Guerra dei droni, il conflitto russo-ucraino entra nell’era dell’attacco automatizzato: ecco perché
L'Ucraina punta ora a strozzare la logistica russa in modo tale da rendere instabile l'intero flusso degli approvvigionamenti bellici
© Afp
La guerra tra Russia e Ucraina, che dal febbraio 2022 non ha mai smesso di seminare distruzione, è ora passata a una nuova fase operativa: quella dei droni. Non passa un giorno in cui tra i due Stati non si verifichino attacchi compiuti da aeromobili a pilotaggio remotato. Perché? I dispositivi azzerano il rischio umano per i piloti, hanno costi inferiori rispetto ai velivoli tradizionali e offrono una protezione estrema. Ultimo, ma non per importanza, i droni permettono di saturare le difese nemiche colpendo obiettivi tattici a lungo raggio senza esporre le truppe al fuoco diretto. Soltanto nelle ultime ore, l'Ucraina ha neutralizzato 88 droni di provenienza russa mentre il Cremlino ne ha abbattuti almeno 300 provenienti da Kiev.
Precisione millimetrica e rischio umano ridotto al minimo
Negli ultimi tempi l'impiego di droni da parte dell'esercito russo e di quello ucraino è aumentato a dismisura. Accade perché, come anticipato, queste tecnologie hanno un costo inferiore rispetto ad aerei, missili o artiglieria guidata. Questo significa che possono essere utilizzati in grandi quantità senza consumare risorse strategiche enormi. Inoltre molti droni, soprattutto quelli di tipologia commerciale adattata, vengono prodotti o modificati agevolmente. Un altro motivo che spiega il loro utilizzo massiccio è la capacità di ridurre il rischio umano. Invece di mandare soldati o piloti in zone pericolose, i velivoli possono effettuare voli di ricognizione, sorveglianza o compiere attacchi a distanza caratterizzati da precisione millimetrica.
Droni da Kiev per tagliare i rifornimenti ai russi
La nuova campagna contro la Russia da parte dell'Ucraina non punta più soltanto a colpire i mezzi del Cremlino sulla linea del fronte. L'obiettivo è ora molto più preciso e più studiato: strozzare la logistica del Paese. Il principio secondo cui si basa questa nuova serie di attacchi aerei è semplice. Senza carburante, munizioni e rete di collegamenti sicura, la massa delle forze russe disponibili perde di efficacia. Ed è per questo che Kiev sta spostando il baricentro dei suo attacchi verso ciò che consente ai russi di continuare a combattere nel Sud e lungo il corridoio della Crimea. "Si tratta di un blocco logistico volto a distruggere sistematicamente le capacità russe ben oltre le linee del fronte e a privarle della capacità di condurre operazioni di assalto", ha dichiarato il mese scorso il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov.
Strumento di interdizione operativa e kill zone
La novità sostanziale, quindi, è che i droni non vengono più utilizzati solo per distruggere un carro armato o una postazione. I velivoli vengono ora impiegati per rendere instabile l'intero flusso dei rifornimenti. La guerra, quindi, non si combatte più solamente sul campo, l'obiettivo è ora annientare tutto ciò che alimenta il terreno di battaglia rendendo precario il sistema degli approvvigionamenti. Si allarga, di conseguenza, la zona di minaccia oltre il contatto diretto. Nascono così le cosiddette kill zone, aree di uccisione estese: zone in cui i convogli possono essere colpiti non appena si muovono, lungo strade, ponti e assi di rifornimento. Alcune tratte diventano quindi proibitive, ad altissimo rischio. Mosca è costretta a deviare i convogli, frammentare i carichi e proteggere le retrovie.
Notte di combattimenti a suon di droni in Russia e in Ucraina
Nella notte tra domenica e lunedì i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e abbattuto 301 droni ucraini. Nella fattispecie, sono stati annientati velivoli sul Mar d'Azov e sul Mar Nero. Il numero di dispositivi abbattuti in fase di avvicinamento alla capitale ha raggiunto quota 70, secondo quanto reso noto dal sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin. L'attività degli aeroporti è temporaneamente sottoposta a limitazione delle prime ore del mattino. Notte di attacchi con droni russi anche in Ucraina. Secondo i dati preliminari diffusi dall'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine nella notte sono stati neutralizzati ben 79 droni di provenienza russa. In meno di ventiquattr'ore, quindi, sono stati impiegati complessivamente quasi 400 velivoli dalle due fazioni. Fatto, quest'ultimo, che dimostra come i nuovi protagonisti del conflitto russo-ucraino siano i droni.
