IL DIRITTO ALLA MOBILITÀ

Viaggiare è un diritto: le barriere invisibili di chi non vede e non sente

Dalle Sale Blu al bastone bianco e rosso, fino alla formazione del personale di treni e aerei: come la Lega del Filo d'Oro lavora sul diritto alla mobilità

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 © Ufficio stampa

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Decidere dove andare, scegliere quando uscire di casa e quando rientrare, muoversi senza dover dipendere da qualcuno: per molti sono azioni scontate. Per le persone sordocieche, invece, spostarsi resta spesso complicato, perché nel mondo dei trasporti esistono ancora tante barriere. Per questo la Lega del Filo d'Oro, con il Manifesto delle Persone Sordocieche redatto in occasione del suo 60° anniversario insieme ai Comitati delle Persone Sordocieche e dei Familiari, parla espressamente di diritto alla mobilità: un diritto che, quando manca, può arrivare a far rinunciare persino a una cura o a un'occasione di socialità.

Le barriere invisibili dei trasporti

 Gli ostacoli non sono soltanto quelli fisici. Accanto alle barriere architettoniche — marciapiedi ingombri, stazioni poco illuminate, ascensori fuori servizio, percorsi tattili interrotti — ce ne sono altre, meno visibili ma altrettanto pesanti: quelle di comunicazione. Anche quando l'assistenza per i passeggeri con disabilità viene attivata, non è facile trovare personale in grado di comunicare con chi non vede e non sente. Il risultato è che l'impossibilità di viaggiare in autonomia e in sicurezza si traduce in un divario di opportunità.

Sale Blu, Sala Amica e la formazione del personale

 Qualcosa, però, si muove. In diverse stazioni ferroviarie esistono le Sale Blu, punti di accoglienza dove il viaggiatore viene accompagnato fino al treno, mentre negli aeroporti operano le Sale Amica. Su questo fronte la Fondazione chiede di potenziare i servizi ed estenderli anche agli autobus a lunga percorrenza. In parallelo, la Lega del Filo d'Oro ha avviato attività di formazione rivolte al personale di compagnie ferroviarie e aeree: incontri pensati per sensibilizzare assistenti di volo, piloti e operatori sui bisogni dei passeggeri con disabilità sensoriale, insegnando a comunicare con chiarezza e ad accompagnare le persone con delicatezza, senza afferrarle o spingerle.

Il bastone bianco e rosso e le tecniche di accompagnamento

 Accompagnare una persona sordocieca richiede tecniche precise. Nella "presa", chi guida offre il braccio e la persona lo afferra sopra il gomito, camminando sempre mezzo passo indietro; gli ostacoli — scale, gradini, marciapiedi — si affrontano ad angolo retto, con una breve pausa prima e dopo. Un segnale prezioso è il bastone bianco e rosso: a differenza del bastone bianco usato dai non vedenti, le sue strisce rosse indicano che alla disabilità visiva si somma anche quella uditiva. A completare il quadro ci sono le mappe tattili e i percorsi tattili — pavimentazioni a rilievo che si "leggono" con i piedi o con il bastone — presenti negli spazi pubblici e nelle stesse strutture della Fondazione.

Per costruire tutto questo, la Lega del Filo d'Oro promuove corsi di orientamento e mobilità e affianca alle persone i propri Tecnici di Orientamento e Mobilità, che insegnano a riconoscere spazi e percorsi attraverso i sensi residui. Anche i soggiorni estivi diventano un'occasione per sperimentare il viaggio. Perché viaggiare, in fondo, non è solo svago: dovrebbe essere un diritto di tutti.