Gli ex di George Michael all'assalto del suo patrimonio, adesso tocca a Kenny Goss
© IPA
© IPA
George Michael © IPA
Un album mai completato, quasi 90 minuti di immagini private e un'amicizia durata buona parte di una vita. A quasi dieci anni dalla morte di George Michael, il progetto "Trojan Souls" è diventato il centro di una battaglia legale tra le società che tutelano l’eredità artistica della popstar e Andros Georgiou, suo cugino di secondo grado, amico d’infanzia ed ex collaboratore. L’uomo ha pubblicato online un film girato durante le registrazioni del disco, sostenendo di essere il proprietario delle riprese. I legali dell’artista ritengono invece che la diffusione violi i diritti legati alla sua immagine e alla sua musica.
Il procedimento è stato avviato davanti all’Intellectual Property and Enterprise Court di Londra. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, a promuoverlo sono state Robobuild Limited e Big Geoff Overseas Limited, due società utilizzate da George Michael per gestire parte delle attività professionali, dei diritti e dei tour. I documenti della Companies House confermano che il cantante ne fu direttore fino al giorno della sua morte, avvenuta il 25 dicembre 2016. Nell’azione sarebbero stati indicati come convenuti sia Georgiou sia Tribe Media, la società che distribuisce il film.
Definire Andros Georgiou soltanto come un ex amico rischia di raccontare solo una parte della storia. I padri dei due erano cugini e arrivarono insieme in Inghilterra da Cipro nel 1953: George e Andros erano dunque cugini di secondo grado, ma crebbero con un rapporto molto più simile a quello tra fratelli. Georgiou seguì a lungo la carriera della popstar, viaggiò con lui durante i tour, collaborò al progetto Boogie Box High e nel 1996 fondò insieme al cantante la Aegean Records. Per anni fu una delle persone più presenti sia nella sua vita privata sia in quella professionale. Nelle immagini diffuse George Michael appare mentre suona il pianoforte, prova le parti vocali con i coristi e indica ai musicisti come modificare gli arrangiamenti. Non si tratta di un vero documentario, ma di un lungo filmato dietro le quinte, senza una narrazione tradizionale, che mostra il cantante mentre costruisce e corregge i brani direttamente in studio.
Il materiale è stato raccolto sotto il titolo "Trojan Souls – The Greatest Album That Was Never Made" e reso disponibile su un sito dedicato. Per vedere il film per 48 ore vengono richieste 4,99 sterline, mentre l’accesso permanente costa 19,99 sterline. Georgiou sostiene di aver girato personalmente le immagini con il consenso di George Michael e di aver scelto di pubblicarle dopo che alcune sequenze erano già circolate senza autorizzazione su YouTube e TikTok. La sua posizione è netta: "Il film appartiene a me", ha dichiarato, accusando chi gestisce l’eredità del cantante di voler cancellare il suo ruolo nella storia della popstar. In una nuova intervista al The Sun ha assicurato di non avere intenzione di fermarsi: "Non mi tiro indietro", ha detto, aggiungendo di non aver mai firmato un accordo di riservatezza.
"Trojan Souls" era nato nel 1992, mentre George Michael affrontava lo scontro con la Sony sul contratto discografico e cercava una strada per continuare a lavorare lontano dalle regole della sua etichetta. Il progetto prevedeva canzoni scritte e prodotte per alcune delle voci più importanti della musica internazionale, ma si fermò nel 1993, quando le condizioni di Anselmo Feleppa, all’epoca compagno del cantante, peggiorarono. Dopo la sua morte per una malattia legata all’Aids, Michael attraversò un periodo di profondo dolore e perse interesse per il disco. L’album rimase così incompiuto, trasformandosi negli anni in uno dei progetti più misteriosi della sua carriera.
Il rapporto tra Michael e Georgiou ebbe alti e bassi: la rottura risale al 1998, dopo l'arresto del cantante in un bagno pubblico di Los Angeles e una serie di contrasti personali e professionali. Fu una separazione che lasciò entrambi profondamente feriti. I due avrebbero ripreso a sentirsi nel 2016 e stavano pensando di incontrarsi nuovamente, ma George Michael morì prima che la riconciliazione potesse avvenire. Oggi Georgiou presenta il film come il ricordo di quella lunga amicizia e sostiene che il cantante "si rivolterebbe nella tomba" sapendo della causa legale.
© IPA
© IPA