Social media, arriva l'app per verificare l'età | Von der Leyen: "Algoritmo fa male, ora piattaforme non hanno più scuse"
La presidente della Commissione Ue ha presentato la novità: "È compito dei genitori, e non delle piattaforme, educare i propri figli"
© Afp
È pronto al lancio il software made in Europe che consentirà di verificare in maniera più stringente l'età dei social media. Nel momento di massima pressione sui social e sui loro algoritmi, con una serie di sentenze di condanna che ha colpito diverse Big tech, Bruxelles muove il primo passo concreto remando contro il dilagare delle applicazioni. E lo fa... con un'app. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un punto stampa a Bruxelles. La leader dell'esecutivo europeo ha spiegato che l'applicazione "è tecnicamente pronta e presto sarà a disposizione dei cittadini", dopo aver passato a pieni voti un periodo di test in cinque Paesi membri. Tra cui anche l'Italia. "È compito dei genitori, e non delle piattaforme, educare i propri figli", ha sottolineato von der Leyen. "Riguardo ai social la situazione è estremamente preoccupante, è un ambiente che crea dipendenza e non fa bene alle giovani menti in fase di sviluppo".
A cosa serve e come funziona l'app europea
Lo scopo della nuova app di verifica è semplice: garantire un controllo efficace dell'età di chi accede a determinati contenuti, replicando alla lontana - e a livello digitale - ciò che accade quando si acquistano alcolici in un negozio. "È nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, così come facciamo nel mondo offline. Un tema centrale è la questione di come garantire una soluzione tecnica a livello europeo per la verifica dell'età. E oggi posso annunciare che abbiamo la risposta". Il funzionamento dell'app è piuttosto banale: sarà sufficiente scaricarla, registrarsi con la carta d'identità o il passaporto, e così poter avere accesso ai servizi online.
"L'applicazione rispetta i più elevati standard di privacy al mondo. Gli utenti dimostreranno la propria età senza rivelare altre informazioni personali. In parole semplici, è completamente anonimo: gli utenti non possono essere tracciati". Non solo. Sarà anche open source, dunque il codice su cui si basa il programma potrà essere liberamente utilizzato anche da Paesi partner. "Avremo tolleranza zero nei confronti delle aziende che non rispettano i diritti dei nostri bambini", ha detto von der Leyen prevedendo la pubblicazione entro l'estate di una serie di linee guida e raccomandazioni per un "approccio europeo armonizzato".
Il pericolo dei social: "Danneggiano le menti in via di sviluppo"
Per spiegare l'urgenza di un prodotto tecnologico simile, la presidente della Commissione Ue ha snocciolato qualche numero: "Un minore su sei è vittima di bullismo online. Un minore su otto è un bullo online. Le piattaforme dei social media offrono design altamente coinvolgenti, uno scorrimento infinito, che alimenta la dipendenza. I video brevi catturano l'attenzione. I contenuti sono altamente personalizzati e mirati". Questo consente agli smartphone, e in particolare ai social media, di avere una capacità attrattiva fortissima: "Il tempo che i nostri figli trascorrono davanti agli schermi non è mai stato così alto, e questo è tempo che non trascorrono al parco giochi o con i loro coetanei. E più tempo passano online, maggiore è la probabilità che vengano esposti a contenuti dannosi e illegali, nonché al rischio di essere adescati da predatori online. Questo ambiente non giova alle giovani menti in via di sviluppo". Un allarme che, come ha detto Ursula von der Leyen, è stato lanciato di fronte alla Commissione Ue da numerose associazioni di genitori.
L'attacco alle Big tech: "Ora basta scuse"
"Le piattaforme online possono fare affidamento senza problemi sulla nostra app di verifica dell'età. Quindi non ci sono più scuse. L'Europa offre una soluzione gratuita e facile da usare che può proteggere i nostri figli da contenuti dannosi e illegali". Ora si tratta solo di lanciare l'app e incorporarla nei singoli Paesi: "Sempre più Stati membri stanno facendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono all'avanguardia. Stanno pianificando di integrare l'app nei loro portafogli digitali nazionali. E spero che altri Stati membri e il settore privato seguiranno l'esempio, in modo che ogni cittadino possa utilizzare presto questa app". Von der Leyen ha poi concluso: "I diritti dei minori nell'Unione Europea vengono prima degli interessi commerciali, e faremo in modo che ciò accada".
