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World Pasta Day: gli italiani pazzi per penne, spaghetti e carbonara

Consumata nel modo giusto, la pasta è una miniera di energia e non fa ingrassare: la celebriamo il 25 ottobre

Gli italiani vanno pazzi per la pasta. Adorano in particolare le penne e gli spaghetti, mentre per quanto riguarda le ricette in cui godersi il proprio piatto preferito, la carbonara batte tutti. Un buon piatto di spaghetti pomodoro e basilico è un modo sano ed equilibrato per fare il pieno di energia e di buon umore e, bilancia alla mano, non è neppure un insulto alla linea. In occasione del World Pasta Day, che si celebra venerdì 25 ottobre, facciamo il punto sulle preferenze degli italiani e sulle indicazioni dei nutrizionisti

Al consumo di pasta e alle preferenze dei nostri connazionali è dedicato uno studio realizzato da BVA Doxa per The Fork, condotto in modalità CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), su un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da 600 rispondenti di età compresa tra i 18 e i 64 anni.


Secondo il 60% del campione intervistato, la pasta evoca una sensazione di piacere: altre quote consistenti di risposte hanno citato la felicità e l’energia (34% e 26%). La pasta è invece un’abitudine soprattutto tra i più giovani: la pensa così circa un terzo dei Millennials. Quando poi si passa ad esaminare i formati più amati, le preferenze si concentrano su penne e spaghetti, amati e consumati quasi in egual misura: il 71% consuma spesso le penne, mentre gli spaghetti sono spesso nel piatto del 69% del campione. Li consumano spesso o ogni tanto rispettivamente il 93 e il 91% del campione. Seguono, praticamente a pari merito, i rigatoni e i fusilli, seguiti da tagliatelle e farfalle. Queste ultime sono apprezzate soprattutto dalle donne e dagli under 55. Quanto alle ricette a base di pasta, il 33% degli italiani mette sul gradino più alto del podio la carbonara. Al secondo posto si posiziona il ragù (25%), apprezzato specialmente al Sud e nelle Isole. Medaglia di bronzo per un grande classico come il sugo pomodoro e basilico, preferito dai Baby Boomers. L’amatriciana, il pesto e la cacio e pepe fanno registrare un minor numero di preferenze, probabilmente per la connotazione più regionale della ricetta. 


Un altro studio, condotto stavolta dai medici del St. Michael's Hospital (Australia)  e guidato dal dottor John Sievenpiper, ha dimostrato che i carboidrati presenti nella pasta possono essere considerati parte di una dieta sana e, soprattutto, non impediscono di dimagrire. I pazienti coinvolti nello studio, infatti, hanno consumato 3,3 porzioni di pasta alla settimana, sostituendole a carboidrati presenti sotto altra forma, e hanno perso circa mezzo chilo in 12 settimane. In pratica, lo studio ha dimostrato che la pasta non ha contribuito all'aumento del peso o del grasso corporeo.


Anche se la pasta contiene carboidrati con indice glicemico medio-alto, una porzione di penne o di spaghetti provoca un minore aumento dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quello fatto registrare da altri cibi. Un piatto di pasta, quindi,  fa meno danni alla linea dell'assunzione, ad esempio, di zuccheri semplici (quelli contenuti nei dolci), che causano una vera e propria impennata della glicemia. E' sempre meglio scegliere le varietà di pasta integrale, possibilmente bio, oppure di farro o di grano saraceno. Infine, una parola sui condimenti. Spesso hanno molte più calorie della pasta stessa: se vogliamo controllare la linea, meglio optare per sughi semplici, come pomodoro e basilico, e limitare la quantità di parmigiano. Si invece alle verdure e a un filo di olio extravergine di oliva a crudo. 


Un buon piatto di pasta, infine, è una fonte importante di energia e di buon umore. Non a caso si trova tra gli alimenti al primo livello della piramide, ossia tra i nutrienti da non farsi mancare, secondo la dieta mediterranea. Utile a tutte le età, nei quantitativi corretti, la pasta è indispensabile sulla tavola dei giovani, degli sportivi e di chi deve sostenere un importante carico di lavoro psico-fisico. La pasta, inoltre, facilita l’assorbimento del triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, l’ormone del buon umore, e della melatonina, che regola il ritmo del sonno. Un buon piatto di spaghetti, insomma, non solo ci regala sazietà e forza, ma ci aiuta ad essere felici e a riposare bene. 

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