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Donnavventura navigando per i sette mari

Le inviate in barca a vela tra le Porquerolles, le Bahamas e la Polinesia Francese

L’Italia, grazie alla sua straordinaria collocazione nel cuore del Mar Mediterraneo e a quella morfologia bizzarra che le regala una forma a stivale e quasi 7500 chilometri di coste, è da tempo immemore terra di naviganti ed esploratori. L’indomita fiamma che spinge verso la scoperta ha fatto sì che il Bel Paese abbia dato i natali a geni indiscussi nel campo dell’arte, della scienza e della musica, ma la stessa fiamma ha mosso coraggiosi esploratori a solcare gli oceani e battezzare nuove terre, come Cristoforo Colombo o Amerigo Vespucci.

Donnavventura in barca a vela

Il mare da sempre esercita un fascino assoluto per quell’idea di libertà che porta in sé, per la sensazione che regala il vento nei capelli, l’emozione e il trasalimento che si provano quando dopo giorni di navigazione si avvista la terra ferma all’orizzonte.

Oggi non c’è bisogno di imbarcarsi su di una caravella o su di un brigantino, come fece un giovane e inesperto Charles Darwin, per vedere il mondo “dall’acqua” e provare quelle stesse sensazioni, ma lo si può fare molto più semplicemente affidandosi ad Equinoxe, e noleggiando una barca a vela o a motore, con o senza equipaggio per solcare i “sette mari”.

Si potrebbe rimanere nel Mediterraneo e andare alla scoperta di Porquerolles, la più grande tra le isole dell'arcipelago d'Hyères, situato al largo della Francia, tra Tolone e Saint Tropez. E’ un angolo di paradiso che non ha nulla da invidiate a mete più esotiche; lungo la costa settentrionale si trovano spiagge di sabbia bianca e foreste di pini marittimi che arrivano fino nel mare, mentre il versante opposto dell'isola è più aspro e selvaggio, con scogliere e piccole calette raggiungibili attraverso impervi ma scenografici sentieri, oppure navigando. Nel villaggio di Porquerolles si respira un’atmosfera d’altri tempi, nella piazza del paese si ritrovano i pochi abitanti per giocare a petanque oppure a sorseggiare un pastis come aperitivo, lontano da mondanità e frenesia.

Navigazione vuol dire scoperta ma vuol anche dire pirati, quelli del Mar dei Caraibi, che depredavano le navi mercantili sulle rotte per l’Europa e facevano base in isole protette e strategicamente collocate come le Bahamas, un magnifico arcipelago composto da oltre 700 isole, situato tra Cuba e la Florida, all’altezza di Miami. Sono una meta da sogno per la bellezza dei loro scenari naturali e sono lambite da acque trasparenti e cristalline come in pochi altri luoghi al mondo. Alle loro innegabili attrattive naturali si aggiungono la vivace ospitalità caraibica del popolo bahamiano, che conquista con la sua genuina allegria, ed un’atmosfera coloniale intrisa di storia. Il modo migliore per visitarle è navigando, magari a bordo di un esclusivo catamarano e decidendo di volta in volta dove gettare l’ancora. Un esploratore come James Cook dall’Oceano Atlantico avrebbe raggiunto il Pacifico doppiando capo Horn e attraccando a Tahiti, come fece durante il suo primo viaggio che partì dall’Inghilterra nel 1768.

La Polinesia Francese è uno di quei luoghi che più di ogni altro fanno immaginare come doveva essere il Paradiso Terreste: vegetazione rigogliosa, paesaggi straordinari e meravigliose lagune azzurre. E’ situata nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, a oltre 20.000 chilometri dall'Italia, ed è composta da 118 isole di origine vulcanica o corallina, raccolte in cinque arcipelaghi: Isole Australi, Isole della Società, Isole Tuamotu, Isole Gambier e Isole Marchesi. Le Isole della Società sono suddivise, a loro volta, in Isole del Vento e Isole Sottovento. Non stupisce che siano state d’ispirazione per scrittori e artisti, celebri sono i dipinti di Paul Gauguin, affascinato dai colori intensi di queste terre e dai lineamenti fieri delle sue donne.

La Polinesia Francese è stata anche teatro del più celebre ammutinamento della storia, quello del Bounty, a cui anche Jules Verne dedicò un racconto: I ribelli del Bounty. Era il 1789 quando, durante il viaggio di ritorno verso la madre patria inglese, alcuni membri dell’equipaggio, ufficiali compresi, stanchi della vita di bordo e col pensiero delle belle fanciulle polinesiane, si ammutinano al comando di William Bligh, abbandonandolo su di una scialuppa insieme a pochi uomini rimastigli fedeli e condannandoli a morte certa, per fare ritorno all’incantevole isola di Tahiti. L’indomito comandante Bligh, in un’impresa che ha dell’incredibile, riuscì a far ritorno nel Regno Unito e a denunciare il fatto. Nel 1790 fu inviata una spedizione per recuperare il Bounty ed arrestare gli ammutinati, ponendo drasticamente fine al loro sogno tropicale.

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