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Jovanotti, "Je Suis Paris": "Non smetteremo di voler essere liberi!"

Il cantante ha scritto un post Facebook per invitare a reagire dopo i sanguinosi attacchi di venerdì notte

Jovanotti, "Je Suis Paris": "Non smetteremo di voler essere liberi!"

Jovanotti affida a Facebook la sua risposta ai tragici fatti di Parigi. "Non cambieremo abitudini, le rafforzeremo, saremo migliori, saremo più attenti, ma non smetteremo di voler essere liberi" scrive in un lungo intervento intitolato "Je suis Paris". Ad accompagnare il post c'è una foto che lo ritrae con la sua band e alcuni collaboratori, "quelli che avrebbero potuto essere al Bataclan a suonare a lavorare o a sentire qualcuno che suona".

"Scrivo queste righe per unirmi al dolore e allo sgomento di tutti. Il mio pensiero - si legge - va a chi ha perso una persona cara". "L'obiettivo di questi attentatori è la Libertà, è il multiculturalismo, è la società aperta, la civiltà, la modernità, il progresso, la democrazia, l'b, le cose di cui Parigi è un simbolo fortissimo".

E poi la musica: "la musica è Parigi più di ogni altro posto perché la musica a Parigi c'è tutta e c'è per tutti". "Sono disorientato e triste, ma convinto - scrive Lorenzo - che gli attentatori non vinceranno mai". La capitale francese "è dove il progresso della civiltà ho sempre pensato che dovesse tendere, e quando oggi diciamo "je suis paris" è perché quel modello instabile e di certo non granitico è il migliore che c'è, perché - spiega - permette l'esistenza delle differenze, permette alle identità di affermarsi nella libertà, agli individui di crescere e alle comunità di esistere".

"Oggi il dolore e lo sgomento, domani l'impossibilità di dimenticare e tutte le misure necessarie da adottare e i sistemi da rafforzare, ma già da subito rimettersi in cammino verso la prossima partita di calcio, la prossima passeggiata, il prossimo concerto da andare a sentire. Io sono Parigi, Je suis Paris, con tutto quello che comporta esserlo oggi, ma specialmente - conclude - per quello che voglio sia anche domani e che sono le grandi città, le città con le luci accese e con le porte aperte".

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