uomini. Il rischio è che le tre violentatrici restino impunite.

L'uomo aveva appena portato a destinazione le tre clienti quando, al momento del pagamento, invece di scendere dall'auto le tre si sono avventate su di lui. Lo hanno immobilizzato e hanno aprofittato di lui ripetutamente e a turno.

L'uomo, che inizialmente pensava si trattasse di una rapina, solo quando si è reso conto di quanto stava accadendo ha cercato di reagire. Ma è stato inutile perché le tre focose donne di mezza età, determinate a concludere la serata in bellezza, hanno potuto agire indisturbate. La zona isolata e i pochi passanti che frequentano la zona della città a quell'ora della notte, hanno permesso alle tre assatanate di portare a termine il loro intento. Appena è riuscito a scappare, il tassista si è precipitato al più vicino ufficio di polizia dove ha sporto regolare denuncia per violenza carnale.

Ma gli agenti gli hanno spiegato che non ci sono i presupposti giuridici per agire. Il nuovo codice penale russo, infatti, in vigore dal 2002, contempla solo la repressione degli abusi sessuali commessi da uomini su donne e non viceversa. Il povero tassista ha cercato un appiglio nel vecchio codice penale sovietico ma, anche tra le norme più restrittive del precedente ordinamento giuridico ,è prevista unicamente la violenza carnale inferta dai maschi sul gentil sesso.

Nessun speranza dunque di ottenere giustizia. Solo in Ucraina, potrebbe ottenere soddisfazione, dove sono in vigore norme che contemplano genericamente il reato di violenza carnale contro la "persona".

L'altra possibilità per incriminare le tre violentatrici è di ottenere il riconoscimento delle lesioni corporali subite durante l'aggressione. Una decina di anni fa, infatti, un gruppo di detenute evase da un penitenziario nella regione siberiana di Krasnoiarsk aveva sequestrato un secondino costringendolo ad avere rapporti intimi con loro in una casupola abbandonata .Il secondino aveva sofferto sevizie ai genitali e il tribunale così aveva potuto condannarle per lesioni corporali.