Secondo la Fondazione Fiba di First Cisl, l'Italia perde terreno rispetto a Francia e Germania. Cala il risparmio e cresce il divario sociale
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Ricchezza in calo e divari in aumento. In termini reali, il patrimonio oggi vale circa il 2% in meno rispetto al 2012, segnando un'inversione che pesa sul quadro economico e sociale del Paese. È quanto emerge dall'analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, basata su dati della Banca centrale europea, che fotografa un'Italia sempre più distante dalle principali economie europee. Se nominalmente la ricchezza delle famiglie è cresciuta del 20,6%, il dato appare modesto se paragonato al +45,1% della Francia, al +108,2% della Germania e al +66,2% della media dell'area euro. Un divario che, secondo la Fondazione, si è ampliato nel tempo, rendendo sempre più difficile per l'Italia tenere il passo dei partner continentali.
A giugno 2025 la ricchezza netta complessiva delle famiglie italiane ammonta a 10.991,5 miliardi di euro, pari al 16,6% del totale dell'area euro, in netto calo rispetto al 22,9% del 2012. Anche il dato pro capite racconta un sorpasso significativo: se nel 2012 ogni famiglia italiana disponeva mediamente di più ricchezza rispetto a quelle francesi e tedesche, a metà 2025 la situazione si è ribaltata. La ricchezza media per famiglia in Italia si ferma a 438,7 mila euro, contro i 442,2 mila euro della Francia e i 461,6 mila euro della Germania.
Il quadro si fa ancora più critico guardando alla distribuzione della ricchezza. In Italia, il 50% della popolazione possiede appena il 7,4% del totale, mentre il 60% non supera il 12%. All'estremo opposto, il 10% più ricco controlla quasi il 60% della ricchezza, e il 5% più abbiente ne detiene da solo il 49,4%. Numeri che, secondo la Fondazione Fiba, confermano l'aumento delle disuguaglianze e mettono in discussione l'immagine tradizionale degli italiani come "popolo di risparmiatori".
Anche il tasso di risparmio lordo segna una battuta d'arresto. A giugno 2025, l'Italia si ferma al 12,3%, ben al di sotto della media dell’area euro (15,4%) e lontanissima da Germania (19,2%) e Francia (18,7%). Un dato che rischia di avere effetti immediati sui consumi: il Codacons avverte che questo contesto potrebbe tradursi in un flop dei saldi invernali, chiedendo interventi urgenti su salari, pensioni e potere d’acquisto.
Per invertire la rotta, il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani, invoca politiche innovative capaci di coniugare competitività e crescita della ricchezza delle famiglie, mettendo al centro la riduzione delle disuguaglianze. Tra le priorità indicate, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, investimenti strutturali per affrontare le trasformazioni in corso e un uso più efficace del risparmio, da canalizzare verso l'economia reale.