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Un futuro migliore e più green
 

Basata su utilizzo (e riutilizzo) sostenibile delle risorse, sulla decarbonizzazione e sulla transizione a fonti energetiche rinnovabili, coinvolgerà anche il settore della mobilità elettrica. Anche grazie al contributo di chi, come Enel, da anni vi investe

Enel Green

“Esiste un solo pianeta Terra, eppure da qui al 2050 consumeremo risorse come se di pianeti ve ne fossero tre”. Un allarme, quello lanciato dal Commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Virginijus Sinkevičius, che riflette una situazione apparentemente ormai fuori controllo per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse, la produzione, i consumi. E che cresce di anno in anno assieme all’aumentare della popolazione mondiale: nell’ultimo secolo è quadruplicata, e fra trent’anni potrebbe arrivare a superare i nove miliardi di persone. Persone che vivono, persone che consumano risorse, persone che con le loro attività quotidiane sono responsabili di emissioni inquinanti in misura sempre maggiore.

Il Green Deal europeo

Per questo, per dare al nostro pianeta un futuro migliore e più green, è sempre più importante e urgente invertire la tendenza, e iniziare a investire in sostenibilità, in decarbonizzazione, nella transizione a energie rinnovabili: Proprio in quest’ottica si muove anche il “Green Deal” europeo, che la Commissione Ue ha adottato a marzo e che, anche attraverso il Piano d’azione per l’Economia Circolare, fissa nuovi, ambiziosi obiettivi per quanto riguarda queste tematiche. “Il Piano – ha sottolineato Sinkevičius – renderà la circolarità parte della quotidianità delle nostre vite e accelererà la transizione verde della nostra economia”.

 

Meno emissioni, più sostenibilità

 Un’economia, nel progetto europeo, che dovrà essere sostenibile, con basse emissioni di CO2, basato su fonti rinnovabili e chiusura dei cicli. E che, in quanto economia circolare, che sia capace di riparare, manutenere, condividere, rigenerare, ricondizionare, riciclare, riutilizzare e reimmettere nel ciclo economico e produttivo tutte le risorse impiegate, generando valore e incrementando la competitività del sistema. Basato non solo, come spesso si è erroneamente portati a pensare, su un sistema avanzato di “raccolta differenziata” e di gestione del ciclo di rifiuti (che pure è un aspetto importante dell’economia circolare) ma su un vero e proprio sistema economico che fin dalle fasi di design e produzione preveda come estendere la vita del bene e come preservarne il valore alla fine del primo ciclo di vita attraverso riutilizzo, rigenerazione e riciclo. Affinché sia effettivamente recuperato il valore nelle ultime fasi di vita è importante che prodotti e beni siano stati progettati a questo scopo.   

 

Maggior crescita con la circolarità

 Un sistema che, basato in larga parte sulla decarbonizzazione e sulla transizione a fonti energetiche rinnovabili e a materie prime riciclabili e biodegradabili, può portare a enormi benefici ambientali, economici e sociali. Tanto che, secondo l’Ue, nei prossimi dieci anni la transizione all’economia circolare potrebbe condurre a un aumento del 7% degli investimenti, a un taglio del 17% delle emissioni, a una riduzione del 10% dei costi delle materie prime. E a una crescita del valore economico dei settori coinvolti, tanto che il solo comparto energetico potrebbe generare in Italia tra 98mila e 173mila nuovi posti di lavoro da qui al 2030.

 

Il ruolo della mobilità

Anche perché il settore dell’energia sarà sempre più protagonista nelle nuove dinamiche di un mondo in rapido cambiamento, a partire dal successo sempre maggiore della mobilità elettrica che (sia per gli enormi investimenti in questo settore, sia per le norme sempre più stringenti sulle emissioni) segnerà inevitabilmente il declino di quella che sfrutta i combustibili fossili. E che contribuirà al processo di decarbonizzazione per raggiungere l’obiettivo (indicato dagli esperti per fermare il riscaldamento globale) di tagliare le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 e del 100% entro il 2050. Emissioni zero che sono, del resto, un obiettivo anche di molte città, che incentivano la mobilità elettrica quale pilastro su cui basare la propria transizione verso paradigmi di maggiore sostenibilità.

 

Cambiamenti epocali

Ma in quanto a cambiamenti epocali, responsabile di grandissimi mutamenti dal punto di vista sociale, economico e lavorativo è stata la pandemia di coronavirus, che ha obbligato tutti a un repentino cambio di abitudini per adattarsi a uno scenario senza precedenti. E così anche in Italia abbiamo assistito a un’impennata dello smart working, che a fine aprile coinvolgeva ben 1 milione e 800mila lavoratori, il 90% dei quali lavoravano per la prima volta da casa. E che, dopo aver sperimentato i benefici di questa nuova modalità di lavoro, spesso hanno deciso di proseguire in modalità smart, accelerando una tendenza che, pur già in corso, procedeva a ritmi più lenti. Ma che in questo modo ha influenzato pesantemente abitudini e comportamenti, andando a incidere anche sulla domanda energetica e sui consumi domestici, con maggiore attenzione alle spese e con la ricerca di soluzioni di efficienza energetica.

 

Un punto di riferimento

 Un mondo che cambia sempre più velocemente, insomma, ma nel quale è sempre presente un punto di riferimento capace di garantire certezze e stabilità: Enel, leader nel settore energetico che, avendo basato da anni la propria strategia di sviluppo sulle fonti rinnovabili e sull’innovazione tecnologica, non si è lasciata sorprendere dai cambiamenti ma, anzi, sta contribuendo attivamente, da una posizione di vertice, alla transizione a livello internazionale con significativi investimenti per accelerare la decarbonizzazione del proprio mix energetico (con l’obiettivo di giungere – attraverso la progressiva riduzione della generazione da fonti termoelettriche ­– a una riduzione dell’80% entro il 2030 e a quota zero entro il 2050). Enel sta inoltre guidando a livello globale lo sviluppo delle smart grids e della mobilità elettrica, sempre con un forte focus sulla circolarità. Migliorando al tempo stesso la propria sostenibilità per continuare, come il ruolo di una grande azienda impone, a essere d’esempio.

 

Pratiche virtuose

Esempio che Enel rappresenta anche in ambiti che plasmeranno il futuro delle nostre città e del nostro mondo, come quello della mobilità elettrica, che ha visto il Gruppo impegnarsi nella creazione di un’infrastruttura di ricarica sempre più efficiente e capillare per favorire la transizione a un modello a emissioni zero. E facendosi apripista anche nell’adozione di pratiche aziendali virtuose, come l’introduzione, già nel 2016, dello smart working, e il suo l’ampliamento quest’anno per far fronte all’emergenza sanitaria e garantire la sicurezza al proprio personale: in tutti i Paesi in cui Enel è presente, nel 2020 il numero di lavoratori in smart working è aumentato di 13 volte, arrivando a contare circa 37mila persone, pari al 55% del totale.

 

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