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Green economy, le imprese italiane sono le più "verdi" dʼEuropa

Lo rivela un rapporto della Fondazione Symbola: "Le nostre aziende usano meno energia e producono meno emissioni"

Green economy, le imprese italiane sono le più "verdi" d'Europa

Le imprese italiane sono le più "verdi" d'Europa: riducono meglio i rifiuti, sono campioni nell'innovazione ambientale e all'avanguardia nel campo delle rinnovabili. E' quanto emerge dal rapporto di Fondazione Symbola intitolato "L'Italia in 10 selfie 2016". I dati diffusi evidenziano che, a parità di prodotto, le imprese dello Stivale utilizzano meno energia e producono meno emissioni anche rispetto a grandi Paesi manifatturieri come la Germania.

Il documento offre una fotografia dei "talenti dell'Italia" che guardano a "una società e ad un'economia più sostenibili". "Siamo uno dei soli cinque Paesi al mondo - si legge - con surplus manifatturiero sopra i 110 miliardi di dollari (l'Italia si attesta a 134 miliardi). Gli altri sono Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone, mentre Francia, Regno Unito e Stati Uniti ci guardano da lontano".

Sono 372mila le aziende italiane che durante la crisi hanno scommesso sulla green economy, per 102.497 milioni di euro di valore aggiunto, il 10,3% dell'economia nazionale. Positivo anche l'impatto sull'occupazione. Nel 2015, tra green jobs propriamente detti e posti di lavoro in cui sono richieste eco-competenze, il 59% delle assunzioni previste è legato alla green economy: un esercito di 294mila nuovi lavoratori green.

Riciclo industriale - La Fondazione Symbola rivela inoltre che l'Italia è al primo posto in Europa anche nel riciclo industriale. Le imprese dello Stivale recuperano ogni anno 25 milioni di tonnellate di materia a fronte dei 163 totali europei. La Germania - che ha un'economia più grande - ne recupera "soltanto" 23. Si tratta di un risultato che produce un risparmio di energia primaria di oltre 15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) e di evitare 55 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

Energie rinnovabili - L'Italia è inoltre anche "il primo Paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale". "L'accordo sul clima di Parigi - spiega il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - è solo un primo passo ma segna un cambio di rotta prima impensabile e propone grandi opportunità. L'Italia può coglierle se scommette sui suoi talenti migliori".

Primato agroalimentare - Per 89 prodotti, il nostro Paese è leader dell'agroalimentare nel mondo, e vanta l'agricoltura più sostenibile. Tra i prodotti "da primato", ben 27 non hanno rivali sui mercati internazionali. Dalla pasta ai pomodori e altri ortaggi, da aceto e olio ai fagioli, alle ciliegie: tutti campioni assoluti nelle quote di mercato mondiale. E ce ne sono altri 62 per i quali siamo secondi o terzi. Nel 2015 l'export agroalimentare è cresciuto di otto punti percentuali nei primi nove mesi, attestandosi sui 27 miliardi di euro.

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