trent'anni di storia

Ligabue, in 54mila per "La notte delle Certe notti" a Roma

Uno show di oltre due ore con 26 brani che hanno celebrato la carriera di Ligabue. E con "Il mio nome è mai più" compaiono i messaggi "Basta col massacro a Gaza" e "Basta col massacro in Ucraina" 

13 Giu 2026 - 09:07
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
videovideo

In 54 mila urlando contro il cielo di Roma. "C'è una notte tiepida e un vecchio blues da fare insieme". Luciano Ligabue torna all'Olimpico e ci ricorda perché certe notti sono più eterne di altre.

21.10. Chitarra in spalla. Lo show ha inizio con Balliamo sul mondo. Sul palco alla batteria c'è suo figlio Lenny, è la prima volta per lui in uno stadio. E poi ci sono tutti i chitarristi che lo hanno accompagnato nelle diverse fasi della sua carriera.

Google Preferred Site

"Per non farci mancare nulla" dice divertito Ligabue. Non potevano certo assentarsi alle celebrazioni dei trent'anni di "Certe notti". C'è Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini. Alla tastiera Luciano Luisi e al basso Davide Pezzin. La scaletta si sviluppa attraverso quattro capitoli distinti, costruiti attorno ad alcuni degli album più rappresentativi del repertorio del rocker di Correggio.

Tutt'attorno l'atmosfera è quella di Las Vegas, una città che ammalia e stordisce allo stesso tempo. Ci sono le sue luci e le sue contraddizioni. Un’idea che attraversa tutta la produzione visiva, fatta di insegne luminose, richiami ai casinò e atmosfere da grande show americano. L'obiettivo voluto sembra essere questo: ricordare a che punto siamo in questi tempi difficili, ma allo stesso tempo lasciarsi andare alla festa e alla spensieratezza. E allora vai con… "Marlon brando è sempre lui",  "Bambolina e barracuda", "Non è tempo per noi", "Piccola stella senza cielo", "Si viene e si va" e "L'odore del sesso"

I messaggi da palco di Ligabue

 Le note di "Il mio nome è mai più" riportano Liga e i suoi fan a un momento di serietà. Le luci si spengono. "Era il 1999, c'era la guerra particolarmente cruenta nell'ex Jugoslavia. Io e altri due miei amici (Jovanotti e Piero Pelù, ndr) abbiamo scritto una canzone che valeva allora tanto quanto vale oggi, forse ancora di più". Sugli schermi le scritte: "Basta col massacro a Gaza", "Basta col massacro in Ucraina", "Basta col massacro in Sudan" e "Basta con i 56 massacri in corso nel mondo". E po via coi "Una vita da mediano", "Sulla mia strada"
"Tutti vogliono viaggiare in prima", "Ti sento" "Eri bellissima" "Questa è la mia vita"
e "Sogni di rock'n'roll".

E poi il debutto di "Nessuno è di qualcuno", la sua ultima canzone. Ancora non è uscita "ma l’abbiamo già fatta dal vivo un po' di tempo fa". È un brano che "voglio dedicare a tutte le donne e le ragazze che hanno subito una violenza fisica o sessuale - dice Ligabue - e a quanto pare, in Italia, è una su tre". Ad accompagnarla un video con molti volti dello spettacolo e della cultura italiana a sostegno della campagna "Una Nessuna Centomila". 

Nel finale il concerto ritrova tutta la sua dimensione rock che va da "Libera Nos a malo" a "Sarà un bel souvenir", passando da "Urlando contro il Cielo" e "Tra palco e realtà".

Dopo due ore e 25 canzoni arriva lei, "Certe notti". Trent'anni di storia da cantare a squarciagola e da scandire bene come ha fatto Liga. Una buonanotte che sa di arrivederci. Tanto Mario riapre, prima o poi…

Maria Concetta Valente

Ti potrebbe interessare

videovideo