L'Odissea di Christopher Nolan è il fenomeno cinematografico dell'anno, capace di entusiasmare il pubblico, gli specialisti del settore e... le Borse. Con 264 milioni di dollari di incasso mondiale al debutto, il kolossal della Universal ha portato a un importante ritorno nelle sale degli spettatori, che hanno premiato Hollywood e quella che si è rivelata la miglior apertura della carriera del regista premio Oscar. E non solo: anche Wall Street è tornata a premiare il settore, vittima di una grave crisi innescata dalla pandemia. Nonostante ciò, il mondo del cinema resta comunque molto volatile sul mercato.
La reazione dei titoli in Borsa
Il 20 luglio, a tre giorni dall'uscita della pellicola di Nolan nei cinema statunitensi, le azioni di Amc Entertainment - il più grande gruppo al mondo di sale cinematografiche - sono balzate del 26,8%, salvo poi cedere già il giorno dopo del 10,6%. Una fluttuazione dettata in parte dal fenomeno delle meme stock, che si verifica quando e azioni di una società il cui prezzo aumenta in modo rapido e inaspettato per via dell'enorme attenzione riservatale sul web, in parte dalle pesanti difficoltà che il settore ha attraversato dal 2019 in poi. Proprio queste, tra l'altro, avevano spinto i fondi speculativi hedge fund a scommettere sul ribasso del titolo, scatenando (nel 2021) la reazione degli investitori.
La seconda catena cinematografica degli Usa ha registrato un balzo decisamente più moderato: dopo il weekend di esordio dell'Odissea, Cinemark ha guadagnato circa il 4%, subendo una lieve correzione nella seduta successiva. Questo dato sembra molto più coerente con la dinamica di progressivo miglioramento del settore e meno influenzato dalla speculazione dei mercati.
Lo società che ha il legame più diretto in assoluto con l'Odissea di Nolan, tuttavia, è Imax - leader mondiale nelle tecnologie di proiezione premium - giacché la pellicola è stata la prima nella storia a essere girata interamente con le sue cineprese. Negli ultimi sei mesi il titolo della società canadese, secondo Seeking Alpha, era altalenante e viaggiava tra i 34 e i 44 dollari; nell'ultimo mese, complice il successo del blockbuster hollywoodiano, ha registrato un +20%. L'aumento è dovuto, in parte, al fatto che i biglietti per guardare il film in Imax costano in media sui 20 euro, contro i 12 di quelli per gli schermi tradizionali, facendo incassare alla società maggiori royalties e quote sugli incassi.
Il pubblico torna nelle sale... Imax
Un altro fattore fondamentale è l'aumento degli spettatori. Il trend di ripresa della partecipazione del pubblico nelle sale cinematografiche non nasce con la pellicola di Nolan, ma si registra già da qualche tempo, ma ultimamente ha premiato soprattutto le sale dotate di schermi Imax, che hanno registrato il 20% del box office mondiale del weekend di debutto della pellicola nonostante meno dell'1% degli schermi nel mondo possa vantare l'uso di questa tecnologia. Nell'ultima trimestrale, comunque, il gruppo canadese ha riportato ricavi per 102,8 milioni di dollari, segnando un +12% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. È poi salito del 35% l'utile per azione diluito, mentre l'Adjusted Eps ha segnato un aumento del 65% (toccando il record di 0,43 dollari) e l'Adjusted Ebitda margin è arrivato al 46,6%. Crescono anche i ricavi per la divisione Technology Products & Services (che, tra le altre cose, comprende vendita e installazione dei sistemi Imax), aumentati del 16%. E tutto questo grazie al ritorno in massa degli spettatori nelle sale, che significa maggiore quantità di persone interessate a vedere il film in Imax.
Una lenta ripresa
Di certo l'azienda canadese sta affrontando un periodo di miglioramento, ma il conto economico è la prova del fatto che il momento di difficoltà esploso con la pandemia del 2019 non è ancora finito. Dopo il crollo da Covid, nel 2021 i ricavi non sono arrivati a 254,4 milioni di dollari (con una perdita netta di circa 9,5 milioni), mentre la leggera crescita dell'anno successivo - con 300,8 milioni di dollari di ricavi - è stata controbilanciata da una perdita netta di 19,9 milioni. Bisognava aspettare il 2023 per tornare in utile, risultato ottenuto soprattutto grazie a blockbuster come Oppenheimer (ancora una volta di Nolan). Nel 2024, invece, la frenata è stata dettata soprattutto dagli effetti degli scioperi dei lavoratori dello spettacolo hollywoodiani dell'anno precedente. La ripresa reale si è vista, quindi, soltanto con il 2025, grazie a una maggiore offerta di produzioni che hanno portato il giro d'affari ad aumentare del 16%, toccando i 410,2 milioni di dollari (per un utile netto che si è attestato a 45,5 milioni).
Oltre l'effetto Nolan
L'Odissea ha sicuramente dato un'importante spinta al settore, ma i numeri positivi registrati nelle ultime settimane sono, in effetti, solo gli ultimi di un trend in costante crescita che segna una ripresa rispetto ai livelli pre-pandemia. Amc, per esempio, ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con i ricavi più elevati della sua storia, pari a 1,6 miliardi di dollari, e ha registrato un aumento delle presenze in sala, rispetto allo stesso periodo del 2025, del 12% negli Usa e del 18% sui mercati internazionali. A maggio, poi, ha toccato quota 25,5 milioni di spettatori, il miglior risultato per quel mese dal 2019: segno di una ripresa dell'intero settore.
