L'esercito dei prof: quasi 800mila tra posti comuni e sostegno, ma servono comunque i supplenti
Il nuovo anno scolastico è partito anche con il completamento di 37.430 assunzioni e 118mila supplenze. Restano però migliaia di posti vacanti dopo la mobilità, facendo scattare la stagione degli Interpelli
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Perché i governi (spesso) si schiantano sulla gestione della scuola? La risposta viene da alcuni numeri: otto milioni di studenti, ma soprattutto oltre un milione di addetti ai lavori. E non parliamo solo di personale Ata: la gran parte di questo contingente è, infatti, costituito da docenti: il quadro che emerge dalla definizione dell'organico dell'autonomia stabilito dal ministero dell'Istruzione e del Merito (Mim) di concerto con quello dell'Economia (Mef) - analizzato dal portale Skuola.net - delinea una struttura fondata su 663.367 cattedre comuni complessive e 128.170 posti di sostegno.
A fronte di queste risorse di ruolo, il piano straordinario di assunzioni del ministero ha consentito di archiviare entro il 31 agosto oltre 37mila immissioni in ruolo e la quasi totalità di 118mila supplenze annuali. Ciononostante, il fenomeno delle cattedre scoperte continua a farsi sentire, con decine di migliaia di posti vacanti registrati dopo l'avvio della mobilità e le scuole di tutta Italia - guidate dagli istituti del Nord - che hanno già dato il via alla stagione degli Interpelli per intercettare i supplenti necessari a coprire le rinunce e le nuove esigenze dell'anno.
La mappa delle cattedre
La colonna portante delle risorse umane della scuola italiana è fissata dal decreto interministeriale n. 170 del 10 agosto 2026, che stabilisce la consistenza dell'organico dell'autonomia. I posti comuni ordinari ammontano, a livello nazionale, a 614.572 unità. A questi si affiancano 48.795 posti comuni destinati al potenziamento dell'offerta formativa, per un totale complessivo di 663.367 cattedre.
Analizzando la ripartizione dei posti comuni ordinari per grado di istruzione, in testa troviamo la scuola secondaria di secondo grado (superiori) che assorbe il contingente più consistente con 218.496 posti. A seguire la scuola primaria (elementari) che conta 188.555 posti (inclusi quelli destinati all'insegnamento dell'educazione motoria). Poi troviamo la scuola secondaria di primo grado (medie) che si attesta a 133.085 posti. Chiude la classifica la scuola dell'infanzia, con 74.436 posti.
L'excursus sul potenziamento dell'offerta formativa
Un ruolo strategico nella gestione dell'autonomia scolastica è, però, svolto anche dai 48.795 posti comuni di potenziamento. Questi docenti non sono destinati, infatti, unicamente alla copertura delle classi ordinarie, ma consentono alle scuole di ampliare i progetti didattici, contrastare la dispersione e personalizzare i percorsi di apprendimento.
Anche per questa caratteristica, il contingente del potenziamento si distribuisce prevalentemente nelle superiori con 21.339 cattedre e nella scuola primaria con 17.358 posti, mentre alla secondaria di primo grado vanno 7.904 posti e all'infanzia 2.194 posti. In particolare, nei due gradi della scuola secondaria, una quota del potenziamento è riservata all'istituzione della classe di concorso A-23 ("Lingua italiana per discenti di lingua straniera"), destinata al supporto linguistico negli istituti con una presenza pari o superiore al 20% di studenti stranieri privi di competenze di base. Alla fine, sommando posti ordinari e potenziamento, l'organico d'autonomia complessivo conta 239.835 cattedre alle superiori, 205.913 alla primaria, 140.989 alla secondaria di I grado e 76.630 all'infanzia.
Dal punto di vista geografico, la dotazione totale di posti comuni (ordinari + potenziamento) rispecchia la densità demografica delle regioni: la Lombardia guida con 91.894 posti comuni e 6.993 posti di potenziamento (totale 98.887); la Campania segue con 72.088 posti comuni e 5.290 di potenziamento (totale 77.378); la Sicilia conta 58.334 posti comuni e 4.413 di potenziamento (totale 62.747), mentre il Lazio ne registra 56.995 comuni e 4.416 di potenziamento (totale 61.411).
