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Ancona, giovane donna stuprata da mesi dopo assunzione di droga: fermato un nigeriano

Secondo gli inquirenti, lʼuomo approfittava dello stato di stordimento della vittima. Lui, dal carcere, nega le accuse

Andava a rifornirsi di eroina dal pusher, la assumeva in un appartamento occupato da nigeriani e poi veniva stuprata dal boss del gruppo che, oltre a incassare il prezzo della droga, approfittava del suo stato di stordimento. Un loop infernale da cui una 22enne di Ancona non riusciva più a uscire da tre mesi in cui gli abusi si sarebbero verificati almeno 15 volte. Una situazione interrotta dalla polizia che ha arrestato Adetifa Adejoju Isaac, 36 anni, irregolare, che respinge le accuse.

Altre giovani potrebbero essere state vittime di abusi da parte del 36enne. E' l'ipotesi che sta cercando di verificare, sotto il coordinamento della Procura di Ancona, la Squadra Mobile guidata dal vice Questore Carlo Pinto il quale ha lanciato un appello alle eventuali altre vittime a denunciare.

Il pusher, che ora in carcere e respinge gli addebiti, è accusato di violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa della giovane che aveva iniziato a rifornirsi da lui insieme a un ex fidanzato; ma anche di cessione di droga aggravata dall'essere stato mezzo per procurarsi prestazioni sessuali.

Le violenze, hanno spiegato gli investigatori, in alcune occasioni si sarebbero verificate in presenza di altri nigeriani che ruotavano nella casa: non vi avrebbero concorso né le avrebbero impedite nonostante la giovane gridasse e chiedesse aiuto. Gli otto nigeriani irregolari trovati nella casa - sette uomini e una donna che chiamavano "boss" il 36enne - avrebbero detto ai poliziotti di non aver visto nulla: per loro sono state avviate le procedure di espulsione.

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