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No al flauto a scuola, lo vieta il Corano

Scoppia il caso a Guastalla: tre famiglie musulmane vogliono ritirare i bambini dalle lezioni di musica

No al flauto a scuola, lo vieta il Corano

Questa volta non sono dei presidi che prendono decisioni come per i casi dei presepi o dei canti di Natale. Questa volta sono proprio tre famiglie musulmane a chiedere di esentare i propri figli dalle lezioni di flauto. "E' vietato dal Corano", dicono. Il caso è scoppiato a Guastalla, cittadina in provincia di Reggio Emilia. Netto rifiuto del sindaco Camilla Verona: ""Non ci sono deroghe, c'è una legge".

La domanda era già stata avanziata lo scorso anno nelle scuole di Gualtieri e della stessa Guastalla ma gli insegnanti avevano convinto le famiglie a desistere dalla richiesta. Quest'anno però le cose sembrano diverse e le famiglie musulmane non sembrano intenzionate a venire a più miti consigli. In particolare si oppongono allo studio del flauto, strumento - a loro dire - bandito dal Corano insieme a tutti gli strumenti a corda e a fiato. Sembra però che non si tratti di un divieto esplicito del Libro sacro, ma di fatwe - sentenze o interpretazioni - emesse nel corso dei secoli.

La situazione non è una esclusiva italiana, anche in altri paesi europei si sono verificate situazioni simili e su internet ci sono siti che offrono moduli precompilati per avanzare le richieste a scuola. Ovviamente dipende sempre da come ci si approccia al Corano e alla Musica. Il mondo è pieno di musicisti di chiara fama musulmani - dalla classica al jazz al pop - e chiunque abbia viaggiato in un paese islamico sa benissimo come la cultura musica di quei paesi sia particolarmente affascinante.

Resta il fatto che queste tre famiglie hanno presentato le richieste. Che non sembrano però poter essere accolte. "Il fatto è che siamo in Italia e che abbiamo una Costituzione – spiega il primo cittadino di Guastalla che è anche assessore alla scuola al sito Tuttoscuola.com - Sul professare la propria fede la nostra Carta costituzionale dà ampia libertà. Sull'educazione scolastica invece abbiamo precise norme e programmi ministeriali. È la nostra legge che impone la frequenza delle lezioni in ambito scolastico. Non ci sono deroghe".

Non si tratta del primo caso. Pochi giorni fa a Torino una famiglia marocchina ha annunciato di ritirare i bambini da scuola (insieme ad un'altra famiglia) per non farli partecipare all'Orchestra per l'infanzia di Porta Palazzo, iniziativa creata proprio per favorire l'integrazione. Peraltro in Marocco esiste uno dei più importanti Festival di musica araba del mondo, quello di musica Gnaoua, che attira artisti e turisti ogni anno da tutto il mondo. C'è da sperare quindi che a Guastalla ora non ritirino i bambini da scuola: non dovrebbero andarci di mezzo i minori.


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