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DirettaCanale 51

16/8/2007

Duisburg, San Luca paese blindato

Paura per possibili ritorsioni

Dopo la strage di 'ndrangheta a Duisburg (Germania), dove sei calabresi sono stati uccisi fuori da un ristorante, si teme che la faida si ripercuota nella cittadina calabrese di San Luca. Le forze dell'ordine hanno potenziato il controllo del territorio per prevenire possibili ritorsioni, con posti di blocco lungo le principali strade di accesso al paese. Sotto controllo le abitazioni delle famiglie coinvolte nella faida.

Dopo la mattenza di Duisburg, San Luca  ripiombata nel terrore. Il centro della Locride sembra un paese fantasma: poca gente per strada, e nessuno ha avuto voglia di parlare. Carabinieri e polizia hanno predisposto posti di blocco in particolare sulla statale 106 jonica e lungo alcune arterie provinciali. Sono state controllare molte automobili e identificate decine di persone. Alcune pattuglie perlustrano inoltre le strade di San Luca e sottopongono ad un controllo continuo le abitazioni delle famiglie coinvolte nella faida. I familiari e i parenti delle vittime della strage, chiusi nel dolore e nella rabbia, non vogliono vedere e sentire nessuno e sono letteralmente "barricati" nelle loro abitazioni. La tensione palpabile dopo che, a migliaia di chilometri di distanza dal centro calabrese, si riacceso l'odio omicida fra la cosca Strangio-Nirta e quella dei Pelle-Vottari, cui facevano parte le sei vittime di Duisberg.

Con i sei morti della scorsa notte salgono a una ventina le vittime della faida, iniziata nel febbraio del 1991 quando, nel corso dei festeggiamenti per il Carnevale, ci fu una rissa provocata da un lancio di uova e mortaretti contro alcuni componenti delle famiglie Pelle e Vottari. Poche ore dopo, la reazione contro il gruppo Nirta-Strangio, con l'uccisione di due persone. La faida ha ripreso nuovo vigore, arrivando alle conseguenze devastanti di Duisburg.