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Rosatellum bis, la Camera ha approvato la legge: ora passa al Senato

Durante la votazione protesta di piazza delle opposizioni

Rosatellum bis, la Camera ha approvato la legge: ora passa al Senato

La Camera ha approvato a scrutinio segreto la nuova legge elettorale, il Rosatellum bis: i sì sono stati 375, i no 215. Il testo ora passa al vaglio di Palazzo Madama. Durante la votazione nelle piazze di Roma si sono svolte svariate manifestazioni di protesta organizzate da M5s e altre opposizioni. "Buffoni, vergogna" e ancora "maledetti, piduisti": hanno gridato i dimostranti dopo l'ok dell'Aula al Rosatellum bis.

  • "Buffoni, vergogna": il grido di protesta dopo il voto

    "Buffoni, vergogna". L'ok dell'aula della Camera al Rosatellum bis viene accolto dalla piazza M5s con cori da stadio e insulti indirizzati ai parlamentari che hanno votato a favore della nuova legge elettorale. "Maledetti, assassini, piduisti", hanno gridato alcuni manifestanti, assieme a "Fuori la mafia dallo Stato".

  • La Camera ha approvato il Rosatellum bis con 375 sì

    La Camera ha approvato a scrutinio segreto il Rosatellum bis con 375 voti a favore e 215 contrari. Alla maggioranza mancano 66 voti, nel Pd "30-35" franchi tiratori. Il testo ora passa al vaglio del Senato.

  • Di Maio (M5s): "Legge elettorale truffa, Italia non vi assolverà"

    "Lasciate in eredità all'Italia una nuova legge truffa e per questo l'Italia non vi assolverà". Lo ha detto Luigi Di Maio, candidato premier M5s e vicepresidente della Camera, nel corso della dichiarazione di voto finale sul Rosatellum bis. "La responsabilità - ha aggiunto - ce l'ha Gentiloni, la maggioranza, la Lega". "State approvando in maniera antidemocratica una legge incostituzionale. Forse non ne siete consapevoli. La legge elettorale regola il funzionamento della democrazia, se la manometti hai manomesso l'intero architrave costituzionale". "Noi in questa battaglia siamo più forti e quando la vinceremo, perché la vinceremo, non sarà solo la nostra vittoria, ma sarà la vittoria di tutte quelle persone che ci sostengono". "State imponendo al Paese una legge elettorale che è materia cruciale per la nostra democrazia calpestando ancora una volta le prerogative del Parlamento. Ma è una storia già vista". "A voi non solo piace vincere facile, ma anche giocare sporco".

  • Brunetta (FI): "Questa legislatura fallimentare ora si riscatta"

    "Questa legislatura poteva essere costituente ed invece è stata fallimentare. Ha ora una possibilità di riscatto" approvando la legge elettorale. Lo ha detto Renato Brunetta annunciando il sì "convinto" di Fi al Rosatellum 2.0 Brunetta ha sottolineato che "occorre una legge fatta in Parlamento non contro qualcuno ma condivisa dalla maggior parte delle forze politiche. Non esiste una legge che faccia perdere se hai i voti né che ti fa vincere se non li hai". Brunetta si è poi rivolto a Si e Mdp che hanno sostenuto che il Rosatellum favorisce le larghe intese: "Non proiettate su di noi le nostre angosce, amici della sinistra. Noi vogliamo vincere le elezioni con centrodestra, senza inciuci, La gente per strada ce lo dice per strada: 'state uniti'. Noi vogliamo parlare al Paese perché quel che conta è parlare al Paese: conta questo per vincere le elezioni e prendere i voti".

  • Lupi (Ap): "Questa è una buona legge"

    Il Rosatellum 2.0 "non è la legge migliore ma è una buona legge". Lo ha detto in Aula Maurizio Lupi annunciando il sì dei 22 deputati di Ap. "Abbiamo lavorato insieme a una buona legge elettorale - ha detto - che mette insieme diversi valori. Il collegio uninominale è positivo sul piano del rapporto tra eletto e elettore; il secondo elemento che chiedevamo era la corretta rappresentanza della volontà degli elettori attraverso il proporzionale", cosa che è stata accettata. "Noi chiedevamo la preferenza - ha ricordato - ma il fatto che i nomi del listino è scritto sulla scheda è un passo avanti. Il problema passa alla responsabilità dei partiti". Infine è positivo che vi siano coalizioni che non sono però "uno strumento coercitivo, ma una scelta consapevole della politica". "Nessuna legge elettorale è fatta contro - ha concluso - e nessuna garantisce un risultato. Il popolo è sovrano e l'intelligenza dei cittadini è legata alla serietà della proposta"

  • Speranza: "Mdp dice no: difendiamo la dignità del Parlamento"

    "Difendiamo la dignità del Parlamento, questa legge è uno scempio inaccettabile che fa male a tutti noi". E' il duro attacco al Rosatellum bis di Roberto Speranza (Mdp), che ha poi criticato la fiducia: uno schiaffo al risultato del 4 dicembre, schiaffo nel metodo ma anche nel merito. "E' un colpo di mano di questo esecutivo alla fine della sua legislatura - ha aggiunto -: autorizziamo un precedente pericoloso". "Mdp non condivide questa legge", ha poi ribadito -, è il tentativo di rendere sempre più debole il Parlamento". I parlamentari infatti "saranno nominati da pochi capi di paritito, si abbassa così la qualità della nostra rappresentenza, la Camera sarà sotto ricatto nelle mani di pochi. Dire no al voto disgiunto vuol dire dire no alla scelta per gli elettori, una camicia di forza anche per i deputati".

  • Deputati M5s in massa in piazza per protesta

    Tutti i deputati M5s sono scesi in piazza per protestare contro il "Rosatellum bis". Al momento delle dichiarazioni di voto finale in Aula, i pentastellati hanno lasciato i banchi di Montecitorio per unirsi alla piazza. Rientreranno solo al momento della dichiarazione di voto di Luigi Di Maio.

  • Via alle dichiarazioni di voto finale

    Si sono concluse nell'Aula della Camera le votazioni sugli ordini del giorno presentati al Rosatellum bis. Sono dunque cominciate le dichiarazioni di voto finale sulla riforma della legge elettorale.

  • Mdp chiede voto segreto su voto finale

    I deputati del gruppo Mdp hanno presentato la richiesta di voto segreto per la votazione finale sul Rosatellum. Dal momento che i deputati Mdp sono più di 30 (per l'esattezza sono 43) la richiesta sarà automaticamente accettata dalla presidenza.

  • Polemica in Aula sulla norma per far candidare Verdini

    Ma a tenere banco è la polemica sulle candidature all'estero. Quelli di Ala giurano e spergiurano che l'emendamento in questione non c'entra nulla con Denis Verdini, come invece sostengono i cinque stelle. Il relatore della legge Emanuele Fiano definisce tutte le voci circolate come "complottismo". Invece la deputata italo-brasiliana Renata Bueno, che ha dato il via alle polemiche su Verdini, insiste nella sua ricostruzione: a lei risulta che Verdini voglia veramente candidarsi in Brasile per evitare le difficoltà di una campagna elettorale italiana.

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