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Gran parte di ciò che sappiamo del mondo arriva attraverso gli occhi e le orecchie: la nostra mente apprende il 95% delle informazioni proprio grazie a questi due sensi. Quando la vista e l'udito vengono a mancare, in tutto o in parte, si entra nella realtà della sordocecità. In Italia riguarda una platea ampia e ancora poco conosciuta: oltre 360mila persone, lo 0,7% della popolazione. Da oltre sessant'anni la Lega del Filo d'Oro è al loro fianco, e uno dei suoi impegni è proprio far conoscere questa condizione, perché nessuno resti ai margini.
Che cos'è la sordocecità
La sordocecità è la combinazione di una disabilità visiva con una uditiva, totale o parziale. Non va intesa come la semplice somma di due disabilità separate: è una condizione unica e specifica, che porta con sé sfide proprie, soprattutto nella comunicazione e nell'orientamento. Diversa è la pluridisabilità psicosensoriale, in cui alla disabilità visiva e uditiva si affiancano anche quelle motorie, intellettive, cognitive o problemi di salute. In entrambi i casi il bisogno è lo stesso: trovare un modo per restare in relazione con il mondo e con gli altri.
Il riconoscimento: una disabilità unica e specifica
Sul piano dei diritti, un passaggio importante è arrivato con la Legge 107 del 2010, che ha riconosciuto per la prima volta la sordocecità come disabilità unica e specifica. Il percorso ha fatto un ulteriore passo avanti con il disegno di legge cosiddetto Semplificazioni-bis, che ha esteso il riconoscimento a tutte le persone con compromissioni combinate di vista e udito, congenite o acquisite, a prescindere dall'età in cui insorgono. Un cambiamento tutt'altro che formale: avere una definizione chiara è la premessa per garantire il diritto alla salute, all'assistenza e a una reale autodeterminazione. La sfida, ora, è tradurre quel riconoscimento in diritti concretamente accessibili a tutte le persone sordocieche.
Dietro i numeri e le leggi ci sono, prima di tutto, singole persone, ciascuna con le proprie capacità e potenzialità da valorizzare. Nel 2025 la Lega del Filo d'Oro ne ha accompagnate oltre 1400, il numero più alto nella sua storia: il segno che, quando questa condizione viene conosciuta e accolta, ciò che poteva sembrare solo buio e silenzio può diventare un percorso di autonomia e di vita.
