Alimentazione

Dieta: "pesano" di più sulla bilancia gli zuccheri o i grassi?

I lipidi sono spesso considerati i nemici numero uno, ma le cose non stanno proprio così

02 Feb 2021 - 05:00
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© Istockphoto  | I grassi non sono il nemico numero uno quando vogliamo perdere peso© Istockphoto  | I grassi non sono il nemico numero uno quando vogliamo perdere peso© Istockphoto  | I grassi non sono il nemico numero uno quando vogliamo perdere peso© Istockphoto  | I grassi non sono il nemico numero uno quando vogliamo perdere peso

© Istockphoto | I grassi non sono il nemico numero uno quando vogliamo perdere peso

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Quando desideriamo perdere qualche chilo di peso, spesso cominciamo la nostra guerra alle calorie di troppo tagliando i quantitativi di grassi contenuti nella nostra alimentazione. In realtà, il vero nemico numero uno, contro il quale dovremmo focalizzare l’attenzione, sono gli zuccheri, soprattutto quelli semplici: un corretto e moderato apporto di grassi, infatti, non solo non determina di per sé l’aumento del peso corporeo, ma è utile per la buona salute dell’organismo e può addirittura aiutare a dimagrire. Gli zuccheri, invece, oltre a contenere molte calorie, possono creare dipendenza e spingere a consumarne sempre di più; sono inoltre presenti in forma nascosta in moltissimi alimenti, quindi ci si trova molto facilmente a superare le dosi giornaliere corrette. 

L’AZIONE DEGLI ZUCCHERI – Il loro compito è quello di fornire energia all’organismo, ma l’obiettivo viene raggiunto solo se il loro livello nel sangue si mantiene bilanciato: per questo quantità controllate di carboidrati complessi, come cereali, pasta e pane integrali, non devono mancare nell’alimentazione. Gli zuccheri semplici, invece, contenuti in cioccolatini, pasticceria, dolciumi vari e, in forma nascosta, anche in molte bibite, salse pronte, prodotti in scatola e persino nei salumi, favoriscono i bruschi rialzi della glicemia: l’organismo, per compensare, produce insulina, la quale abbatte rapidamente i livelli di glucosio nel sangue e innesca il desiderio di nuovo cibo. Gli zuccheri semplici, inoltre, interferiscono con le funzioni della leptina, l’ormone che genera il senso di sazietà. Questo circolo vizioso non può che generare un inevitabile aumento di peso. 

I GRASSI INVECE… - Studi recenti hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di alcuni tipi di grassi non favorisce di per sé l’aumento di peso, mentre ciò avviene con una dieta ricca di zuccheri . I lipidi hanno un ruolo importante nell’assimilazione di alcune vitamine, soprattutto la A, la D e la E. Possono inoltre appartenere a diverse categorie, non tutte uguali tra loro. Ad esempio, i grassi monoinsaturi, come gli Omega 3 e gli Omega 6 (presenti in pesce azzurro, salmone, tonno, olio d'oliva, avocado e frutta secca) hanno molte virtù benefiche, tra cui il controllo dei livelli di glicemia, colesterolo e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Qualche cautela in più serve invece nel caso dei grassi saturi, contenuti, ad esempio, nei formaggi e nella carne rossa. Da limitare al massimo, se non da eliminare completamente, sono i grassi trans (grassi idrogenati) spesso impiegati nell’industria alimentare e presenti, ad esempio, nella margarina, nella frittura, nei dadi da brodo, merendine, piatti pronti, salse. Questi grassi “cattivi” alzano i valori del colesterolo, aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, favoriscono le infiammazioni, alterano i livelli glicemia.

QUESTIONE DI EQUILIBRIO – Le linee guida della nutrizione indicano che dovremmo trarre dai lipidi circa il 10% delle calorie che assumiamo giornalmente. È stato anche dimostrato da ricerche recenti che una dieta a basso contenuto di zuccheri è più efficace di una a basso contenuto di grassi sia nel perdere peso che nel ridurre il rischio di numerose patologie. 

UNA BUFALA DA SFATARE – Da quanto detto sopra risulta evidente l’inefficacia della strategia di consumare i cosiddetti “alimenti light” in un’ottica di perdita di peso: questi tipi di cibi (formaggi, biscotti, spuntini) dichiarano di contenere anche il 30% di grassi in meno. Leggendo le etichette però si scopre che la minor quota di lipidi si accompagna di solito a una maggiore presenza di zuccheri, necessari per mantenere nel prodotto un sapore gradevole. Consultando le tabelle riportate in etichetta scopriremo che l’apporto complessivo di calorie spesso non è molto diverso da quello del corrispondente prodotto tradizionale. In conclusione, la scienza lo conferma: gli zuccheri “pesano” sulla bilancia più dei grassi.  

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