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Jobs Act, Renzi: "La gente è con noi" Susanna Camusso: "Non è vero"

Dopo la movimentata Direzione, il premier tira dritto: "Non temo i franchi tiratori nel Pd". Al Washington Post: "Tutto deve cambiare in Italia". Il segretario Cigl replica: "Il consenso cresce attorno ai sindacati. Cambiamento violento? Vuol dire che qualcuno deve essere sconfitto"

- Franchi tiratori al Senato sul Jobs Act? "No, non credo anche perché c'è stata una discussione seria, lunga, al termine della quale il partito si è espresso. Ora si tratta di definire il documento nelle varie fattispecie". Lo afferma il premier Matteo Renzi rispondendo ai cronisti prima della segreteria Pd. E sul voto per i due membri della Consulta e la possibilità di cambiare i candidati dice: "E' una valutazione che spetta al Parlamento".

L'infuocato dibattito delle scorse ore sembra superato: "Va bene, bene così", aggiunge il presidente del Consiglio forte del sì ottenuto durante la Direzione del Pd.

Renzi ha poi percorso a piedi il tratto che separa Palazzo Chigi dalla sede del Nazareno, dove questa mattina si è riunita la segreteria del Pd.

"Tutto deve cambiare in Italia" - "Tutto deve cambiare in Italia e cambieremo. Dopo la stagnazione penso che questo sia il momento in cui l'Italia può realizzare le cose che aspetta da anni. Paradossalmente la crisi è la ragione per cui noi dobbiamo cambiare, senza cambiamento è impossibile credere nel futuro". Lo afferma il premier in un'intervista al Washington Post.

"La gente sta con noi, non con i sindacati" - "Credo che la gente sia con noi, non con i sindacati", aggiunge poi il premier al giornalista dell'autorevole quotidiano statunitense. "L'Italia necessita di un cambiamento radicale, è facile da spiegare ma non da realizzare", conclude.

Camusso: "Più consenso intorno a noi" - "Noi stiamo lavorando per preparare la manifestazione del 25 ottobre e abbiamo attorno a noi molto consenso". Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, interviene a margine di un convegno a Bologna, sottolineando che cresce l'appoggio intorno al sindacato. "Ne troviamo ancora di più - precisa - perché si vuole modificare la norma dell'articolo 18 anche per chi già ce l'ha. Quindi mi pare aumentino le ragioni della mobilitazione".

"Con cambiamento violento ci sono gli sconfitti" - "C'è chi dice che bisogna fare una rivoluzione, di fare un cambiamento violento. Ma già l'uso del termine 'cambiamento violento' porta in sé il fatto che qualcuno deve essere sconfitto e che qualcuno debba prevalere. E nega l'idea che tutti possano essere attori del cambiamento", ha aggiunto la Camusso replicando alle parole del premier nel suo viaggio in Usa.

"Disoccupazione giovanile per mancanza di politiche" - Il livello di disoccupazione giovanile "è l'esatta conseguenza di un Paese che continua a non porsi il tema di una politica economica espansiva e di un piano del lavoro". Così il segretario Cgil ha commentato gli ultimi allarmanti dati Istat sui giovani senza lavoro. "Si continua invece a ragionare di regole - ha spiegato Camusso - come se questo determinasse occupazione. Il tema è il titolo della nostra manifestazione, ci vuole un'altra politica economica che sia espansiva in assenza della quale l'occupazione continuerà a diminuire e ad avere problemi".

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