IL CASO GIUDIZIARIO

Scagliò una bottiglia in testa a un produttore, Chris Brown si dichiara colpevole | Ora rischia il carcere

La star R&B ha ammesso l'aggressione avvenuta in un club londinese. La sentenza è attesa il 26 ottobre

25 Lug 2026 - 15:42
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Chris Brown durante la sua performance con Gucci Mane. La collaborazione con lo stesso rapper di Atlanta e con Usher (che ha dato vita a "Party") gli è valso il "Best Collaboration". © ipa

Chris Brown durante la sua performance con Gucci Mane. La collaborazione con lo stesso rapper di Atlanta e con Usher (che ha dato vita a "Party") gli è valso il "Best Collaboration". © ipa

Chris Brown si è dichiarato colpevole davanti alla Southwark Crown Court di Londra per l'aggressione avvenuta nel 2023 all'interno del Tape, esclusivo nightclub di Mayfair. Il cantante statunitense ha ammesso il reato di "affray", una fattispecie dell'ordinamento britannico che riguarda l'uso o la minaccia di violenza in grado di far temere per la propria sicurezza una persona presente sul posto. La pena massima prevista è di tre anni di carcere. La sentenza sarà pronunciata il 26 ottobre.

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L’aggressione nel locale di Mayfair

 I fatti risalgono alle prime ore del 19 febbraio 2023. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Brown avrebbe attraversato la pista da ballo e raggiunto il produttore musicale Abraham "Abe" Diaw, colpendolo due volte alla testa con una bottiglia di vetro. La scena sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Subito dopo sarebbe intervenuto Omololu Akinlolu, vocal coach e collaboratore del cantante conosciuto come HoodyBaby, che avrebbe sferrato un pugno alla vittima. L’aggressione sarebbe proseguita mentre Diaw tentava di allontanarsi: una volta a terra, il produttore sarebbe stato colpito anche con dei calci. Trasportato al St Mary’s Hospital, riportò ferite alla testa e a un ginocchio.

Le accuse più gravi ritirate

 Brown e Akinlolu hanno entrambi ammesso la propria responsabilità per il reato contestato. Dopo le dichiarazioni di colpevolezza, la Procura ha deciso di non procedere sulle accuse più pesanti che i due avevano in precedenza respinto, tra cui il tentativo di provocare gravi lesioni personali, l’aggressione con lesioni e il possesso di un’arma impropria, identificata nella bottiglia utilizzata nel locale. "È stato un attacco violento e senza provocazione", ha dichiarato Claire Campbell, procuratrice del Crown Prosecution Service di Londra Sud. Il magistrato ha sottolineato che "nessuno è al di sopra della legge".

L'arresto e la cauzione milionaria

 Dopo l'episodio il cantante aveva lasciato il Regno Unito. Il mandato di arresto è stato eseguito il 15 maggio 2025, quando l’artista è tornato a Manchester per una tappa del suo tour mondiale. Inizialmente detenuto, era stato poi rimesso in libertà dietro una garanzia da cinque milioni di sterline, che gli ha permesso di proseguire gli impegni internazionali rispettando precise condizioni. Il giudice Tony Baumgartner ha concesso al cantante e al suo collaboratore di restare in libertà fino alla sentenza. Brown potrà lasciare il Regno Unito, ma dovrà rientrare entro il 25 ottobre. All'uscita dal tribunale ha salutato i fan radunati davanti all'edificio, firmando autografi e stringendo alcune mani.

Cosa rischia Chris Brown

 Dopo aver ammesso la propria responsabilità, Chris Brown rischia fino a tre anni di carcere. La Southwark Crown Court valuterà anche le circostanze dell’aggressione e il comportamento dell’artista. La vicenda riporta l’attenzione sui suoi precedenti giudiziari: nel 2009 il cantante si dichiarò colpevole di aver aggredito Rihanna, allora sua compagna, alla vigilia dei Grammy Awards. All’epoca fu condannato a cinque anni di libertà vigilata, lavori socialmente utili e un percorso contro la violenza domestica.

Chris Brown, passeggiata "illegale" a Londra

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