Lufthansa sopprime 20mila voli fino a ottobre: "Solo rotte necessarie"
La crisi di Hormuz si fa sentire in Europa. Lufthansa ha optato per una drastica riduzione: "Così risparmiamo 40mila tonnellate di carburante"
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Oltre 20mila voli già programmati sono stati cancellati tra maggio e ottobre 2026 per "risparmiare carburante". Lo ha annunciato il principale vettore tedesco Lufthansa in quello che è il taglio più consistente tra le compagnie aeree mondiali. Ed è una diretta conseguenza dell'aumento del prezzo del cherosene, più che raddoppiato dall'inizio della crisi in Medio Oriente.
L'annuncio: "Così rispariamo 40mila tonnellate di jet-fuel"
Ad annunciarlo è stata in una nota proprio Lufthansa. A partire da lunedì 20 aprile, la compagnia ha optato per la soppressione di circa 120 voli a corto raggio al giorno. Per prime saranno sospese "le rotte non redditizie da Monaco e Francoforte", decisione che rimarrà valida per tutta la stagione estiva fino a metà ottobre togliendo una opzione sicura ai vacanzieri tedeschi. Questo permetterà di risparmiare, secondo le stime della società, almeno 40mila tonnellate metriche di carburante per aerei, che sarà usato per i voli più richiesti e che portano più denaro nelle casse di Lufthansa.
Come muoversi in estate
Dai preservativi al cibo negli scaffali, l'impatto del conflitto tra Usa e Iran si percepisce in molti ambiti della vita quotidiana. Ma a subire forse le conseguenze più gravi sono proprio gli aerei. Per questo Lufthansa al momento non si sbilancia sul futuro: "Il piano esatto per i mesi estivi sarà reso pubblico all'inizio di maggio", ha comunicato assicurando che la fornitura di carburante sarà "ampiamente stabile". "Saranno comprese ottimizzazioni dell'offerta a corto raggio per l'intera stagione estiva, garantendo così la stabilità dell'orario per il periodo di validità del piano di volo". La totalità dei voli soppressi, almeno secondo quanto previsto finora, sarebbe affidata a CityLine, la divisione regionale che il vettore tedesco ha chiuso in anticipo rispetto alla data prevista nel 2027. Rimane da capire se, con l'aggravarsi della situazione attorno allo Stretto di Hormuz, la compagnia non possa iniziare a valutare di intaccare la programmazione delle altre linee, da Air Dolomiti a Swiss fino ad Austrian Airlines e Ita Airways.
La situazione in Europa
I tagli sono stati confermati da Lufthansa a Bruxelles in occasione della riunione dei ministri dei Trasporti europei, convocata martedì per discutere i piani volti a evitare una carenza di jet-fuel nel Vecchio Continente. Le ipotesi sul tavolo della Commissione Ue sono diverse: dagli acquisti in blocco di cherosene per tenerne basso il prezzo di mercato fino all'apertura di un più cospicuo flusso di carburante dagli Usa, poco utilizzato in Europa perché di differente fattura. Sull'Unione europea si staglia sempre di più, però, l'ombra del rilascio delle scorte d'emergenza, a cui alcuni Paesi potrebbero dover iniziare ad attingere nelle prossime settimane, se non giorni.
L'impatto della crisi sulle compagnie di tutto il mondo, da EasyJet a Delta
Lufthansa, che pochi giorni fa aveva annunciato di valutare il taglio della flotta, non è l'unica compagnia aerea ad aver optato per una policy di soppressione dei voli. Delta Air Lines ha annunciato questo mese che cercherà di recuperare 1 miliardo di dollari di costi tagliando le rotte non redditizie, circa il 3,5% della sua rete totale. Alcuni vettori asiatici - tra cui Cathay Pacific, Air Asia X e Air New Zealand - hanno ridotto le rotte per risparmiare carburante, mentre decine di compagnie aeree in tutto il mondo hanno introdotto supplementi carburante o aumentato i prezzi dei biglietti per cercare di compensare l'aumento delle spese. EasyJet ha avvertito la scorsa settimana di una perdita superiore alle attese nei mesi invernali a causa dei costi del carburante, mentre Virgin Atlantic ha dichiarato che avrebbe faticato a tornare in attivo quest'anno nonostante l'aumento dei prezzi.
