I dati Inps fotografano un Paese spaccato, con differenze che arrivano fino a 15mila euro tra Bolzano e Crotone
È un'Italia divisa in due anche quella dei redditi, un'Italia dove, non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per gli autonomi il codice postale può davvero fare la differenza. È quanto emerge dall'analisi condotta da Isnec e Withub sui dati Inps relativi ai redditi medi di artigiani e commercianti che rivela un profondo divario geografico.
Clicca sulle diverse province per visualizzare i diversi redditi di artigiani e commercianti:
I numeri mostrano che un commerciante della Provincia Autonoma di Bolzano guadagna in media 35.004 euro all'anno, mentre un suo collega di Crotone deve accontentarsi di 20.207 euro. Una differenza di quasi 15mila euro che racconta molto più di una semplice statistica. "La geografia del reddito accentua ulteriormente queste disparità", sottolinea Maria Vittoria Tonelli, consigliere d'Amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili. "Nord e Centro presentano redditi medi più alti grazie a un tessuto produttivo più solido, mentre nel Mezzogiorno i compensi restano inferiori. Il divario, già noto, continua dunque a riflettersi anche nel lavoro autonomo."
In cima alla classifica troviamo le province alpine e del Nord, con le due province autonome a fare da traino:
1. Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen: 35.004 euro
2. Provincia Autonoma di Trento: 32.993 euro
3. Lecco: 31.539 euro
4. Belluno: 30.346 euro
5. Sondrio: 30.263 euro
All'estremo opposto, le ultime cinque posizioni sono tutte occupate da province del Sud:
103. Benevento: 20.901 euro
104. Cosenza: 20.828 euro
105. Vibo Valentia: 20.753 euro
106. Caserta: 20.736 euro
107. Crotone: 20.207 euro.
Anche per gli artigiani la situazione è analoga, con il Nord-Est dominante:
1. Provincia Autonoma di Trento: 38.145 euro
2. Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen: 37.032 euro
3. Sondrio: 34.209 euro
4. Lecco: 33.839 euro
5. Belluno: 33.226 euro.
Mentre le province meridionali chiudono la classifica:
103. Caserta: 20.606 euro
104. Crotone: 20.540 euro
105. Cosenza: 20.381 euro
106. Reggio Calabria: 20.268 euro
107. Benevento: 20.264 euro.
I dati Inps, elaborati calcolando il rapporto tra la somma dei redditi dei lavoratori e il loro numero complessivo, evidenziano un fenomeno strutturale che non può essere affrontato con misure temporanee. "Dal punto di vista economico", prosegue Tonelli, "i dati evidenziano la necessità di politiche strutturali che vadano oltre gli incentivi temporanei. Servono investimenti mirati in formazione specialistica, digitalizzazione, reti professionali e strumenti che rafforzino la competitività degli autonomi, spesso penalizzati da costi elevati e scarsa capacità contrattuale."
L'analisti Inps considera artigiano il lavoratore autonomo di un'impresa artigiana che produce beni (anche semilavorati) o presta servizi: dalle imprese di facchinaggio alle tintorie, dai barbieri ai fornai. Per commerciante si intende invece chi lavora autonomamente in imprese commerciali, inclusi gli agenti e rappresentanti di commercio iscritti all'apposito albo e i mediatori iscritti negli elenchi delle Camere di Commercio.
Il confronto con i lavoratori dipendenti Un altro aspetto critico emerge dal confronto con il lavoro dipendente. "Molti indipendenti, pur con competenze elevate", conclude Tonelli, "percepiscono redditi inferiori e dispongono di minori tutele rispetto ai lavoratori dipendenti." Una polarizzazione crescente che rischia di minare ulteriormente la coesione sociale ed economica del Paese, rendendo sempre più urgente un intervento strutturale che affronti le radici di questo divario territoriale che continua a caratterizzare l'Italia contemporanea.