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Calano i prezzi delle case, ma non per tutte le tipologie abitative

Calano i prezzi delle case, ma non per tutte le tipologie abitative

Il mercato immobiliare, dopo anni di cali vertiginosi, ha registrato negli ultimi mesi una risalita incoraggiante. Non si è tornati ai livelli pre-crisi – anzi, per quelli ci sarà da attendere ancora molto –, ma una ripartenza del mattone è positiva soprattutto per le dinamiche virtuose che potrebbero derivare (a cominciare dalla ripresa degli investimenti e il conseguente incremento di nuova occupazione). Il settore del "real estate", infatti, racchiude diversi segmenti che operano in riferimento al mercato, dalla manutenzione alla valorizzazione del patrimonio immobiliare. L'andamento positivo è stato favorito senza dubbio dal più facile accesso al credito (reso possibile anche dalle misure straordinarie della BCE) e, in larga parte, dalla discesa dei prezzi delle abitazioni.

Calano i prezzi delle case, ma non per tutte le tipologie abitative

Acquistare ora conviene
Acquistare casa ora conviene. Stando agli ultimi dati Istat diponibili nel secondo trimestre 2015 l'indice dei prezzi delle abitazioni – acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento – diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 3% sullo stesso periodo del 2014. Le flessioni, congiunturali e tendenziali, sono dipese tanto dalle diminuzioni dei prezzi delle abitazioni nuove (-0,3% rispetto al primo trimestre 2015, -2% rispetto allo stesso trimestre del 2014) quanto di quelle esistenti (-0,1% rispetto al trimestre precedente, -3,5% su base annua). Quello del calo dei prezzi è un trend che può dirsi ormai consolidato, che l'Istat colloca in una fase “di significativa ripresa del mercato immobiliare residenziale in termini di numero di compravendite (+8,2% su base annua nel secondo trimestre 2015 secondo i dati diffusi dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate)”. In media, nel primo semestre del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 3,3%, ovvero la sintesi di un calo del 2% per quelle nuove e del 3,8% per quelle esistenti.

Il mercato riparte (con fatica)
A ben vedere il trend al ribasso dei prezzi delle abitazioni è il risultato di alcune combinazioni – crisi economica, difficoltà delle famiglie, stretta creditizia – che si può quantificare in un crollo di oltre il 20% dal 2008. Nello specifico del 21,7% per le case nuove e del 22,6% per quelle usate (dati Nomisma, variazioni dei prezzi correnti degli immobili nelle grandi città), mentre peggio è andata agli uffici (-23,5%) e meglio, per così dire, ai negozi (-19,6%). L'anno in corso, secondo Nomisma, dovrebbe chiudersi con una diminuzione dei prezzi del 2,8%, livello che dovrebbe mantenersi poi stabile nel 2016 (+0,1%). Per il 2017, invece, ci si aspetta un cambio di rotta (un rialzo dell'1,6% circa). Il numero di compravendite, già in netto miglioramento nel 2015, dovrebbe così lievitare dell'8,1% nel 2016, crescere del 6,1% nel 2017 e rallentare (+3%) nel 2018.

Sul prezzo incide anche la classe energetica
L'andamento al ribasso, però, non ha riguardato tutte le case. In altre parole non tutte le abitazioni hanno visto realmente scendere di tanto i prezzi, anzi sono rimasti alti, rispetto al restante patrimonio immobiliare, quelli delle tipologie abitative di ultima generazione. Per risparmiare nel lungo periodo, al di là del costo stabilito nel momento della compravendita, l'acquirente deve prestare attenzione alla classe energetica (che va da "A+” e "A” – tipologie a basso fabbisogno di calore – a "G” – tipologie ad alto fabbisogno di calore). Le classi energetiche dell'abitazione vengono segnalate nei cantieri degli edifici in costruzione e negli annunci immobiliari. Si stima, per dare un'idea, che una casa in classe "F” consumi per metro quadro fino a cinque volte di più di una casa in classe "A". Dunque, in questo senso, il risparmio non è solo una questione di attenzione all'uso degli elettrodomestici, ma anche di tipologia abitativa. Più una casa non rispetta determinati requisiti (molto dipende, naturalmente, dall'età dell'edificio) e più necessiterà di manutenzione per l'efficientamento energetico o l'isolamento termico, evitare gli sprechi e la dispersione di calore. Ad esempio, secondo una recente analisi di SosTariffe.it, per una tipica abitazione italiana si possono risparmiare fino a oltre mille euro l'anno sulle spese di riscaldamento rispetto a un'abitazione meno efficiente di pari metratura.

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