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Referendum, Berlusconi: votiamo No e italiani tornino alle urne

"Nessuno può dare a noi lezioni in materia di riforme. Infatti già nel 1995 alla Camera io pronunciai un discorso nel quale delineavo i principi di una vera riforma costituzionale"

"La vittoria del No non potrà che segnare l'inizio di una nuova stagione politica, in cui saranno di nuovo e finalmente gli italiani a decidere". Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un videomessaggio al termine della manifestazione azzurra "Per far vincere l'Italia ripartiamo da un No". Subito dopo un appello a tutti i presenti: "Tutti devono andare a votare a questo referendum e votare No".

Se vincesse il No, sarebbe "una nostra vittoria, di tutti gli italiani di buon senso e di buona volontà che vogliono tornare liberi". "La realtà è che, se vince il No, si andrà semplicemente verso nuove elezioni che, con una nuova, diversa legge elettorale, concordata, produrranno una maggioranza stabile, perché espressa dagli italiani e non da giochi di palazzo. E si darebbe finalmente il via ad un percorso di riforme, veramente condivise", prosegue il leader di Forza Italia.

"Nessuno può dare a noi lezioni in materia di riforme. Infatti già nel 1995 alla Camera io pronunciai un discorso nel quale delineavo i principi di una vera riforma costituzionale, indispensabile per adattare la nostra Costituzione a tempi profondamente cambiati rispetto al 1948", dice ancora Berlusconi nel videomessaggio. "E nel 2005 - precisa - fu la nostra maggioranza ad approvare in Parlamento una grande e innovativa riforma che la sinistra però riuscì a bloccare l'anno dopo con un referendum che fece perdere al paese altri dieci anni".

"Proprio in questo spirito, inizialmente, abbiamo provato a dare fiducia alle affermazioni di Renzi e del Pd, che dicevano di voler scrivere una riforma condivisa, nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Ci siamo chiamati fuori quando ci siamo accorti che la loro intenzione era un'altra - conclude l'ex premier -: era quella di cucirsi un abito su misura per Renzi e per il suo governo che non hanno mai avuto il consenso degli italiani".

Referendum, Monti denuncia "voto di scambio costituzionale" - "Questa riforma non mi piace, si constata per la prima volta in Italia un passaggio dal voto di scambio politico al "voto di scambio costituzionale". Lo ha affermato l'ex premier, Mario Monti, sul referendum del 4 dicembre. "La riforma cala i costi della politica? Per me i veri costi sono quelli delle decisioni politiche prese considerando solo il consenso che portano", ha aggiunto il senatore a vita.

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