Rita Flores allo scoperto

L'ex Pussy Riot: "Costretta da Mosca a spiare per loro, poi sono fuggita...."

La 29enne intervistata dal "Guardian" dopo essere fuggita dalla Russia ad agosto

19 Set 2026 - 12:58
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Ha fatto parte del collettivo oppositore russo Pussy Riot, ma poi la "paura troppo grande" di ritorsioni, dopo aver subito minacce dalle autorità, l'ha condotta verso tutta un'altra strada: quella di infiltrata per conto di Mosca in circoli di attivisti considerati fastidiosi per il Cremlino. È la storia, raccontata dal Guardian con un'intervista esclusiva, di Rita Flores. La 29enne, ad agosto, è riuscita a uscire dalla Russia e ora vuole denunciare l''uso di infiltrati nel suo Paese.

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La sua storia

 Attiva con le Pussy Riot a partire dal 2020, con performance di protesta che le sono costate più volte arresti, periodi di sorveglianza e perquisizioni, Flores dice di esser stata costretta al reclutamento nell'intelligence russa (l'Fsb) a febbraio 2023. Fu allora, dice, che alcuni agenti dei servizi segreti russi la ricattarono: avrebbero fatto aprire procedimenti penali nei suoi confronti, a meno che accettasse di lavorare con l'Fsb. "Ho creduto che potessero fare tutto quello che dicevano", racconta. La donna ha iniziato a svolgere diverse missioni, principalmente per raccogliere informazioni su artisti e attivisti legati all'opposizione. Come ricompensa per aver firmato, ha ricevuto un pagamento una tantum in contanti di 30.000 o 40.000 rubli (310 o 413 euro), ha aggiunto.

I suoi due superiori la terrorizzavano, racconta ancora Flores, ripetendo minacce. Persino il più amichevole dei due, che la donna ha conosciuto come Ivan, a volte le faceva capire che le conseguenze di un'eventuale ribellione sarebbero state gravi. "Ha cercato di fare amicizia con me, ma sapeva anche essere minaccioso. Diceva con calma: Uccideranno tua madre e tu non potrai dimostrare niente oppure Se vai all'estero ti troveranno subito e ti uccideranno, e poi ridacchiava, come se fosse tutto uno scherzo".

Fuggita appena in tempo

 Poi le è stato chiesto anche di contribuire a tendere una trappola a Pyotr Verzilov, attivista filo-ucraino. Ma, prima di rimanere coinvolta in questa operazione, Flores, aiutata da un avvocato, è riuscita a lasciare la Russia. Ora la sua intenzione è denunciare quanto le è accaduto e come l'uso da parte del Cremlino di infiltrati negli ambienti degli oppositori sia, a suo dire, "un fenomeno di massa". "Per la prima volta da anni, mi sento tranquilla. Per tutto questo tempo ho sognato di andarmene e di poter parlare di tutto", dice al Guardian.

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