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Rosatellum bis, passa la terza fiducia | In serata il voto a scrutinio segreto

Anche se la maggioranza ostenta sicurezza, si sospetta la presenza di una settantina di franchi tiratori. Il M5s scende di nuovo in piazza

Rosatellum bis, passa la terza fiducia | In serata il voto a scrutinio segreto

Passa alla Camera il terzo voto di fiducia sul Rosatellum bis, mentre nel tardo pomeriggio è atteso il voto finale a scrutinio segreto. I sì all'articolo 3 della legge elettorale sono stati 309, i no 87, sei gli astenuti. M5s e Mdp si prendono le piazze intorno a Montecitorio per la rivolta contro la riforma elettorale e nel Pd sale la tensione per l'esito del voto segreto.

Terza fiducia, 309 i sì - A Montecitorio c'erano 402 deputati e tra di loro i votanti sono stati 396. I voti a favore della terza fiducia, dopo le prime due di mercoledì, sono stati 309, 87 i no, sei gli astenuti.

I timori sul voto finale, verso la fiducia anche al Senato - All'interno della maggioranza intanto crescono le incertezze sul voto finale, che sarà a scrutinio segreto. Anche se dalla maggioranza ostentano sicurezza, si sospettano infatti una settantina di franchi tiratori e si spera che il numero non cresca. Ed è per accelerare e blindare l'iter del Rosatellum prima della legge di bilancio che si va verso la fiducia anche a Palazzo Madama.

Si "contano" i franchi tiratori - Via libera o affossamento, non ci sono altre possibilità. In casa Pd si fanno i conti: sulla carta ci sono circa 420 voti a favore, dunque ci vorrebbero un centinaio di franchi tiratori per far cadere la riforma. Non pochissimi e, soprattutto - in un solo voto - più facilmente "controllabili" e identificabili. Lorenzo Guerini rassicura: "Nel Pd non ci sarà nessun franco tiratore".

Il dissenso - Le astensioni sono arrivate anche da quanti nella maggioranza hanno definito "inopportuna" la fiducia, come alcuni deputati di Des-Cd (Democrazia solidale-Centro democratico) o, nel Pd, Gianni Cuperlo. Dissenso da Rosi Bindi, che ha votato la fiducia, ma dirà no alla legge nel voto finale.  La paura è che molti possano affossare la legge per timore di perdere il "posto". "Basta, nessuno ricorda che con le preferenze avremmo dovuto lottare per conquistare il seggio", spiega Enzo Lattuca. Anche molti renziani, si vocifera in aula, potrebbero bocciare il Rosatellum per tornare al Consultellum. A premere perché la legge cambi è stato anche il presidente della Repubblica emerito, e senatore a vita, Giorgio Napolitano secondo il quale la fiducia ha "pesantemente costretto" i parlamentari. Mentre un verdiniano candidamente ammette: "Ho votato una fiducia per avere i 300 euro di diaria".

D'Alema: "Presenteremo i nostri candidati in tutti i collegi - Intanto Massimo D'Alema annuncia: "Presenteremo i nostri candidati in tutti i collegi in contrapposizione con i candidati del Pd e delle destre".

Di Battista ai deputati in Aula: "Dimostrate orgoglio" - Intervenuto in Aula nella dichiarazione di voto sulla fiducia all'articolo 3, Alessandro Di Battista ha fatto appello ai deputati perché votino contro in vista del voto segreto a fine provvedimento: "Mi meraviglio dell'ipocrisia di questo Palazzo, ci sono brave persone in tutte le forze politiche ma sono legate al segretario. Ma c'è ancora una possibilità di andare contro certi diktat". E avverte: "Non so come andrà perché c'è il voto segreto. Posso solo dire che siete facilmente sostituibili. Tranne un piccolo manipolo, Renzi non vi candiderà. Oggi per disciplina di partito avallerete la sua richiesta ma non vi ricandiderà. Forse è il momento di tirar fuori l'orgoglio e la dignità davanti a un segretario di partito che non vi considera".

Si rivolge poi anche all'opposizione e dice: "Alla lega delle felpe: oggi per qualche seggio in più vi svendete al governo Renzi-Berlusconi? Dove sono le battaglie antisistema? Brunetta che accusava di fascismo il Pd per la fiducia sulla legge elettorale oggi si comporta come un renziano qualsiasi".

Grillo arrivato a Roma, M5s oggi di nuovo in piazza - Dopo dopo le proteste in piazza di mercoledì, i militanti M5s si sono dati un nuovo appuntamento alle 13.30 davanti a Montecitorio. Beppe Grillo è già arrivato a Roma e dovrebbe partecipare alla manifestazione.

Renzi: "Ma quale fascistellum, polemiche assurde" - "La fiducia un colpo di mano? Si è parlato di fascistellum, abbiamo una torsione verso l'assurdo di commenti che ci definiscono come fotocopia del fascismo. Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale?", spiega Matteo Renzi in merito alla protesta delle opposizioni. "Il Rosatellum - aggiunge - prevede collegi in misura inferiore al Mattarellum, ma dove sia l'elemento fascista dei collegi sfugge".

Berlusconi: "Questa legge il male minore" - "Rispetto al Consultellum questo è il male minore. La lista unica sarebbe un grosso problema per noi, per non parlare delle preferenze, che sono il male della politica", spiega Berlusconi a Il Corriere della Sera. Anche se il Rosatellum non è la legge ideale per i forzisti, dal momento che Fi rischia di essere penalizzata rispetto alla Lega.

Tensione Salvini-Meloni - Se la sinistra è lacerata da dissidi interni, anche il fronte del centrodestra si mostra non compatto. Giorgia Meloni, infatti, torna ad attaccare gli alleati, chiedendo di spiegare il sì di Forza Italia e Lega al Rostellum bis, da lei definito "uno schifo". "A questo punto è opportuno - dice - un incontro con Berlusconi e Salvini che mi chiarisca il senso del loro sostegno ad una legge elettorale che, matematicamente, non consentirà di formare una maggioranza certa e un governo che difenda gli interessi degli italiani". Ma l'appello della leader di Fratelli d'Italia a Berlusconi e Salvini per un chiarimento cade nel vuoto.

Polemiche per la norma salva-Verdini - Questo emendamento, approvato in extremis in commissione, permette ai residenti in Italia di candidarsi in collegi all'estero. Non manca però chi vede in questo una norma fatta su misura per Verdini. Spiega il relatore Fiano: "Serve a garantire reciprocità". Anche Abrignani (Ala) cerca di allontanare ogni sospetto: "Nessun aiuto a Verdini. Per farsi eleggere all'estero servono migliaia di voti".

 

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