Pronta una serie di linee guida

Ue, il piano contro la crisi del jet-fuel: scorte strategiche, acquisti "comunitari" e uno sguardo agli Usa

La Commissione ha approntato una serie di linee guida per i Paesi Ue. Bruxelles insiste sul cambio di fornitore e valuta misure comuni per il cherosene

21 Apr 2026 - 08:17
 © Ansa

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Più passano i giorni, più l'Europa si avvicina al punto di rottura per quanto riguarda il carburante. In particolare il cherosene, con la minaccia incombente che tra una manciata di settimane diversi Paesi europei rimangano a secco. Per questo, nella mattinata di martedì, i ministri dei Trasporti hanno fissato un appuntamento (rigorosamente a distanza) per fare il punto della situazione e per iniziare a muovere i primi passi verso una soluzione comune. La prima parola d'ordine è indipendenza

Un cambio di fornitore

 Quella dell'indipendenza è una lezione che l'Ue pare apprendere continuamente. Dal 2022 per quanto riguarda il gas russo, ora per quanto riguarda l'affidabilità del flusso di petrolio dal Medio Oriente al Mediterraneo. Per questo il primo imperativo che filtra da Bruxelles sarebbe quello di impegnarsi a ridurre progressivamente la dipendenza dal greggio persico e affidarsi a quello che arriva dagli States. La Commissione europea è comunque consapevole che si tratta di un progetto perlomeno di medio periodo, nonostante il greggio a stelle e strisce sia già stato vitale ad aprile. Per questo nei prossimi giorni si prepara ad annunciare agli Stati membri che le forniture di cherosene rimarranno limitate ancora per diverse settimane, sconfinando nella bollente estate dei viaggi e delle vacanze. Per tenere sotto monitoraggio la situazione jet-fuel, sarà in parallelo attivato un osservatorio europeo che fornisca dati in tempo reale sia sulla disponibilità di scorte che sulla raffinazione.

L'industria a pieno ritmo e l'ipotesi di acquisto comunitario

 E a breve o brevissimo periodo? Da settimane si parla della possibilità del rilascio delle scorte strategiche. Lo ha confermato un'altra volta Dan Jorgensen, commissario all'Energia, in un'intervista al Financial Times. Non tutti, però, sono uguali e Bruxelles lo sa bene. Il Portogallo, grazie alla produzione interna e alle importazioni dal Brasile, ha già comunicato di avere disponibilità di cherosene almeno fino a fine agosto. Vacanze salve per tutti i lusitani, insomma. L'Olanda, che nelle sue città ospita i più importanti siti di stoccaggio in Europa oltre che le più grandi raffinerie di jet-fuel, insiste sulla convinzione che tutta Europa possa cavarsela senza eccessivi patemi per i prossimi cinque mesi. Non tutti sono così ottimisti. Da qui lo sguardo alla produzione d'Oltreoceano e non solo. Bruxelles ha infatti chiesto agli impianti di produzione di lavorare senza sosta per compensare più possibile la voragine dell'import, ma senza fare sconti sulla "sostenibilità" del carburante. E la Commissione starebbe valutando anche di acquistare in blocco - e da usare come "fondo comune" - ulteriori scorte di jet-fuel da redistribuire all'interno dei Paesi membri secondo necessità. 

Le norme Ue e il nodo degli "slot" aerei

 Possibile che nelle linee guida siano specificate delle norme prettamente operative riguardo alla gestione eventuale di carenze di carburante. Come anticipato dal Corriere della Sera, le misure potrebbero riguardare la gestione degli slot di decollo e atterraggio, con la richiesta delle compagnie che le finestre orarie "più pregiate" possano essere conservate anche nel caso in cui l'aereo sia costretto a rimanere a terra per carenza di jet-fuel. Ma potrebbero esserci novità anche sulla norma "anti-tankering", imposta dall’Ue per impedire ai voli di imbarcare carburante extra in aeroporti dove costa meno

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