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Grillo: diritto di voto ai 16enni

"A sedici anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Eʼ un controsenso. Ma si ha paura, forse perché sfuggono ai controllo dei media", attacca il leader M5S

Grillo: diritto di voto ai 16enni - foto 1
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Nuova proposta di Beppe Grillo che non mancherà di suscitare polemiche.

Il leader di M5S chiede, infatti, di estendere il diritto di voto anche ai 16enni. "A sedici anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Un giovane non può determinare il suo futuro attraverso la scelta del governo nazionale del suo Paese. E' un controsenso perché il giovane è il primo a doversi esprimere sul futuro", si legge sul suo blog.

"Siamo il Paese con le soglie d'età per entrare in Parlamento tra le più alte al mondo: 25 anni per essere eletti alla Camera e 40 per il Senato. Con la popolazione più anziana d'Europa e i giovani con il tasso di disoccupazione più alto d'Europa (40% tra i 18 e i 24 anni).

I 16 e i 17enni in Italia sono circa un milione e centomila, se potessero votare pareggerebbero gli elettori cosiddetti anziani sopra i 65 anni. Sarebbe un più corretto equilibrio generazionale. Il voto è anche uno strumento per arrestare il fenomeno di distacco dalla politica da parte dei giovani cittadini", scrive Grillo, che quindi attacca: "La paura dei giovani è l'unico motivo per non dare loro il voto, forse perché sono i più informati e sfuggono ai controllo dei media controllati dal regime e con il loro voto cambierebbero il Paese".