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Fame emotiva: come resistere al richiamo del comfort food

Come concedersi qualche golosità consolatoria senza esagerare e senza litigare con la bilancia

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Non si tratta di fame, o per lo meno non solo: è piuttosto uno stimolo incontenibile che ci spinge verso il frigorifero e la dispensa e ci porta a spazzolare tuto quello che ci capita a portata di mano. Ciascuno di noi ha ovviamente i propri sapori preferiti: in questo caso non c’è ragionamento che tenga: non c’è scampo per il vasetto della crema spalmabile al cioccolato, o per il sacchetto di patatine o ancora per la scatola di biscotti al cocco, a seconda dell’estro del momento. Siamo vittime della cosiddetta fame emotiva, un bisogno di consolare l’anima più che riempire lo stomaco. Non a caso l’impulso si presenta più spesso la sera o la notte addirittura, quando cioè prima di addormentarci, cerchiamo riposo e rilassamento. Eppure resistere è possibile. 

TOGLIAMO I DIVIETI – Succede spesso, quando ci mettiamo a dieta: ci sentiamo affamate non appena abbiamo risoluto di tagliare un po’ le nostre porzioni di cibo. La fame emotiva si comporta in un modo simile: il fatto stesso di negarci mentalmente un certo cibo ne fa aumentare il desiderio in modo quasi istantaneo. La fame emotiva è legata a fattori profondi, che coinvolgono spesso i lati inconsci della nostra psiche e che ci riportano agli anni lontani della nostra infanzia. La forza di volontà in questi casi serve a poco e di solito è addirittura deleteria: può essere più utile eliminare dalla cucina i cibi irresistibili e vietati, oppure di tenerne solo piccole quantità, in modo da trovare sollievo e, nello stesso tempo, limitare i danni.


IL SIGNIFICATO DEL CIBO – Il comfort food agisce come risposta che dà immediata soddisfazione a un bisogno profondo della mente. Cerchiamo di ricostruire, se è possibile, i ricordi ai quali quel determinato alimento è legato e cerchiamo di richiamare alla memoria le circostanze che ci hanno regalato gioia e serenità A questo punto, quando sentiremo l’impulso di abbuffarci di un certo alimento, potremo richiamare alla mente il ricordo della situazione, “saltando” per così dire l’atto di ingurgitare il cibo. 


DISINNESCARE UN ALIMENTO – Un’altra tattica utile potrebbe consistere nel sostituire un cibo consolatorio molto calorico con uno più sano e di minor impatto sulla bilancia. Quando facciamo la spesa, impariamo a leggere le etichette: potremo scoprire una varietà di biscotti meno zuccherati di quelli che divoriamo la sera davanti alla tv, oppure uno snack alla frutta ugualmente appagante ma più piccolo della fettona di ciambella con cui ci rimpinziamo a metà pomeriggio. Dopo qualche sacrificio ci arrenderemo al cambiamento e non ci priveremo del tutto di un momento dolce. 


IL CALORE – Un modo di solito abbastanza efficace per resistere agli impulsi della fame nervosa sta in una bevanda calda e di buon sapore. Le tisane sono perfette in questo periodo dell’inverno: scegliamo un gusto di nostro gradimento, preferibilmente dall’aroma e dal sapore intenso, per meglio appagare l’olfatto e il palato. Se riusciamo a non aggiungere zucchero, è ancora meglio.


I SAPORI ASPRI – Un altro modo per imbrogliare la fame emotiva sta nel “confondere” il gusto e il cervello con un sapore inatteso: proviamo con una fetta di limone da mangiare intera, o con il succo di un frutto spremuto. Si può ottenere lo stesso risultato con una verdurina sott’aceto o con una salsina piccante da spalmare su un crostino. 


PENSARE AD ALTRO – Inutile cercare di resistere agli appelli del cibo se passiamola sera sul divano a seguire programmi di cucina e gare tra cuochi. Molo meglio dedicarsi a un’attività diversa e stimolante, come vedere un bel film, leggere un libro o dedicarsi a un hobby, possibilmente fuori casa e alla larga da bar e ristoranti. Stare con gli amici è l’ideale, sempre che si rispetti la distanza di sicurezza da pizze e struzzichini.


L’ATTIVITA’ FISICA - Non c’è niente da fare: è sempre la soluzione ideale. In questo modo scaricheremo gli accumuli di ansia, bruceremo calorie (e potremo concederci un paio di biscottini in più), e soprattutto, libereremo endorfine. Queste sostanze, oltre ad essere amiche del buon umore, hanno anche il grande merito di rendere più controllabile la fame. Reale o emotiva che sia. 
 

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