Al contrario, i contingenti più contenuti si registrano in Molise (3.393 comuni e 535 potenziamento), Basilicata (7.298 comuni e 761 potenziamento), Umbria (9.497 comuni e 965 potenziamento) e Friuli-Venezia Giulia (12.361 comuni e 1.113 potenziamento).
I docenti di sostegno
Invece, sul fronte dell'integrazione degli alunni con disabilità, il decreto n. 170/2026 stabilisce l'organico nazionale dei posti di sostegno a 128.170 unità complessive, con un incremento di circa duemila cattedre nell’ultimo biennio.
La ripartizione del sostegno tra i vari gradi scolastici vede in prima linea la scuola primaria, che assorbe la quota maggioritaria (47.403 posti). Seguono la scuola secondaria di secondo grado con 36.271 posti, la scuola secondaria di primo grado con 34.751 posti e la scuola dell'infanzia con 9.745 cattedre.
A livello territoriale, anche qui, la Lombardia guida con 19.293 posti di sostegno, seguita da Campania (15.986), Sicilia (14.143) e Lazio (13.853). Superano i 10mila posti anche la Puglia (10.503) e il Veneto (8.263), mentre le presenze più contenute si registrano in Molise (792 posti), Basilicata (1.248) e Friuli-Venezia Giulia (1.768).
Il bilancio del ministero: assunzioni anticipate e continuità sul sostegno
Parallelamente alla definizione delle piante organiche, il ministero dell'Istruzione e del Merito ha voluto tracciare il bilancio delle operazioni di reclutamento concluse entro la data chiave del 31 agosto 2026. Le nuove immissioni in ruolo a tempo indeterminato - tra posto comune, sostegno e insegnamento della Religione cattolica - secondo i dati in possesso del Mim sono state complessivamente 37.430, con una crescita significativa rispetto alle 29.685 dell'anno scolastico precedente.
Un contributo decisivo, a detta di Viale Trastevere, è giunto dalle assunzioni effettuate mediante i nuovi elenchi regionali, introdotti per velocizzare lo scorrimento delle graduatorie. Entro la stessa data del 31 agosto è stata assegnata la quasi totalità delle supplenze annuali, pari a circa 118mila contratti.
Un dato di particolare rilievo sociale, poi, riguarda la continuità didattica sul sostegno: su richiesta esplicita delle famiglie degli alunni con disabilità, sono stati confermati 55.814 docenti supplenti di sostegno, quasi 10mila in più rispetto all'anno scolastico 2025/2026. A completare il quadro delle assunzioni in servizio dal 1° settembre figurano 342 dirigenti scolastici e 12.284 unità di personale Ata.
“Il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra. Per il secondo anno consecutivo abbiamo completato le operazioni di assunzione prima dell’inizio dell’anno scolastico assicurando la presenza di tutti gli insegnanti in classe fin dal primo giorno di scuola. È un importante risultato per garantire la continuità didattica e il corretto funzionamento degli istituti, nell’interesse di ogni studente”, ha dichiarato il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, alla vigilia del ritorno in classe di settembre.
Interpelli: oltre 46mila le cattedre scoperte, con la pressione al Nord
Nonostante l'accelerazione delle immissioni in ruolo, però, il fabbisogno di docenti nelle aule rimane elevato. I dati rilevati dopo le operazioni di mobilità evidenziano infatti 46.826 cattedre vacanti e disponibili, suddivise tra 35.365 posti comuni e 11.461 posti di sostegno. A queste cattedre si aggiungono oltre 14mila posti in organico di fatto, portando le stime complessive a circa 150 mila contratti di supplenza lungo l'intero anno scolastico.
Per far fronte all'esaurimento delle graduatorie provinciali (GPS) e d'istituto su specifiche classi di concorso, gli istituti scolastici hanno perciò avviato la pubblicazione degli Interpelli, ovvero avvisi pubblici con cui le singole scuole chiamano direttamente i supplenti disponibili. Il fenomeno si attesta con particolare intensità nel Nord Italia. La Lombardia si conferma l'area a maggiore fabbisogno. Mentre nelle regioni del Centro-Sud continua a sopravvivere l'invio spontaneo delle Messe a Disposizione (Mad).
