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Primo Maggio, sindacati in piazza a Genova: la disoccupazione è una ferita aperta

Cgil, Cisl e Uil preparano un maggio caldo tra scioperi e mobilitazioni: "Abbiamo perso un milione e 600 mila posti di lavoro, la disoccupazione resta una delle ferite aperte del nostro Paese"

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I sindacati hanno scelto Genova per dire no alle politiche del lavoro del governo:  "Più valore al lavoro.

Contrattazioni, occupazione, pensioni" è lo slogan del 1 Maggio di Cgil, Cisl e Uil. Si è scelta una grande città per "sottolineare l'esigenza di una ripresa a partire dai grandi centri industriali che diventi una priorità per il Paese". "Abbiamo perso 1.600.000 posti , la disoccupazione resta una ferita aperta", ricordano Cgil-Cisl-Uil. 

Il Primo Maggio è "una festa, non uno sciopero - ricordano i sindacati - non può essere celebrativo".


Deve essere necessariamente rimettere al centro la necessità di una lotta vera", ha avvertito da una delle trincee piu' calde del sindacato il leader della Fiom,

Maurizio Landini

. Il confronto per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è un test chiave per la più ampia partita della riforma della contrattazione. Su questo terreno Cgil, Cisl e Uil sono d'accordo nel tenere ferme "tre parole chiave:

inclusione

, per superare e divisioni e le disuguaglianze tra il lavoro maggiormente tutelato e le forme piu' precarie;

partecipazione

, per dare voce ai lavoratori su cio' che li riguarda in prima persona; e

regole,

che vincolino entrambe le parti al rispetto di quanto stabilito insieme".


Il rapporto con l'esecutivo

Il tema di sfondo è il difficile approccio con un governo che ha di fatto cancellato l'intermediazione delle parti sociali e che, dai sindacati, è accusato di parteggiare per le imprese e di muoversi sul fronte delle riforme con il solo obiettivo di strappare consenso in Europa. Tutto maggio sarà

un mese di intensa mobilitazione, fitto di iniziative,

e con - tra l'altro - gli scioperi del pubblico impiego e della scuola. Clima e nodi da sciogliere sono pesanti. Il fronte dell'occupazione segna la distanza tra un Governo che esprime soddisfazione per i risultati del Jobs Act ed il sindacato che, come la leader della Cgil Susanna Camusso, lo invita invece a "misurarsi con il fatto che non sta cambiando nulla di strutturale".