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"Non voglio cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni e i miei sentimenti". Freddie Mercury descriveva così il suo rapporto con la musica, il suo lavoro, la sua devozione. Il 5 settembre 2026, il frontman dei Queen, scomparso prematuramente il 24 novembre 1991, avrebbe spento 80 candeline. Lo strumento più potente del gruppo era la sua voce, potente e inconfondibile. Nato a Zanzibar da genitori parsi nel 1946 come Farrokh Bulsara, studia pianoforte alla St. Peter's Boys School, un collegio britannico a sud di Bombay, dove formò il suo primo gruppo musicale, i The Hectics. Nel 1964 si trasferisce in Gran Bretagna e sei anni dopo, nel 1970, fonda i Queen insieme al chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor, ai quali nel 1971 si unisce il bassista John Deacon.
Dopo la pubblicazione dei primi due album omonimi, "Queen" (1973) e "Queen II" (1974), che ottengono già un grande successo, la band britannica conquista la fama con "A night at the Opera" (1975), di cui fa parte la celeberrima hit "Bohemian Rhapsody". Un repertorio musicale ampio che contiene alcuni tra i loro brani più conosciuti: da "Somebody To Love" a "We Will Rock You", fino "Don't Stop Me Now", passando a "Who Wants To Live Forever", "Another One Bites The Dust", "I Want To Break Free", "Love Of My Life", "Radio Ga Ga", e "The Show Must Go On".
Menzione speciale per "Lily of The Valley", brano dedicato alla donna che ha conquistato il cuore di Freddie, Mary Austin. I due sono stati legati sentimentalmente per sette anni e hanno convissuto a Victoria Road, a Londra. Nei primi anni settanta, Mercury cominciò a essere consapevole di non essere eterosessuale. Tra il 1975 e il 1976, il cantante rivelò a Mary il suo orientamento sessuale, interrompendo la loro relazione; i due rimasero comunque profondamente legati, tanto che Freddie le lasciò inoltre in eredità metà del suo patrimonio e la Garden Lodge, la sua casa londinese. In un'intervista del 1985 il cantante disse: "Tutti i miei amanti mi chiedono perché non possono sostituire Mary, ma questo è semplicemente impossibile: lei è la mia unica amica e non desidero nessun altro. Per me è come se fosse mia moglie".
Austin ha anche curato un libro, "Freddie Mercury - Una vita in musica", in arrivo nelle librerie dal 20 ottobre. Sul loro primo incontro Mary ha spiegato in una recente intervista al Corriere della Sera: "Facevo la commessa da Biba, lui passava con Brian o con Roger, sempre in due, mai da solo. Poi, a settembre, si è presentato senza accompagnatori e mi ha chiesto a bruciapelo: "Usciresti con me?". L’ho guardato perplessa. Ha aggiunto: "Sai, domani è il mio compleanno... volevo invitarti al Marquee". Allora ho risposto "Sì, ok".
Secondo la biografia della giornalista Lesley-Ann Jones, Mercury ebbe una figlia nel 1976 da una relazione con la moglie di un amico. La presunta figlia di Mercury, nota come "B", si presentò da Jones con alcuni diari che sosteneva fossero stati scritti per lei dal padre, nei quali era contenuta la sua storia. L'autrice ha anche dichiarato di avere le prove del DNA di quella paternità. Il 16 gennaio 2026, tramite un comunicato emesso dalla famiglia e diffuso dai media britannici, viene annunciata la morte di "B", dopo una lunga battaglia contro il cordoma, un raro tumore della colonna vertebrale. Ha lasciato il marito e due figli di nove e sette anni.
La figura di Mercury e il gruppo dei Queen sono stati celebrati al cinema, a teatro e in vari documentari. Nel 2018 è uscito il film biografico "Bohemian Rhapsody", diretto da Bryan Singer e vincitore di quattro premi Oscar, con Rami Malek nel ruolo di Freddie Mercury. Nel 2021, il documentario "Freddie Mercury. The final act", diretto da James Rogan, racconta il periodo della malattia di Freddie, raccogliendo anche testimonianze di familiari e amici. Il film, inoltre, ripercorre la preparazione del concerto tributo per Freddie, tenutosi il 20 aprile 1992 al Wembley Stadium di Londra, a cui hanno partecipato Elton John, David Bowie, George Michael e di molti altri.
Per celebrare gli ottant'anni di Freddie Mercury sono in programma numerosi eventi, con un'attenzione particolare per Montreux, tappa fondamentale nella storia dei Queen. La città svizzera sulle sponde del lago Lemano, dove il gruppo acquistò degli studi di registrazione e registrò album storici, è ormai un punto di riferimento per i fan internazionali. È proprio qui che ogni anno si tengono i Freddie Days e, per questo importante ottantesimo anniversario, dal 2 al 6 settembre 2026 si svolgono concerti, mostre, conferenze e incontri con esperti e collaboratori storici della band.
Il 2026 segna anche il quarantennale dell'ultimo concerto dal vivo dei Queen ripreso dalle telecamere, tenutosi a Budapest il 27 luglio 1986 durante il "The Magic Tour". Per commemorare l'anniversario, dal 7 all'11 ottobre le sale cinematografiche di tutto il mondo proietteranno "Queen Budapest", una versione restaurata in 4K dell'esibizione.