Gabrielle Chanel in due ritratti del 1944 e durante un'intervista dopo una sua sfilata nel 1958 © Afp
Un intuito geniale. Quella di Gabrielle Chanel è una stella che non smette di brillare. A 55 anni dalla sua scomparsa, le sue intuizioni continuano a influenzare il modo di vestire contemporaneo. Nata a Saumur, cittadina della regione dei Paesi della Loira, il 19 agosto 1883, ha appreso i primi rudimenti del cucito nell’orfanotrofio delle suore di Aubazine, a cui il padre l’aveva affidata assieme alle tre sorelle dopo la morte della madre. Dotata di una fervida immaginazione sin da bambina, è iniziata da allora l’avventura che l’ha portata a rivoluzionare il mondo della moda, cambiando per sempre il concetto di eleganza.
Perché Gabrielle Chanel è una figura ancora attuale?
Coco - nomignolo che le sarebbe stato dato dal padre - ha attraversato un'epoca di povertà e di guerra, una vita di abbandoni e grandi passioni. Confidente di artisti e personalità politiche come Pablo Picasso e Winston Churchill - per citarne giusto un paio -, con la sua visione innovatrice è stata "la donna che ha liberato le donne". Chanel ha di fatto dato il via a un vero e proprio movimento, ancora straordinariamente attuale: oggi viene definito empowerment femminile. Un concentrato di autoaffermazione e resilienza, determinazione e ambizione, riscatto e rivalsa, di fiducia nelle proprie capacità. Mademoiselle era del segno del Leone, simbolo di forza. Affascinata dalle arti divinatorie, inclusi i tarocchi, l'astrologia e i numeri, amava circondarsi di talismani e simboli protettivi. “Amo tutto ciò che è lassù - diceva -: il cielo, la luna, credo nelle stelle”. E le stelle l'hanno davvero assistita nella sua irresistibile ascesa, contribuendo a renderla un mito e a fondare una delle maison più importanti e amate al mondo.
Come Chanel cambiò per sempre la moda
Una personalità carismatica, eclettica, geniale. È stata la prima a intuire il bisogno di liberare il corpo femminile da una moda fatta di sontuosità, crinoline, mortificanti bustini e scomode - quando non dolorose - stecche di balena a comprimere e costringere, strutture e sovrastrutture da indossare per rendere voluminose "come meringhe" gonne e cappelli. Cominciò allora ad alleggerire forme, tagli, materiali, mossa dall'ambizione di voler realizzare l'abito perfetto. Dal suo primo vestito nero - un modello semplicissimo con il colletto bianco, omaggio agli anni trascorsi dalle suore - al "must have" di ogni guardaroba femminile, pratico e democratico, che presentò nel 1926: la petite robe noir, ovvero il tubino nero. E che indossò - creando scandalo, perché lasciava scoperte le gambe - ai funerali di Étienne de Balsan, suo primo finanziatore con cui aveva intrecciato una relazione. "La moda passa, lo stile resta", è una delle sue frasi più celebri. Rese morbido e comodo il tailleur, accorciando la gonna al ginocchio. Introdusse il jersey e il tweed, la cui intuizione le arrivò dal Duca di Westminster, frequentato negli anni Venti.
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Gabrielle Chanel
Chi è stato il grande amore di Coco Chanel?
Il grande amore della vita di Coco Chanel è stato l'imprenditore inglese e giocatore di polo Arthur "Boy" Capel. Conosciuto nel 1908, non fu solo il suo compagno ma anche il primo a finanziare i primi negozi e a ispirare profondamente il suo stile e le sue creazioni. Gabrielle Chanel attinse a piene mani dal guardaroba maschile, gettando di fatto le basi di quello che oggi viene definito stile genderless.
I tre colori fondamentali secondo Chanel
Bianco e nero sono i colori guida della filosofia della stilista, ispirati all'ambiente monastico della sua infanzia ad Aubazine. Prima di Mademoiselle il nero era associato al lutto e alla servitù: lei lo rese un simbolo di eleganza universale, un antidoto al cattivo gusto, la chiave del suo successo. Sempre presente nelle sue collezioni è anche il rosso, "il colore della vita". Nella moda, così come nel beauty: "Se siete tristi, se avete un problema, truccatevi. Mettete il rossetto rosso e attaccate", è una delle sue frasi più celebri.
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Dall’archivio privato della maison: Gabrielle Chanel a Biarritz, circa 1920 (copyright: Chanel)
Come il numero preferito di Gabrielle Chanel ha segnato la storia della profumeria
Iconico, grafico, simbolico. Associato alla vita e al movimento, Coco era molto legata al numero cinque: come il suo segno zodiacale - il Leone è il quinto - e il giorno preferito per presentare le sue collezioni di moda. La forma nasce dall'incontro tra curva e linea, libertà e rigore, femminile e maschile. Scelse perciò il quinto campione di profumo tra quelli che le presentò il naso francese Ernest Beaux: un'essenza misteriosa, da lei definita "un profumo da donna che sappia di donna". Iniziò distribuendone un campioncino alle sue amiche: "Mi direte le reazioni della gente". Da lì, la nascita di Chanel N°5, la fragranza che ha cambiato la storia della profumeria. La prima a base di aldeidi, molecole sintetiche che rilasciano un odore astratto, pulito e persistente, non riconducibile a un unico fiore. Un mito ancora oggi "indecifrabile e inafferrabile, come l'amore".
