Enrica Bonaccorti, non solo tv: da "La lontananza" con Domenico Modugno al cinema con Lina Wertmuller
Prima di diventare uno dei volti più familiari della televisione italiana, è stata una raffinata autrice capace di attraversare musica, teatro, radio e narrativa con una scrittura elegante e incisiva
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Enrica Bonaccorti è stata una presenza rassicurante e brillante del piccolo schermo tra anni Ottanta e Novanta, ma la sua carriera artistica nasceva altrove e si nutriva di molteplici esperienze: teatro, cinema, radio e soprattutto scrittura. Prima ancora della notorietà televisiva, aveva già costruito un percorso creativo solido. Il suo talento si è espresso con naturalezza in ambiti diversi: dai testi musicali ai copioni radiofonici, dall'ideazione di programmi alla narrativa. Una versatilità rara, che ha fatto della parola il vero centro della sua identità artistica.
Autrice di canzoni senza tempo
Formata all'Accademia d'arte drammatica e attiva come attrice tra palcoscenico e set cinematografici negli anni Settanta, coltivava parallelamente una vocazione per la scrittura che l'avrebbe portata a lasciare un segno nella musica leggera italiana. Il momento decisivo della sua carriera di autrice arriva nel 1970 con la nascita di La lontananza, scritta insieme a Domenico Modugno. Il brano rappresenta uno dei vertici della canzone italiana del secondo Novecento e segna l'ingresso di Bonaccorti tra le paroliere più interessanti della sua generazione.
Il sodalizio con il celebre interprete di Volare nacque da una forte intesa intellettuale e artistica. In quel periodo Bonaccorti frequentava l'ambiente teatrale e possedeva una sensibilità drammaturgica che influenzò profondamente il testo della canzone. Il cuore poetico del brano è racchiuso nella celebre metafora: "La lontananza è come il vento: spegne i fuochi piccoli, ma accende quelli grandi". Una frase entrata nel linguaggio comune, capace di condensare in poche parole un pensiero universale sui sentimenti e sulla loro resistenza al tempo e alla distanza. Il successo del brano fu enorme e duraturo, restando per mesi ai vertici delle classifiche.
La collaborazione con Modugno e la scrittura per la musica
Il rapporto artistico con Modugno non si esaurì con quel primo successo. Enrica Bonaccorti firmò anche altri brani per il cantautore, tra cui Nustalgia nel 1971 e soprattutto Amara terra mia nel 1973. Quest'ultima canzone, nata dalla rielaborazione di un canto popolare abruzzese, è diventata negli anni un inno struggente dedicato al tema dell'emigrazione e della nostalgia per la propria terra. Con questi lavori Bonaccorti dimostrò di possedere una qualità rara per un paroliere: la capacità di costruire immagini poetiche immediatamente riconoscibili e memorabili.
Tra radio e televisione: la scrittura che incontra il pubblico
Parallelamente alla carriera musicale, Enrica Bonaccorti sviluppò anche una forte presenza nella radio e nella televisione italiana. Fu tra le autrici e protagoniste di programmi radiofonici di grande successo come Chiamate Roma 3131, uno spazio che anticipava in qualche modo il dialogo diretto con il pubblico che sarebbe diventato tipico dei talk e dei programmi di servizio.
In televisione contribuì anche alla definizione dello stile di alcuni programmi popolari che ha condotto negli anni, tra cui Pronto, chi gioca? e la prima edizione di Non è la Rai. In queste esperienze emergeva una scrittura più leggera e ritmata, pensata per il linguaggio televisivo ma sempre caratterizzata da garbo e precisione.
L'esperienza da attrice: teatro, cinema e sceneggiati
Prima di affermarsi definitivamente come conduttrice e autrice televisiva, Bonaccorti ha avuto anche una significativa carriera da attrice teatrale e non solo. Il teatro fu il suo primo terreno di formazione: debuttò nella compagnia di Paola Borboni nello spettacolo Alla ringhiera e partecipò a importanti produzioni della storica ditta Garinei e Giovannini. Sul palcoscenico lavorò anche accanto allo stesso Modugno nella commedia musicale Cielo mio marito nel 1972.
Nel cinema prese parte a diverse produzioni della commedia all'italiana e del cinema d'autore. Tra le apparizioni più note figurano il film di Lina Wertmüller Film d'amore e d'anarchia del 1973 e La poliziotta di Steno con Mariangela Melato. Più tardi partecipò anche a Il commissario Lo Gatto di Dino Risi. In televisione fu protagonista di sceneggiati Rai molto popolari negli anni Settanta, tra cui L'amaro caso della baronessa di Carini, diretto da Daniele D'Anza.
Dai romanzi alla narrativa contemporanea
Negli ultimi anni la vena autoriale di Enrica Bonaccorti si è espressa soprattutto nella narrativa. Il suo esordio come romanziera arriva nel 2007 con La pecora rossa, un libro che mette già in luce la sua attenzione per le sfumature psicologiche dei personaggi. Nel 2010 pubblica L'uomo immobile, romanzo intenso che affronta il tema della locked-in syndrome, la condizione di chi è cosciente ma completamente paralizzato.
Negli anni più recenti Bonaccorti ha dato vita anche a una serie narrativa legata al personaggio di Cetti Curlo, inaugurata con Condominio addio! nel 2019 e proseguita con altri capitoli della saga. In queste opere emerge una scrittura che mescola ironia, osservazione sociale e malinconia.
La parola come filo conduttore
Il vero filo rosso del suo percorso di Enrica Bonaccorti è sempre stato l'uso della parola. Che si trattasse di scrivere un verso di una canzone, di ideare un programma radiofonico o di raccontare storie nei romanzi, ha dimostrato una straordinaria capacità di adattare il proprio talento ai linguaggi più diversi, dimostrando di essere un'autrice completa e raffinata, capace di attraversare decenni di spettacolo italiano senza perdere la propria cifra stilistica: eleganza, misura e una profonda attenzione all'animo umano.
