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Pd, Bersani si appella a Renzi: "Fermati, prima il Paese poi il partito"

Assemblea per decidere il congresso domenica ma la scissione sembra quasi inevitabile. Fioroni: "Servirebbe lʼattak". Finocchiaro: "Separazione fa male alla sinistra"

Pd, Bersani si appella a Renzi: "Fermati, prima il Paese poi il partito"

"Prima il Paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno. Questo criterio, per me e per tanti, e per tutti noi, è la base della politica. Se noi non teniamo ferma questa sequenza, non siamo più il Pd". E' l'appello lanciato da Pier Luigi Bersani ribadendo la sua road map per evitare la scissione. "Mi rivolgo a tutti, al segretario e a coloro che lo hanno sostenuto: non date seguito alle infauste conclusioni dell'ultima direzione. Fermatevi".

Lo statuto del Pd prevede un percorso congressuale che garantirebbe la "possibilità di questa radicale e ineludibile discussione" sulla linea e sul profilo del partito e invece si vuole "stravolgere" il normale calendario per "le esigenze o le velleità di una persona sola". Lo dice Pier Luigi Bersani in un intervento su Huffington post.

Bersani: "Non è lana caprina, ci siamo smarriti" - "Si capisce poco di quel che succede nel Pd. Questione di calendari e di date? Questioni di lana caprina, bizantinismi? Non scherziamo, e cerchiamo di capire meglio. Le questioni vere sono due". Innanzitutto, non si possono riproporre le ricette di "vent'anni fa, dobbiamo prendere atto che si sta chiudendo una fase ventennale". Poi, "il Pd in questi anni ha smarrito buona parte del suo progetto originario, che era fondato su un'ispirazione ulivista e popolare, un'impostazione saldamente costituzionale e democratica e fortemente pluralista. Il Pd non può essere collocato nell'establishment".

Anzichè andare ad un congresso nei tempi previsti, affrontando questi nodi, il percorso "viene inopinatamente e incomprensibilmente stravolto. Viene messa una spada di Damocle sul nostro stesso governo. Si trasforma il percorso congressuale in una immediata e rapida conta".

Bersani a Renzi: "Basta con le velleità personalistiche" - Conclude Bersani: "Ecco allora la domanda di fondo. Tutto questo perché? Qual è la ragione di questo stravolgimento? Esiste una motivazione comprensibile e pronunciabile? No. Stravolgeremo dunque tutto il percorso per le esigenze o le velleità di una persona sola? No. Prima il paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno. Questo criterio, per me e per tanti, e spero per tutti noi, è la base stessa della politica. Se noi non teniamo ferma questa sequenza, non siamo più il Pd. Mi sono dunque rivolto e mi rivolgo a tutti quelli che hanno buon senso. Al segretario e a tutti coloro che lo hanno sostenuto dico: non date seguito alle infauste conclusioni dell'ultima direzione. Fermatevi".

Emiliano: finito impero, Renzi inadatto a ricostruire - "Il 4 dicembre è caduto l'impero, è durato 3 anni, non tanto. Quando c'è qualcuno che ha una idea e pensa di realizzarla gli altri lo aiutano. E' durato mille giorni nei quali abbiamo quagliato praticamente nulla ma abbiamo portato l'energia non sulla vita delle persone ma su una riforma costituzionale fracassata dagli italiani. E' finita l'epoca della rottamazione, non basta disgregare ma bisogna costruire e Renzi non è la persona adatta per ricostruire una visione del Paese". Lo ha detto Michele Emiliano, governatore della Puglia e candidato alla segreteria del Pd. "Renzi - ha aggiunto - teme che il tempo che passa indebolisca il suo potere interno al partito, basato su una cosa ignomignosa: i capilista bloccati. Con quei capilista tiene in mano la galassia Pd".

Fioroni: "Per tenere insieme il partito ci vuole l'attak" - "Franceschini sta facendo un grande sforzo per tenere insieme il Pd, ci proviamo, è difficile, ci vuole l'attak per tenerci tutti uniti". Lo dice Giuseppe Fioroni, deputato Pd. "La scissione se avviene sarà per motivi politici, certo non per il timing del Congresso. Ad oggi però, ci sono ancora il 50% di possibilità che non avvenga la scissione". Secondo lei quando ci dovrebbe essere il Congresso del partito? "Io spero nei primi giorni di maggio".

Colloquio Guerini-Bersani, ma distanze nel Pd restano - Le distanze nel Pd restano, nonostante il colloquio avvenuto tra il vice-segretario Lorenzo Guerini e Pier Luigi Bersani. Secondo quanto si apprende, i due si sono incontrati alla Camera dei deputati per valutare possibili mediazioni in vista dell'assemblea di domenica. Il colloquio, però, non avrebbe prodotto sostanziali novità, secondo quanto viene riferito da fonti Pd. Dopo l'incontro si è tenuta al Nazareno una riunione tra Matteo Renzi, Guerini e Matteo Orfini.

Finocchiaro: senza sinistra non c'è partito - "Le suggestioni e il percorso indicato da Andrea Orlando mi sembra possano essere un punto di partenza importante per la nostra discussione". Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro (Pd) in una nota nella quale dichiara anche che "il Pd non può esistere, in un momento così complesso e difficile, senza la sinistra". "Ho assistito a diverse scissioni nella mia vita politica e parlamentare - dichiara Finocchiaro - pare che nessuna di esse abbia rafforzato la sinistra. E anzi spesso ha bruciato personalità politiche di primo livello, disorientato l'elettorato, ridotto la forza della proposta politica".

Domenica l'assemblea decisiva - Si svolgerà domenica, 19 febbraio, a Roma, presso l'hotel Parco dei Principi - via G. Frescobaldi, 5 - dalle ore 10, l'assemblea nazionale del Partito Democratico. I lavori saranno trasmessi in diretta streaming sul sito del Pd e sulla pagina Facebook del partito.

pd

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