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Rimettersi in forma: perché calare di peso è tanto difficile?

La battaglia con la bilancia richiede strategia, tempo e soprattutto consapevolezza di se stessi e del proprio corpo

Rimettersi in forma: perché calare di peso è tanto difficile?

Le temperature di questa primavera così mite ci impongono un cambio di vestiario anticipato e ci spingono fin da adesso a fare i conti con i rotolini di grasso che la vita sedentaria dell’inverno ci ha fatto accumulare. In apparenza, perdere peso non dovrebbe essere così complicato: se è vero che si mette su peso quando si mangia tanto e ci si muove poco, dovrebbe valere anche il contrario: mangiando di meno e muovendosi di più si dovrebbe dimagrire. Eppure spesso le cose non filano così lisce e far scendere l’ago della bilancia in effetti è molto più complicato di quanto vorremmo. Ma perché?

UNA QUESTIONE DI “SET POINT” - Il nostro corpo è composto da massa grassa e massa magra (i muscoli). Il set point, che potremmo definire anche punto fisso, è l’equilibrio che si stabilisce tra queste due masse ed è diverso per ciascuno di noi. Nei soggetti sani è frutto delle abitudini alimentari acquisite nel corso degli anni, anche se il punto di partenza sta in quanto eravamo magri (o grassi) nell’infanzia e nella pubertà. Questo è anche il motivo per cui è particolarmente importante combattere obesità e sovrappeso tra i bambini e gli adolescenti. Un corpo in cui le cellule adipose sono molto numerose avrà più difficoltà a mantenersi snello rispetto a un fisico in cui gli adipociti sono meno numerosi.

IL CORPO RICORDA - L’evoluzione ha insegnato al nostro organismo a difendersi dalla mancanza di cibo. Un tempo, a differenza di quanto accade oggi, procurarsi il nutrimento era un’attività complessa e laboriosa: per questo il nostro corpo ha imparato ad “accantonare” delle riserve da mettere in campo nei periodi di “magra”. Oggi accade lo stesso: quando mangiamo di più, mettiamo da parte le riserve di grasso per essere pronti a un periodo di fame, che però non si verifica più. Purtroppo non esiste alcun meccanismo che ci faccia eliminare le riserve che abbiamo in eccesso. Quando il nostro fisico si è stabilizzato su un certo rapporto grasso/muscoli (il set point appunto), riusciremo con relativa facilità a smaltire il grasso che è al di sopra di questo valore, ma far scendere il set point, se questo è troppo sbilanciato verso il grasso, è una faccenda difficilissima perché in un certo senso il corpo lo ricorda e cerca di ripristinarlo. E’ questo anche il motivo per cui, appena finita una dieta, si finisce quasi sempre per ritornare al punto di partenza. Occorre dunque, con il tempo e con la pazienza, costruire una nuova memoria, più “magra”, da far ricordare al nostro corpo.

PERDERE PESO NON SIGNIFICA PERDERE GRASSO – Quando si segue una dieta, soprattutto se si tratta di un regime “rapido”, che promette di perdere molti chili in poco tempo, di solito il calo ponderale è dovuto alla perdita di liquidi, che vengono reintegrati in pochissimo tempo, senza incidere sulla massa grassa. Per bruciarla è più efficace l’esercizio fisico accompagnato da una alimentazione sana ed equilibrata, che dobbiamo conservare nel tempo come stile di vita. Ricordiamo anche che il movimento e la ginnastica non bastano da soli a dimagrire: occorre anche mangiare meno.

SI DIMAGRISCE CON LA TESTA – Il senso di fame è il meccanismo con cui il cervello segnala la mancanza della “benzina” di cui ha bisogno per funzionare. Il desiderio di certi cibi, come un bel piatto di pasta al ragù o di una torta al cioccolato, è generato invece dal sistema limbico, il centro di piacere del nostro cervello. Questo avviene perché certi alimenti hanno un potere consolatorio o di soddisfazione che trascende il bisogno di garantirsi il nutrimento necessario per sopravvivere. Purtroppo il fatto di avere sempre tante cose buone a disposizione tende a stimolare troppo il nostro sistema limbico e a spingerci a mangiare in continuazione.

CHE FARE? – Innanzi tutto, evitiamo di seguire le diete che promettono miracoli: non si perdono sette chili in sette giorni: un buon risultato, che si possa ragionevolmente conservare nel tempo, è smaltire un chilo a settimana. Per comporre la dieta giusta per noi occorre una consulenza medica, che ci dica come e quanto mangiare dopo aver analizzato il nostro indice di massa corporea, il metabolismo e il nostro stile di vita. Quello che possiamo fare da soli, se ci proponiamo di scendere di quattro o cinque chiletti, è abolire gli zuccheri in eccesso, come torte, pasticcini e cioccolatini, rinunciare ad alcol e aperitivi e muoverci di più, facendo almeno mezz’ora di attività fisica al giorno.

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