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Yves Saint Laurent, dal nude look al vintage: 3 cose da riscoprire a 90 anni dalla nascita

Da bambino bullizzato a talento straordinario. Il ricordo di uno dei più grandi stilisti che ha cambiato la moda e le cui intuizioni sono ancora attuali

31 Lug 2026 - 07:04
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Yves Saint Laurent nel suo atelier a Parigi nel 1979, con Claudia Schiffer al termine di una sfilata nel 1997, con una modella nel 1959 © Afp\IPA\IPA

Yves Saint Laurent nel suo atelier a Parigi nel 1979, con Claudia Schiffer al termine di una sfilata nel 1997, con una modella nel 1959 © Afp\IPA\IPA

Avanguardista e rivoluzionario. Yves Saint Laurent, nato a Orano, in Algeria, il 1° agosto 1936, è stato un enfant prodige bullizzato dai compagni di scuola che ha iniziato a confezionare i primi abiti da bambino grazie all'incoraggiamento della sua mamma. Fu lei, infatti, a portarlo 17enne a Parigi per incontrare uno scopritore di talenti: Michel de Brunhoff de Brunhoff, giornalista ed editor di Vogue Francia.

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Yves Saint Laurent, lo stilista precursore

 Allievo dell'École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, la prima grande opportunità arriva per lui intorno alla metà degli anni Cinquanta, quando diventa assistente di Christian Dior e, a partire dal 1957, direttore creativo della stessa maison. Nel 1962 la nascita della sua casa di moda omonima e della sua prima collezione. Nel 1966 l'apertura di Rive Gauche, la prima boutique di prêt-à-porter. È stato un innovatore e un precursore. Se Coco Chanel ha liberato le donne, Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent - questo il suo nome completo - le ha rese consapevoli e forti delle proprie scelte. È stato il primo stilista ad aver avuto l'intuizione di far dialogare il guardaroba maschile con quello femminile: è nato così, nella collezione autunno inverno 1966, lo smoking da donna, capo fino a quel momento riservato ai soli uomini. Vennero, in seguito, i tailleur giacca e pantalone, i blazer, il trench. 

1. L'invenzione del nude look

 Tra le curiosità da riscoprire legate a questo stilista leggendario, scomparso a quasi 72 anni il 1° giugno 2008, c'è sicuramente la creazione del primo nude look della storia della moda. I suoi abiti trasparenti nella seconda metà degli anni Sessanta fecero scalpore. Risale infatti al 1968 la creazione dell'iconico modello di chiffon trasparente adornato da una cintura di piume di struzzo. 

2. L'omaggio al vintage

 Fu il guardaroba della sua amica Paloma Picasso - figlia del celebre genio del Cubismo Pablo -, costituito per lo più da capi acquistati nei mercatini delle pulci, a ispirare Yves Saint Laurent per una collezione couture nel 1971 ricca di rimandi agli anni Trenta e Quaranta. In passerella abiti con scollo a V, zeppe e turbanti. Il pubblico non gradì ma questa retrospettiva storica segnò, di fatto, l'avvento della tendenza rétro per la moda, in voga anche oggi.  

Yves Saint Laurent, genio illuminato che portò l’arte nella moda

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© Afp  | Yves Saint Laurent con Claudia Schiffer e Carla Bruni al termine di una sfilata nel 1996
© Afp  | Yves Saint Laurent con Claudia Schiffer e Carla Bruni al termine di una sfilata nel 1996
© Afp  | Yves Saint Laurent con Claudia Schiffer e Carla Bruni al termine di una sfilata nel 1996

© Afp | Yves Saint Laurent con Claudia Schiffer e Carla Bruni al termine di una sfilata nel 1996

© Afp | Yves Saint Laurent con Claudia Schiffer e Carla Bruni al termine di una sfilata nel 1996

3. Le ispirazioni e i rimandi all'arte

 Coltissimo, Yves Saint Laurent fu tra i primi ad accostare moda e arte. Nelle sue creazioni, omaggi a Marcel Proust e ai Balletti Russi, a Pablo Picasso, Andy Warhol e Henri Matisse, a Georges Braque e Vincent Van Gogh, a Piet Mondrian. Dedicata a quest'ultimo, in particolare, la sua collezione del 1965 ispirata ai dipinti neoplasticisti. Sue anche le prime commistioni con elementi etnici e folcloristici. Tra le fonti di ispirazione, il Jardin Majorelle a Marrakech, il paradiso marocchino dove amava rifugiarsi.