nel nuovo regolamento

Stop ai pantaloni a vita bassa e agli hot pants, un istituto di Treviso stila l'elenco di cosa può essere indossato a scuola

La dirigente scolastica del Besta: "Non siamo in spiaggia né in discoteca. L'obiettivo è stabilire dei limiti precisi legati al contesto scolastico"

20 Set 2026 - 19:53
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Stop a pantaloni a vita fin troppo bassa e a hot pants estremamente succinti. Gli studenti dell'istituto Besta di Treviso da quest'anno avranno un freno sull'abbigliamento per andare a scuola. Nell'ultimo regolamento scolastico approvato dal collegio docenti infatti non appare più il semplice invito a presentarsi con un "abbigliamento idoneo", è stata invece stilata una vera e propria lista di cosa si può indossare e cosa no. Il caso è riportato in queste ore dal quotidiano online Il Gazzettino. La preside: "Non siamo in spiaggia né in discoteca". 

Treviso, al Besta l'elenco dell'abbigliamento idoneo

 La scuola trevigiana ha deciso dunque di entrare nel merito dell'abbigliamento scelto dagli studenti per andare a scuola: "Ci è sembrato necessario - spiega su Il Gazzettino la preside Renata Moretti - per esemplificare in modo concreto e oggettivo cosa significhi "abbigliamento idoneo"".

Secondo la preside la formulazione precedente sarebbe stata troppo generica e quindi soggetta all'"interpretazione" dei ragazzi. Da qui la decisione di individuare criteri più chiari anche a fronte del reale comportamento degli studenti. "Osservando come a volte vengono vestiti le studentesse e gli studenti e ritenendo certe modalità indecorose, se non addirittura offensive e provocatorie", prosegue la preside sul quotidiano, "abbiamo stilato un elenco di cosa per noi sia idoneo indossare in classe e cosa non lo sia".

"Porre dei limiti legati al contesto scolastico"

  La dirigente scolastica sottolinea che alcuni criteri del nuovo regolamento scolastico potrebbero scontrarsi con le attuali tendenze della moda dei ragazzi ma, aggiunge, l'obbiettivo non è quello di vietare ai ragazzi di esprimersi, bensì quello di stabilire dei limiti precisi legati al contesto scolastico.  "Ben venga l’originalità di esprimersi anche attraverso l’abbigliamento - conclude Moretti sul quotidiano Il Gazzettino - ma senza sacrificare la buona educazione e il senso della misura".

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