Speciale Raffaella Carrà, addio alla regina della tv
tutto a Gian Luca Pelloni Bulzoni?

Raffaella Carrà, un'eredità da 300 milioni di euro tra villa, appartamenti e diritti musicali e d'immagine

Cinque anni dopo la morte, si riaprono i conteggi sull'eredità del caschetto più amato della televisione italiana | Potrebbe andare tutto all'ex assistente adottato in segreto Gian Luca Pelloni Bulzoni

17 Mar 2026 - 09:04
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© Engel & Volkers
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A quanto ammonta l'eredità di Raffalla Carrà? A cinque anni dalla morte, una stima ufficiale e completa non c'è ancora. Quasi come nel suo famoso quiz dei fagioli nel barattolo, tutta l'Italia prova a quantificare la consistenza di quello che sembra essere un patrimonio ingente, tra appartamenti, ville, diritti musicali e di immagine. Circola il conteggio complessivo ma a spanne di 300 milioni di euro sì; mentre un nuovo erede compare a sorpresa e potrebbe superare a destra i nipoti, con in tasca un'adozione in extremis più forte dei vincoli di sangue.

Cosa sappiamo

  Quando Raffaella Maria Roberta Pelloni, questo il vero nome di Raffaella Carrà, è morta il 5 luglio 2021, la questione dell'eredità sembrava destinata a rimanere in famiglia. I nipoti Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Renzo scomparso nel 2001, erano stati indicati subito come beneficiari principali. Poi, a distanza di cinque anni, è emersa una figura che forse spariglia le carte e riscrive la storia del testamento della conduttrice più famosa della televisione italiana: lo storico assistente Gian Luca Pelloni Bulzoni, sarebbe l'erede universale di un patrimonio che potrebbe superare i 300 milioni di euro.

Prima assistente, poi "promosso" a figlio adottivo  Bulzoni, 62 anni, origini ferraresi, entra nella vita della Carrà nel 2001. Comincia come guardia del corpo durante il Festival di Sanremo di quell'anno, poi diventa autista, collaboratore, infine assistente personale e manager. Per quasi vent'anni è parte integrante dello staff di ogni programma televisivo della showgirl. Fonda e dirige la Arcoiris Edizioni Musicali, con sede in zona Vigna Clara a Roma, lo stesso indirizzo dell'appartamento della Carrà.

L'adozione con cui è stato riconosciuto di famiglia è avvenuta in forma riservata poco prima della morte. La Carrà, stando a chi la conosceva bene, voleva con questa mossa avere un erede di fiducia che portasse avanti non solo il patrimonio ma anche l'attività artistica e benefica. Quel figlio mai avuto naturalmente seppure molto desiderato. Una scelta razionale, per evitare il caos nella successione che aveva segnato i lasciti di altri grandi nomi dello spettacolo italiano.

I nipoti

 Matteo e Federica Pelloni non sono stati esclusi. Nel testamento della Carrà — che considerava i nipoti come figli propri — è prevista per loro una quota: somme di denaro e alcune proprietà. Un accordo che ha scongiurato contenziosi. Anche Sergio Japino, storico compagno della Carrà, potrebbe figurare tra i destinatari del lascito, secondo alcune ricostruzioni, anche se su questo punto non ci sono conferme ufficiali.

Gli immobili  Il patrimonio immobiliare comprenderebbe almeno tre beni principali. Il primo è l'appartamento di Vigna Clara, nel quadrante nord di Roma: oltre 380 metri quadrati, doppio ingresso, tre balconi, nove camere da letto, quattro bagni (uno con idromassaggio e sauna), piscina e palestra. Messo sul mercato per circa due milioni di euro, non ha finora trovato acquirenti. Dopo anni di trattative infruttuose, l'annuncio è stato ritirato: i nipoti stanno valutando una ristrutturazione e la suddivisione dell'immobile in più unità.

Il secondo bene è una villa a Cala Piccola, sul Monte Argentario, affacciata sul mare. Qui è però necessaria una precisazione. Nel 2024 i media avevano raccontato la vendita di una villa nella stessa zona progettata dallo scultore Giò Pomodoro (oltre 1.100 metri quadrati interni, sei ettari di terreno con vigneti ed eliporto, prezzo intorno ai 30 milioni) attribuendone erroneamente la proprietà alla Carrà. Ma lo storico compagno Sergio Japino ha smentito: quella villa è sua, non è mai appartenuta alla showgirl. Il sindaco di Monte Argentario aveva poi spiegato che in quella zona esistono due ville distinte, a circa un chilometro di distanza: quella di Japino e quella della Carrà, più riservata, dove dopo la morte dell'artista si tenne una cerimonia privata in suo ricordo.

Il terzo immobile è un podere nella frazione di Montisi, in territorio di Montalcino, nella zona del Brunello. Si chiama "Il Poggio" ed era il rifugio di campagna scelto dalla Carrà e da Gianni Boncompagni a partire dai primi anni Settanta. Oggi è abitato da una famiglia locale. Infine,  anche alcune proprietà in Spagna rientrerebbero nell'asse ereditario.

I diritti musicali

Al netto degli immobili, la componente più significativa del patrimonio, in termini economici, è quella immateriale: i diritti musicali su un catalogo che copre decenni di carriera, i diritti biografici, i diritti sull'immagine, sul nome e sulla voce. A questi si aggiungono i proventi storici di campagne pubblicitarie, programmi televisivi e royalty internazionali. Questo il vero tesoretto che Gian Luca Pelloni Bulzoni potrebbe trovarsi a dover gestire nei prossimi anni se sarà confermato come erede principale della showgirl amata tanto in Italia quanto in Spagna: proprio a lui si deve la creazione della Fondazione Carrà che gestisce i diritti e l'immagine dell'artista. Nei prossimi mesi, in occasione del quinto anniversario della scomparsa, sono attesi annunci sugli eventi commemorativi.