Speciale Guerra in Iran
Ultimo carico verso l’Europa

Estate senza cherosene da Hormuz, voli a rischio: compagnie pronte a tagli e rincari

La petroliera Rong Lin Wan arriverà a Rotterdam il 9 aprile con l’ultimo rifornimento dal Golfo. Scorte in calo e prezzi in salita: gli scenari

02 Apr 2026 - 14:33
 © Ansa

© Ansa

La Rong Lin Wan è lunga 250 metri, batte bandiera di Singapore e in questi giorni costeggia l’Africa occidentale. E buona parte del destino di tutti coloro che stanno aspettando l'estate per una meritata vacanza dipende proprio da questa petroliera. Quando arriverà al porto di Rotterdam nel tardo pomeriggio del 9 aprile, porterà con sé molto più di un normale carico: sarà infatti l’ultima nave piena di jet fuel partita dal Golfo Persico prima della chiusura dello Stretto di Hormuz, dovuto alla guerra in Iran.

Salpata il 26 febbraio da Mina Al Ahmadi, in Kuwait, e inizialmente diretta a Malta, la nave è riuscita ad attraversare il passaggio marittimo appena in tempo. Dopo il suo approdo, almeno per ora, non sono previsti altri arrivi di carburante per aerei dal Medio Oriente verso l’Europa. Ed è proprio qui che cresce la preoccupazione delle compagnie aeree: circa metà del cherosene utilizzato negli aeroporti europei arriva infatti dalle raffinerie dell’area di Hormuz. E secondo gli esperti gli scenari sul futuro del conflitto si discostano, e non poco, dalle parole pronunciate da Donald Trump in nottata.

Scorte ridotte e possibili tagli

 Secondo le stime del Corriere della Sera, da fine aprile o inizio maggio l’Europa potrebbe ritrovarsi con la metà del carburante aereo normalmente disponibile. Le compagnie sperano di guadagnare qualche settimana utilizzando una parte delle riserve strategiche e rinviando la manutenzione delle raffinerie, prevista in primavera, ma potrebbe non bastare. L’import di jet fuel nel continente è già sceso a 420 mila barili al giorno, il 40% in meno rispetto alla settimana precedente e al livello più basso dal 2022, quando la guerra in Ucraina provocò forti tensioni energetiche. Anche le scorte nell’area Amsterdam-Rotterdam-Anversa risultano inferiori alla media del periodo. Le conseguenze potrebbero vedersi soprattutto tra giugno e settembre: meno collegamenti, riduzione delle frequenze giornaliere e difficoltà maggiori per aeroporti turistici e isole, più complicati da rifornire. Ad esempio, la compagnia low cost spagnola Volotea ha già annunciato un taglio dell'1% dei propri voli.

Le compagnie preparano l’emergenza

 A lanciare l’allarme è stato soprattutto Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair. Intervistato da Sky News ha detto che se da una parte "non c'è alcun rischio per le forniture, se la guerra finisce e lo Stretto di Hormuz riapre entro la metà o la fine di aprile", dall'altra il pericolo è chiaro: "Se la guerra continua e le interruzioni persistono, riteniamo che una quota limitata, forse il 10%, 20% o 25% delle nostre forniture, possa essere a rischio tra maggio e giugno".

O’Leary ha poi aggiunto che tra giugno, luglio e agosto le compagnie potrebbero essere costrette a cancellare alcuni voli o ridurre la capacità disponibile. Secondo le sue stime, il prezzo dei biglietti potrebbe aumentare di oltre il 3% durante l’estate. Anche Lufthansa si prepara a uno scenario difficile. nella stagione estiva potrebbero restare a terra fino a 40 aerei. L’amministratore delegato Carsten Spohr ha spiegato che l’aumento del costo del carburante finirà inevitabilmente per riflettersi sulle tariffe.

I Paesi più esposti: la situazione dell'Italia

 Il problema è particolarmente pesante per quei Paesi europei che dipendono maggiormente dalle importazioni di jet fuel. In Italia, nel 2025, la produzione giornaliera è stata di 674 mila barili, a fronte di consumi pari a circa 1,3 milioni: significa che metà del fabbisogno è arrivato dall’estero. La situazione è ancora più delicata in altri Stati: la Polonia ha importato quasi il 97% del carburante necessario, la Grecia l’82%, mentre Spagna e Portogallo si sono fermati intorno al 70%.

Ti potrebbe interessare

videovideo