Due ore di show

Iron Maiden, la prima grande festa metal a San Siro

La band britannica ha conquistato il palco del Meazza con un'energia senza precedenti: un'ora e quaranta minuti di concerto come fosse un giro sulle montagne russe, uno show che entra a far parte della storia della musica in Italia

di Giulia Spini
18 Giu 2026 - 11:45
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 © Mathias Marchioni

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Gli Iron Maiden coronano i loro 50 anni di carriera portando il metal per la prima volta allo Stadio San Siro di Milano. Un'ora e quaranta minuti di concerto come fosse un giro sulle montagne russe, uno show che entra a far parte della storia della musica in Italia. Il viaggio in cui i Maiden guidano il pubblico ripercorre nove album della loro carriera: dagli anni Ottanta con l'omonimo album d'esordio fino a Fear of The Dark degli anni Novanta. Il frontman, Bruce Dickinson, si mostra più in forma che mai: corse e salti da una parte all'altra del palco si sposano perfettamente con l'atmosfera che si respira. Tra un pubblico di fedelissimi, fan della band dagli albori, c'è anche qualche volto più Millennial o della Generazione Z: tutti davanti allo stesso palco, uniti da un'unica passione. 

Il preludio incisivo dei Trivium

 Il sole illumina ancora Milano quando, pochi minuti prima delle 19.30, il party metal al Meazza inizia con i Trivium. La band statunitense capitanata da Matt Heafy e fondata dal batterista Travis Smith nel 1999 a Orlando in Florida, torna a esibirsi a Milano dopo l’appuntamento live dello scorso anno all’Alcatraz. Dal metalcore all’heavy metal, fino al progressive e al thrash, i Trivium hanno dieci album all’attivo in studio e un Grammy Award alla miglior interpretazione metal per il singolo del 2019 Betrayer. Otto brani e un sound energico tra vocalità distorte e riff di chitarra pesanti, in cui compare anche Until the World Goes Cold, canzone dalle sonorità più morbide. Nel caldo soffocante c'è chi si gode una birra fresca e chi invece usa tutte le proprie energie nei poghi. Heafy intrattiene il pubblico tra frasi in italiano e incitamenti a divertirsi e a rendere la serata indimenticabile. Un ottimo riscaldamento per accogliere i colossi britannici dell’heavy metal.

La festa heavy degli Iron Maiden

  Alle 20:53, quando il tramonto segna il cielo meneghino, le note di Doctor Doctor, brano della band inglese UFO, danno ufficialmente inizio al grande show degli Iron Maiden. Una scenografia dark che ritrae le vie buie di una città, sulle note di The Ides of March, appare sui grandi schermi e conduce infine a un murales di Eddie, la mascotte della band. Un grande boato squarcia San Siro quando i Maiden fanno il loro ingresso sul palco con Murders of the Rue Morgue. Il titolo del brano è ispirato all’omonimo libro di Edgar Allan Poe, uno dei tanti rimandi della band alla letteratura. Dopo Wrathchild, un breve intermezzo: "Finalmente hanno fatto suonare una band metal a San Siro!" esclama Bruce Dickinson. Dal sipario rosso che si chiude alle spalle della band per Phantom of the Opera al brano cult della loro discografia, The Number of The BeastQuest'ultimo è accompagnato da diversi spezzoni di film horror dell'epoca tra gli anni Venti e Cinquanta come Nosferatu di Murnau, I was a teenage Werewolf di Gene Fowler Jr e La casa dei fantasmi di William Castle. 

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Tra i brani più attesi ci sono Two minutes to midnight e The rime of the ancient mariner, nome tratto dall’omonimo componimento del poeta inglese Samuel Coleridge, che irrompe con la scenografia di una nave in mezzo ai ghiacciai e la silhouette di un marinaio. Un’energia magnetica, intervallata da un assolo di chitarra lento, che crea qualche istante di distensione. Il fumo artificiale invade il palco: il pubblico è avvolto in un alone di mistero. Poi si riparte con un urlo deciso di Dickinson. Eddie combatte contro il Diavolo, è la volta di Run to the Hills: dal testo di questo brano prende il nome il loro tour, "Run to the hills, Run for your lives".

Bastano due note e la folla è di nuovo in delirio per The Trooper: spunta una bandiera italiana sul palco, sventolata da Dickinson in uniforme rossa. Si va verso la chiusura con Hallowed By Thy Name, alla quale segue un discorso di Winston Churchill. È già buio a sufficienza quando risuona Fear of the Dark: sullo sfondo un'enorme luna piena si prende la scena. Il concerto si chiude con Wasted Years: verso il finire della canzone si percepisce quella speranza che il concerto possa durare ancora. Un lungo applauso, le luci si riaccendono. Un doppio debutto, quello degli Iron Maiden a San Siro e quello del metal su uno dei palchi più rinomati e ambìti d'Italia, e non solo.

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