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Chi aspetta dall'Inps l'erogazione del sostegno economico destinato ai genitori con figli a carico, potrebbe avere una piacevole sorpresa: dal febbraio 2027 l'assegno unico sarà più ricco. L'importo della misura erogata dall'istituto di previdenza sociale nazionale sarà, infatti, adeguato all'inflazione: si tratta di una percentuale che, l'Istat, a settembre, stima al 2,9% per il 2026 (valore leggermente superiore al 2,8% previsto dal governo nel Documento di Economia e Finanza). Il dato, però, non è ancora definitivo e riguarda l'inflazione acquisita: l'Inps applicherà ai nuovi importi la percentuale ufficiale, che dovrebbe arrivare nella seconda metà di novembre con un decreto del ministero dell'Economia.
Perché cambia l'importo
Oltre che per l'adeguamento all'inflazione, l'importo cambierà anche per l’introduzione di un "Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione", un indicatore introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 che si affianca all'Isee ordinario, pensato per favorire le famiglie con figli e l'inclusione sociale. Sarà proprio questo "nuovo" indicatore a essere utilizzato per il calcolo degli importi dovuti.
Gli importi in base ai limiti Isee
Le fasce di importo saranno più ampie a causa della crescita dei limiti Isee che le individuano: la prima soglia, a cui spetta l'importo più elevato dell'assegno unico, salirebbe di poco, a 17.975,10 euro (contro i 17.468,51 euro del 2026), mentre l'ultima fascia vedrebbe un aumento maggiore: dai 46.582,71 a oltre 47.933,61 euro il prossimo anno. Modifica che può contribuire a un aumento del valore dell'importo: un nucleo familiare che "scali" da una fascia all'altra, infatti, potrebbe ritrovarsi in una diversa e ottenere un aumento superiore a quello derivante dal semplice adeguamento.
Gli aumenti
Per un figlio minorenne, l'importo minimo arriverebbe a 60 euro al mese (rispetto agli attuali 58,30), mentre quello massimo a 209,70 (5, 90 euro in più rispetto agli attuali 203,80). Gli stessi importi valgono anche per i figli con disabilità, senza limiti d'età. Per i figli tra 18 e i 20 anni, le cifre sono circa la metà: si passa dai 29,90 euro per il minimo (contro gli attuali 29,10) a 102 euro mensili per il massimo, con un amento di 2,90 euro rispetto ai 99,10 euro del 2026. Un eventuale passaggio di fascia determinerebbe un incremento complessivo di 8,70 euro al mese, pari a 104,40 euro l’anno.
Per due figli minorenni, si somma l'importo base: saranno 120 euro mensili, quindi, dal 2027. L’incremento, nella fascia meno favorevole, sarebbe di 3,40 euro mensili, mentre salirebbe a 11,80 euro in quelle più favorevoli. Con tre figli si aggiunge anche la maggiorazione per il figlio successivo al secondo (che cresce da 99,10 a 102 euro al mese): nel caso più favorevole, il totale passerà da 710,50 a 731,10 euro al mese, con 20,60 euro in più. Aumenti sono previsti anche per i figli tra 18 e 20 anni e per i minorenni con disabilità: per due figli maggiorenni l’incremento massimo sarà di 5,80 euro al mese, mentre per un figlio con disabilità grave il totale salirà da 314,40 a 323,50 euro e, in caso di disabilità media - sempre parlando della fascia più favorevole - da 302,90 a 311,70 euro mensili.
Rivalutate anche le maggiorazioni
Per un figlio under 21 non autosufficiente la somma aggiuntiva passerebbe da 122,30 a 125,80 euro al mese. Per la disabilità grave si salirebbe a 113,80 euro (rispetto agli attuali 110,60), mentre per quella media a 102 euro (99,10 euro nel 2026). Stesso importo che viene erogato per i figli successivi al secondo. 24 euro, invece, entrerebbero ogni mese nelle tasche delle madri under 21 (che finora percepivano 23,30 euro). Infine, il bonus per i nuclei con un secondo percettore di reddito crescerebbe da 34,90 a 35,90 euro nella misura massima.
