I DATI ISTAT

Cinema, libri, musei: chi sale e chi scende, ecco i consumi culturali degli italiani

La quarta pubblicazione di StorieDiDati sottolinea anche l'aumento delle visite ai siti archeologici

24 Apr 2026 - 12:12
 © ansa

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Dalla resilienza delle sale cinematografiche grazie ai giovanissimi, alla passione persistente del libro cartaceo come modalità di lettura, fino all'impennata delle visite nei musei e nei siti archeologici. È quanto emerge dalla quarta pubblicazione di StorieDiDati "Tra cultura e svago: un viaggio lungo un secolo" illustrato durante l'Istat talk: "Libri, letture, musei, cinema, teatro... cento anni di consumi culturali degli italiani" con gli autori dell'indagine.

Cinema, teatri e concerti

  Prima l'arrivo della tv negli anni Sessanta, poi la diffusione dell'home video a partire dagli anni Ottanta e, più recentemente, l'avvento dello streaming. Il cinema nel corso degli anni ha gradualmente perso centralità, recuperando solo parzialmente, con 1200-1300 biglietti per 1000 abitanti, mentre il teatro e gli spettacoli dal vivo hanno una lenta ripresa, con più di 800 biglietti venduti per 1000 abitanti nel 2024, dopo il crollo del 2020-21. Nonostante ciò, "andare al cinema almeno una volta l'anno resta la forma di fruizione culturale fuori casa più diffusa tra la popolazione di 6 anni e più", si legge nel report di Istat.

Tra il 1993 e il 2025, con alcune oscillazioni, questa è passata dal 40,7 al 48,2%. In calo, invece, i frequentatori assidui, 4 o più volte all'anno, dal 19,8 al 15,2%. Meno diffusa ma con una crescita più pronunciata è l'abitudine a recarsi a teatro e ad altri eventi dal vivo. Tuttavia, sul piano europeo l'Italia nel 2022 si collocava al 12esimo posto per la frequentazione di cinema, e in 21esima posizione per gli spettacoli dal vivo, quali teatro e concerti.

La passione per la carta nell'era dell'e-book

 Sul fronte della lettura, circa 7 lettori su 10 scelgono ancora il libro cartaceo come modalità esclusiva di lettura, nonostante negli ultimi anni sia aumentato l'uso di formati digitali e audio: nel 2025, gli e-book rappresentano l'11,1% del totale, e gli audiolibri il 2,5%. Secondo Istat, tra il 1965 e il 2010, anche grazie all'innalzamento del livello di istruzione della popolazione, la quota di persone dagli 11 anni in su che aveva letto almeno un libro è passata dal 16,6 al 46,5%, diminuendo in seguito fino a stabilizzarsi intorno al 40%, con una differenza di genere di più dell'11% a vantaggio delle donne.

La lettura è più diffusa tra i giovani: tra i ragazzi di 11 e 14 anni la quota di lettori arriva al 58,2%, mentre nell'età più adulta diminuisce significativamente. Nel 2022, l'Italia era in terz'ultima posizione tra i paesi dell'Unione europea, con i lettori dai 16 anni che rappresentavano appena il 35%, a 20 punti di distanza dalla Spagna e 26 rispetto alla Francia, senza considerare i paesi nordici, dove i lettori raggiungono il 70% della popolazione adulta.

Impennano le visite ai musei

  In forte crescita anche la frequentazione di musei e aree archeologiche, anche grazie alla capacità di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del nostro Paese. Istat stima che tra il 1929 e il 2024, in Italia, il numero di musei e istituti simili statali sia cresciuto da 110 a 453, con uno sviluppo importante a partire dagli anni Ottanta. All'aumento dell'offerta culturale è seguito un incremento ancora più importante del numero di visitatori dei musei, passati da 2,8 fino a quasi 61 milioni, con una crescita di oltre 20 milioni negli ultimi dieci anni. Un dato che supera il recupero del crollo delle presenze nel 2020-2021.

A dare man forte è la consistente presenza straniera, che nel 2022 è stimata pari al 51,5% del totale. Mentre sul piano nazionale, negli ultimi trent'anni i fruitori di musei, mostre, siti archeologici e monumenti sono cresciuti da poco più di un quinto a circa un terzo della popolazione residente dai 6 anni in su.

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