il nuovo approccio al parto

Parto, sempre più diffuso il cesareo gentile: come avviene e quali sono i benefici per mamma e bambino

Il nuovo approccio prevede il partner al fianco della mamma, l'estrazione lenta del neonato, luci soffuse e contatto pelle a pelle immediato. Tgcom24 ne ha parlato con il dottor Armando Pintucci: "A guidare l'équipe medica è la volontà di una umanizzazione del gesto chirurgico" 

di Jessica Anostini
03 Ott 2026 - 08:33
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Una rivoluzione "dolce" che arriva direttamente dal mondo anglosassone e che piano piano si sta affacciando anche in Italia. Si chiama Gentle Cesarean, "taglio cesareo gentile" ed è un nuovo approccio che mette al centro la famiglia, in un momento fino a ora considerato prettamente sotto il profilo medico-chirurgico.  

Una opportunità straordinaria per i genitori che in sostanza trasforma la procedura del parto cesareo in un evento di nascita partecipato. Come? In primis permettendo al partner di sostenere la donna direttamente in sala operatoria così come avviene per il parto tradizionale, e poi rafforzando la diade madre bambino fin da subito attraverso il contatto pelle a pelle immediato.  L'obiettivo è quello di coniugare sicurezza clinica, attenzione ai bisogni della mamma e del bambino e centralità della famiglia avvicinando il più possibile il cesareo ai ritmi e all’impatto emotivo del parto naturale.  

Come funziona il parto cesareo gentile

 Rispetto al parto cesareo tradizionale il taglio cesareo dolce o gentile prevede, quando le condizioni cliniche lo consentono, la presenza del partner in sala operatoria. Il futuro papà viene fatto sedere proprio accanto alla donna, favorendo il contatto ravvicinato tra i due. Al momento della nascita poi è previsto l'abbassamento del telo chirurgico, così da permettere ai genitori di vedere il proprio bambino venire al mondo. Si privilegia un'estrazione lenta del neonato e alla donna viene lasciato un braccio libero da strumentazioni di monitoraggio in modo tale che possa subito tenere il bambino sul proprio petto, promuovendo così il contatto pelle a pelle immediato, in un ambiente con luci soffuse e basso impatto acustico.  

"A guidare l'équipe medica è la volontà di una umanizzazione del gesto chirurgico" spiega a Tgcom24  il dottor Armando Pintucci, Direttore dell'Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Desio, dove in questi giorni è avvenuto il primo parto cesareo gentile. "Anche perché l'ambito ostetrico è da sempre diverso rispetto ad altre branche della medicina. Qui si tratta nella maggior parte dei casi di assistenza alle future mamme e di accompagnamento alla nascita". 

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I benefici

  "Quel che è di maggior interesse sono i benefici dettati da questo nuovo approccio: la presenza del partner accanto alla donna, ad esempio, favorisce un clima di serenità che è un vantaggio anche dal punto di vista medico perché stimola la liberazione di ossitocina e la contrattività dell'utero, favorendo anche il lavoro dell’equipe medica. Per la madre, la vicinanza immediata con il neonato, stimola un picco endocrino che riduce inoltre il rischio di emorragia post-partum e attenua la risposta allo stress operatorio, facilitando la montata lattea. Dal punto di vista clinico inoltre le evidenze scientifiche ci confermano che, anche nel cesareo, permettere al neonato di adagiarsi sul ventre materno migliora la sua risposta e la sua capacità di adattamento all’ambiente, stabilizza la frequenza cardiaca e la respirazione, così come favorisce l’attaccamento al seno materno. Infine, nel caso in cui la mamma non possa fare bonding (tutte quelle pratiche che favoriscono il legame affettivo ed emotivo immediato tra i genitori e il neonato subito dopo la nascita ndr) attraverso il contatto pelle a pelle, la scelta ricade direttamente sul papà come avviene nei parti naturali".  

"Tutte condizioni - sottolinea Pintucci - che confermano come, nelle situazioni in cui il cesareo è elettivo (ovvero programmato), questo approccio sia da privilegiare in quanto riduce le barriere fisiche ed emotive che solitamente caratterizzano il contesto della sala operatoria. Con benefici per tutti”.  

Quando si può fare il taglio cesareo gentile

  Questo approccio tuttavia non può essere scelto in tutti i casi in cui una donna viene sottoposta al cesareo. Si può effettuare, come detto, se si tratta di cesareo elettivo, se durante il cesareo stesso non sopraggiungono complicazioni che richiedono per esempio sedazione profonda o anestesia generale, se il neonato è in perfetta salute e quindi non ha bisogno di particolari attenzioni da parte dei medici. E ovviamente solo nei punti nascita strutturati per questo tipo di parto.

L'équipe deve essere formata per questo tipo di parto?

"Non serve una vera e propria formazione, ma occorre sicuramente una buona dose di sensibilità e la presenza di specialisti di diverse unità operative" spiega il dottor Pintucci. "L'interesse comunque è crescente: per questo abbiamo iniziato a fare degli incontri dedicati con i futuri genitori e stiamo formalizzando la procedura, che prevede appunto diversi passaggi, in modo tale da uniformarsi a livello operativo. Non è escluso che in futuro la pratica possa essere replicata anche in situazioni non programmate, ovviamente se le condizioni cliniche lo permettono". 

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Alcuni degli ospedali dove si può fare il parto cesareo gentile

 Tra le strutture italiane in cui è stato attivato il cesareo gentile ci sono ad esempio la Clinica Mangiagalli e l'ospedale Buzzi di Milano, l'ospedale di Desio, l'ospedale di Magenta e di Legnano. E ancora l'ospedale San Bonifacio di Verona, il Martini di Torino, l'ospedale dell'Isola Tiberina a Roma. L'elenco ovviamente non è completo ed è in continuo aggiornamento. Le future mamme interessate possono chiedere informazioni al proprio ginecologo o alla propria Asl di zona.

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