NUOVO TREND

Nonna Maxxing, cos'è la rivoluzione gentile della Gen Z che spegne lo smartphone e accende il fornello

Tra pane fatto in casa, lenzuola al sole e pranzi senza fretta, i giovani riscoprono il lusso dimenticato della lentezza e trasformano la "nonna italiana" in un manifesto esistenziale

di Simona Pisoni
19 Apr 2026 - 14:24
 © Istockphoto

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Una scena si ripete sempre più spesso nelle case italiane e non solo: una cucina illuminata dal pomeriggio, le mani che si muovono tra farina e mattarello, il tempo che corre lento e non frenetico. Nessuna notifica, nessuna urgenza. Solo il suono ritmico dell'impasto. È da questi gesti della tradizione che la Gen Z riparte per dare vita a una ribellione silenziosa e inaspettata. L'hanno chiamata Nonna Maxxing. E no, non è solo un trend: è un cambio di rotta.

Per una generazione cresciuta sotto il segno dell'ottimizzazione dei tempi e della performance, questa nuova ossessione ha qualcosa di sorprendentemente sovversivo. Non punta a fare di più, ma a fare meno, meglio e, soprattutto, più lentamente. Il modello di riferimento a livello globale? La nonna italiana, custode di rituali semplici e di un tempo che non si misura in notifiche, a sua insaputa è diventata un manifesto generazionale.

Il fenomeno è esploso online quasi per caso da un'intuizione di marketing, quando il brand skincare Tallow Twins ha pubblicato su Instagram una serie di immagini, che sembravano cartoline di una vita alternativa: acqua in bottiglie di vetro, pranzi lunghi, aria fresca, niente social media. "Hai bisogno di fare Nonna Maxxing", recitava il testo che le accompagnava. Tutto il resto lo facevano le immagini. In una settimana, le ricerche sono esplose. Il vero detonatore non è estetico, ma emotivo.

Dietro questa nostalgia c'è una stanchezza molto contemporanea. Stress cronico, burnout, saturazione digitale. I numeri parlano chiaro: una larga parte della Gen Z si sente sopraffatta e fatica a staccarsi dagli schermi. E allora la risposta non è l'ennesima app o un'altra routine perfetta da seguire. È il contrario: togliere, semplificare, rallentare. 

Il concetto di "Less is more" (trad. meno è meglio) che si basa sul principio di essenzialità, è diventato celebre grazie all'architetto Ludwig Mies van der Rohe, che privilegiava la semplicità rispetto alla complessità, invitando a eliminare il superfluo per ridurre l'ansia e migliorare la qualità della vita, il design e la comunicazione.

Il "Nonna Maxxing" funziona perché riporta il corpo al centro. Impastare, cucinare, cucire, camminare sono attività che obbligano a essere presenti, a usare le mani, a sentire il tempo. Come spiegano anche i terapeuti, queste pratiche aiutano a passare da uno stato di urgenza costante tipica dei social a una sensazione di calma e stabilità interiore. Non si tratta di fuggire dalla realtà, ma di renderla abitabile. Nutrire gli altri, condividere pasti, sorridere agli sconosciuti sono piccoli gesti che, messi insieme, costruiscono un senso di comunità che il digitale non riesce a replicare. In un mondo iper connesso, ma spesso solitario, la convivialità diventa un atto quasi radicale. Chi non ricorda con un pizzico di nostalgia i piatti della nonna?

Certo, il nuovo trend è partito da un immaginario filtrato e idealizzato, dove la "nonna italiana" evocata online vive in una Toscana eterna, tra casali assolati e tovaglie di lino, lontana da bollette e precarietà, una situazione molto distante dalla quotidianità. È una fantasia, più che una fotografia. Ma forse è proprio questo il punto: offrire una via di fuga simbolica, un modello alternativo a cui aspirare. Come a dire esiste qualcosa oltre il display dello smartphone, i reel e le stories. Basta solo immergersi nella vita reale e fare, com facevano le nonne.

L'ironia sottile e impossibile da ignorare è che sono stati proprio i social a rendere virale il trend "Nonna Maxxing", lo stesso fenomeno che invita a metterli in stand by per dedicarsi ad attività fisiche e non virtuali. I post che invitano a disconnettersi hanno raccolto migliaia di like. Una sorta di contraddizione che rappresenta una generazione incapace di uscire davvero dal sistema iper connesso, ma allo stesso tempo prova ad arginarlo, creando micro-spazi di lentezza dentro una vita veloce.

E così, tra un algoritmo e una ricetta tramandata, accade qualcosa di inatteso: il futuro guarda indietro. E scopre che, forse, la vera avanguardia è una pentola che sobbolle piano, una pasta tirata a mano. L'invito concreto a non spegnere tutto, ma scegliere quando farlo. E scoprire che, a volte, il gesto più contemporaneo non è ottimizzare, ma sottrarre. Perché "Less is more".

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