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La Rua fanno squadra nel nuovo ep "Nessuno segna da solo"

A Tgcom24 raccontano i brani nati a due anni da "Amici" come lavoro collettivo di ricerca musicale

La Rua fanno squadra nel nuovo ep "Nessuno segna da solo"

Il lavoro di squadra segna il ritorno dei La Rua, che hanno pubblicato un nuovo ep, "Nessuno segna da solo". Un titolo manifesto sul lavoro di vero e proprio gruppo, frutto di "una ricerca musicale di un anno e mezzo". Due anni dopo essere stati protagonisti del talent "Amici", la formazione marchigiana (attraverso Daniele Incicco, cantante e paroliere) racconta a Tgcom24 i cinque nuovi brani, a cui hanno contribuito Dario Faini, Alessandro Raina e anche Elisa, in cui le loro radici folk si sono fuse con il pop contemporaneo.

Partiamo dal titolo dell'ep, "Nessuno segna da solo" parla dei La Rua come di una squadra senza individualità...
Il nostro collettivo parte da molto lontano, stiamo insieme da dieci anni. Volevamo questo titolo perchè facesse in un attimo capire il lavoro dei La Rua, quella che è la nostra psicologia e displiplina: se vivessimo in uno sport noi vorremmo essere una squadra. Quindi è il titolo migliore che potevamo dare a questo lavoro.

Per questi nuovi brani avete lavorato con Dario Faini, che a parte il progetto Dardust ha collaborato con Mengoni, Renga e Amoroso, TheGiornalisti e Levante. Che cos'ha apportato ai La Rua e anche dove volevate farvi portare da lui?
Noi lavoriamo con lui dal 2009. Ma in questo Ep abbiamo avuto l'opportunità di lavorare con molta pazienza e con molto tempo facendo un lavoro di ricerca, per lavorare in una certa direzione: fare un grande passo in avanti. Abbiamo anche sperimentato moltissimo. Abbiamo chiesto a Dario di osare. C'è il lavoro di squadra: lui ha saputo ascoltare l'esigenza di ognuno di noi. A livello autoriale abbiamo fatto un passo avanti facendo entrare nella scrittura anche Alessandro Raina. Il lavoro di Dario è stato quello di ascoltare quello che era il progetto e farlo fiorire nel migliore dei modi.

Dal vostro suono di partenza folk vi siete spostati verso un pop contemporaneo, come mai questa evoluzione?
Veniamo dal nu folk e in queste nuove canzoni abbiamo tenuto fede al nostro banjo e alle nostre ritmiche. Abbiamo voluto mischiare quello che siamo stati e lo abbiamo voluto contaminare con quello che di moderno che sta avvenendo. Essendo sei persone abbiamo dovuto rispetare il desiderio musicale di ognuno quindi dare "un gioco" a ogni strumento che potesse appartenere al proprio desiderio artistico. In uno di questi brani, "Per motivi di sicurezza" dove è intervenuta Elisa, con la quale abbiamo scritto il brano e poi lei l'ha prodotta insieme a Dario, abbiamo deciso di guardare in faccia la canzone. Ogni canzone aveva bisogno di un determinato vestiario e una determianta produzione. Lì in quel caso abbiamo tolto tutto, lasciando solo gli archi e il pianoforte perchè le parole erano così importanti da non dover essere disturbate dall'arrangiamento.

"I 90", parla di nostalgia canaglia verso un periodo storico. Come è nata la canzone?
Nel 1994 avevo 10 anni, Da adolescente ho vissuta la parte finale e quella di mezzo l'ho vissuta attraverso gli occhi di mio fratello. E' stato come un sogno che non potevo raggiungere ma vedevo vicino a me. Questa cosa mi ha fatto interiorizzare quegli anni come qualcosa di splendido. Tempo fa mi sono trovato di fronte a un post in cui molti ricordavano quegli anni, mi sono detto 'Che belli i '90' e allora ho deciso di scrivere una canzone.

A due anni da "Amici", cosa vi ha dato il talent della De Filippi e dove credete di essere arrivati nel vostro percorso artistico?
Ci ha dato una grande esposizione mediatica, la possibilità di esibirci davanti a un grande pubblico. Ma ha anche dato la possibilità di studiare per un anno musica. Io ho imparato a cantare a quello che mi hanno fatto fare loro. Partecipare a quella trasmissione vuol dire fare un anno di accademia musicale. E anche mettersi davanti alle difficoltà, a un pubblico o a qualcuno che ti va contro, che c'è nel mondo discografico, ti preparano a quel mondo. Credo che sia un'ottima palestra. Poi c'è un discorso televisivo, non tutti funzionano come altri. Spesso non è detto che gli artisti funzionino in tv. Le canzoni vivono un altro campionato, cosa che invece in tv devi essere un tipo di personaggio. Ma questo è servito per crescere.

Che progetti avete per l'estate? Porterete dal vivo queste nuove canzoni?
Il 29 luglio avremo il nostro primo concerto, a Offida in Piazza del Popolo. Porteremo il nostro spettacolo per la prima volta con tutti i brani che fanno parte dell'ep. Uno spettacolo che abbiamo voluto fortemente, molto più power di quello degli ultimi anni.

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