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Lavoro in somministrazione, stipendi in crescita

Nel 2025 i somministrati scendono a 475mila al mese. Buste paga più pesanti per i tempi indeterminati, ma lo staff leasing frena: attesa la sentenza della Corte Ue

26 Mar 2026 - 18:30
 © Istockphoto

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Per il secondo anno consecutivo, il mercato del lavoro in somministrazione chiude con un calo degli occupati. I lavoratori impiegati tramite agenzia sono stati in media 475mila al mese nel 2025, in lieve flessione rispetto al 2024 (-0,8%), con una riduzione più marcata per i contratti a tempo determinato (-2,1%). È quanto emerge dalle analisi dell'Osservatorio Datalab di Assolavoro, l'associazione nazionale che rappresenta oltre l'85% del settore. Un calo contenuto, ma che si inserisce in una tendenza che va consolidandosi: nel 2024 la somministrazione era già diminuita in misura molto maggiore (-3,9%) rispetto all'anno precedente.

I rinnovi contrattuali fanno crescere le buste paga

  La nota positiva arriva dalle retribuzioni. Per chi lavora tramite agenzia con contratto a tempo indeterminato, la paga oraria media è salita a 15,28 euro nel 2025, dai 14,80 del 2024, per uno stipendio mensile medio di 2.139 euro — in crescita del 3,6%. A trainare l'aumento sono stati i rinnovi dei contratti collettivi nazionali nei vari comparti in cui opera la somministrazione, che hanno spinto verso l'alto le retribuzioni soprattutto nei servizi e nell'industria. Un segnale, secondo il presidente di Assolavoro Francesco Baroni, di una trasformazione strutturale del settore: le agenzie vengono sempre più utilizzate dalle imprese per coprire profili ad alto valore aggiunto, mentre per i ruoli meno qualificati si ricorre ad altre forme contrattuali, spesso meno tutelanti.

Il nodo dello staff leasing

  Il dato che preoccupa di più riguarda i lavoratori assunti a tempo indeterminato tramite agenzia, la forma contrattuale nota come staff leasing. Nel corso dell'anno la media è cresciuta leggermente — da 144mila nel 2024 a 148mila nel 2025 (+2,2%) — ma il trend mensile racconta una storia diversa: si è passati dai quasi 150mila occupati di gennaio ai poco più di 145mila di dicembre, con una curva in costante discesa. A dicembre 2025 l'incidenza dei lavoratori in staff leasing sul totale dei somministrati è scesa al 31,1%, contro il 31,6% dello stesso mese dell'anno precedente.

Pesa su questo segmento l'incertezza normativa: è attesa la pronuncia della Corte di Giustizia europea sulla legittimità dello staff leasing, già oggetto di contestazione davanti ad alcuni tribunali italiani (Reggio Emilia, Milano e Modena). Una sentenza che potrebbe avere ripercussioni su un'ampia platea di lavoratori: i somministrati a tempo indeterminato in staff leasing rappresentano l'85,4% del monte retributivo stimato in 2,017 miliardi di euro, oltre la metà dell'intero monte retributivo della somministrazione.

Il fatturato tiene, ma il mercato si polarizza

  Nonostante la flessione occupazionale, il settore mostra una tenuta economica: il fatturato complessivo cresce in media dell'1,4%. Un risultato che Baroni attribuisce alla crescente domanda di profili qualificati da parte delle imprese, sempre più orientate a usare le agenzie come partner strategici in un mercato caratterizzato da turbolenze geopolitiche ed economiche. Al tempo stesso, avverte il presidente di Assolavoro, cresce altrove il ricorso a forme di lavoro meno tutelanti — dalle false partite IVA alle cooperative cosiddette spurie, create per pagare il 20-30% in meno rispetto ai contratti collettivi. "In un mercato sempre più polarizzato, l'obiettivo comune può essere solo quello di favorire un'occupazione più tutelata e più qualificata" sottolinea Baroni.

Oltre 400mila persone formate in un anno

  Un elemento che distingue la somministrazione da altre forme di impiego flessibile è la formazione. Nel 2025 sono stati erogati oltre 90mila corsi tramite agenzia, coinvolgendo più di 415mila persone. Almeno una su tre tra i formati ha poi avuto accesso a una concreta opportunità di lavoro. I lavoratori somministrati beneficiano inoltre per legge degli stessi diritti e delle stesse tutele dei dipendenti diretti, a cui si aggiungono prestazioni integrative in materia di welfare e sostegno al reddito garantite dagli enti bilaterali Ebitemp e Forma.Temp, finanziati interamente con risorse private.